Pareri che condividiamo

Ago 3 • L'opinione, Prima Pagina • 340 Visite • Commenti disabilitati su Pareri che condividiamo

Recentemente nel portale “Ticinonline”, l’attuale direttore generale di UBS, il ticinese Sergio Ermotti, rivolge delle critiche al Consiglio federale che sicuramente condividiamo. A suo tempo era stato drastico contro la consegna di dati bancari, voluto in particolare dall’allora consigliera federale Evelyne Widmer-Schlumpf, per noi la peggiore consigliera federale degli ultimi 100 anni. Ora il CEO di UBS ritiene che il Consiglio federale non abbia ancora preso in considerazione pienamente i risultati delle ultime elezioni dell’ottobre 2015. Sempre, secondo lui, l’Esecutivo elvetico continua a lavorare piuttosto a centro-sinistra senza tener conto che gli elettori si sono posizionati più a destra.

Per noi, il motivo di questa mancata modifica di strategia del Consiglio federale è da ricercare nella mancanza di coraggio da parte dei rappresentanti del PLR.

A parole, sia il precedente presidente Philip Müller, sia l’attuale presidente, la consigliera nazionale Petra Gössi, molte volte esprimono pareri che collimano con le idee dell’UDC, poi però nei fatti, gli attuali loro Consiglieri federali Didier Burkhalter e Johann Schneider–Amman si guardano bene dal metterli in pratica.

Per esempio, quanto il capo dipartimento degli esteri ha esternato in merito al tentato golpe in Tuchia ha raccolto più critiche che lodi. Sia i quotidiani “24 Heures” che il “Blick” non sono stati molto teneri con Burkhalter. Come pure la consigliera nazionale PPD Kathy Ricklin e i suoi colleghi Claudio Zanetti (UDC) e Manuel Tornare (PS), che non condividono questo modo di affrontare i problemi. Quindi, se la maggioranza dell’attuale Consiglio federale segue, come pecoroni, i rappresentanti del PS e la rappresentante del PPD – per quest’ultima, è più importante andare ad Abu Dabi per l’arrivo dell’aereo Solar Impulse 2 che risolvere i problemi che quotidianamente le FFS riscontrano – non ci si deve stupire più di quel tanto.

Se in futuro si proseguirà su questa linea, con i molti problemi alle porte: dai rifugiati, all’arroganza dell’UE, ai padroncini che sempre più invadono il nostro territorio, non vediamo molte vie d’uscita. Le critiche continueranno, ma una chiara posizione non verrà mai presa!

 

Passando al nostro cantone, nell’edizione de “Il Caffè” del 10 luglio scorso, l’attuale presidente del PLRT, Rocco Cattaneo, esprime in un intervista delle considerazioni sulla situazione del Ticino. Alcune sue riflessione sono per noi non solo condivisibili, ma dovrebbero pure essere applicate. Per Cattaneo, il nostro parlamento sforna troppe leggi che complicano la vita ai cittadini. Ottima intuizione, ma il suo partito fino al 2011 aveva due Consiglieri di Stato e attualmente, pur avendo un solo rappresentante nell’Esecutivo cantonale, ha sempre il dipartimento delle finanze, che per noi dovrebbe essere quello

che indica le priorità nei lavori del Governo. Inoltre, dispone sempre di ben 24 deputati e ha la maggioranza relativa nel Gran Consiglio. Quindi, perché non si può applicare quanto Rocco Cattaneo esterna?

Sicuramente, in parlamento altri deputati condividono le sue idee.

Mancanza di coraggio o forse i dipendenti cantonali che aderiscono al suo partito non vogliono alcun cambiamento?

Se si vuole evitare la bancarotta del cantone, non si può più aspettare nell’introdurre quelle modifiche che riducano il debito cantonale e Rocco, essendo un imprenditore, sa benissimo che a furia di aumentare i debiti prima o poi si chiude baracca. Quindi ci chiediamo chi è, oggi come oggi, che ostacola l’introduzione di quelle normative che possono snellire la nostra burocrazia. I consiglieri di Stato sono cinque e se non sono i due rappresentanti della Lega chi è che frena? Fuori i nomi.!

Rocco Cattaneo, quale presidente del PLRT, non deve far altro che indicare ai suoi eletti la linea da seguire e che sicuramente anche altri partiti saranno pronti a condividere.       

                                                                      

Per esempio, il suo partito nel maggio 2010 presentò, primi firmatari gli allora deputati in Gran Consiglio Vitta e Celio, la mozione nr. 756 “Esaminare l’intero corpus legislativo, per abrogare le leggi non più necessarie, che generano inutile burocrazia e costi per lo Stato”.

Come mai, dopo 6 anni, non è ancora evasa?

Inoltre, all’inizio di giugno di quest’anno è stata lanciata l’iniziativa popolare “SI al referendum finanziario obbligatorio”. Nel comitato promotore vi sono ben una trentina di politici ticinesi e, oltre ai membri del Gruppo la Destra, troviamo aderenti al PLRT alla Lega, al PPD e anche al PST. Quindi, la volontà non manca, basta mettersi in azione!

A Rocco Cattaneo, già professionista delle due ruote, ci attendiamo un colpo, non di pedale ma politico, che dimostri la sua vera volontà nel risanare le finanze del nostro povero Cantone.

 

FRG

 

 

 

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