Parco nazionale: the day after

Giu 15 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 3028 Views • Commenti disabilitati su Parco nazionale: the day after

Il verdetto del Popolo è giunto ed è assolutamente inequivocabile. Con la mancata adesione al Progetto PNL di sei comuni su otto il progetto è stato asfaltato per sempre.

Questa decisione la dobbiamo considerare storica per due ragioni. In primo luogo, sebbene si trattasse di una votazione limitata solamente a 8 comuni, essa aveva una valenza nazionale e internazionale. Per questa ragione ci attendiamo che il suo esito negativo frenerà in maniera importante e per lungo tempo i numerosi tentativi di commissariare il territorio delle Alpi svizzere per fini che non sono compatibili con la nostra storia, i nostri usi e i nostri costumi.

In secondo luogo, questo esito è storico poiché ha ribaltato tutte le premesse iniziali che proponevano una forza soverchiante e spesso arrogante del fronte dei favorevoli rispetto al magro gruppetto di contrari. Una sproporzione di dimensioni quasi bibliche, che avrebbe potuto togliere il fiato a chiunque, ma non è stato così e ce ne rallegriamo.

Qualche esagitato ha scritto recentemente che i contrari erano solo 4 gatti, ma si è dimenticato di moltiplicare per mille questo numero. In questi oltre 4000 cittadini trovate persone di tutte le tendenze politiche, di tutte le fedi religiose, di tutte le origini, ma con un cuore grande così per il paese. Questa è la dimostrazione che la partitica classica è defunta e chi ha invece cavalcato quest’onda ottocentesca, utilizzando anche metodi di galoppinaggio altrettanto ottocenteschi, se lo dovrà ficcare bene in testa: il tempo delle meschine dittature piccolo-borghesi è definitivamente tramontato!

I fautori del progetto saranno certamente tentati di addossare la colpa di questa disfatta ai brutti e cattivi contrari, che sono sistematicamente stati dipinti come ignoranti, disinformati, e retrogradi, e capaci solamente di disseminare fobie e false notizie. La costatazione è però molto semplice. Se un progetto, che è costato più di dodici milioni (di cui 1 speso solo per la propaganda finale) e che è stato condotto da un gruppo nutrito di professionisti generosamente remunerati, si è arenato davanti all’azione di contrasto di pochi cittadini volontari che hanno messo a disposizione i loro soldi, il loro tempo libero e la loro passione civica, allora significa una cosa sola: il progetto era debole e fragile.

Il fatto che l’adesione al PNL sia stata sonoramente bocciata in votazione popolare è la dimostrazione finale e incontrovertibile che NON si trattava di “un progetto venuto dal basso”.

Il ruolo dell’Associazione dei contrari è stato un po’ come quello del foglietto illustrativo obbligatorio nelle confezioni dei medicinali. Quel medesimo foglietto che sembra messo apposta per impicciare quando si vuole riporre la boccetta nella scatoletta, così che inevitabilmente viene gettato. Quel medesimo foglietto la cui consultazione viene consigliata a tripla velocità nelle pubblicità televisive. Quel foglietto che porta le cattive notizie e le controindicazioni.

I cittadini lo hanno capito, hanno letto bene, e non si sono lasciati impressionare dal severo aggrottare di ciglia delle autorità comunali, cantonali e federali. Non si sono lasciati abbindolare dalle caramelle e dalle perline colorate che sarebbero state distribuite in cambio dei milioni che sarebbero finiti in tasche immeritevoli. Non si sono lasciati intimorire dal bombardamento a tappeto dell’ultima settimana nei quotidiani, dove la voce dei contrari era stata da tempo bandita. Non si sono lasciati sopraffare dalla prova di forza del Dipartimento del Territorio che ha previsto di spostare temporaneamente la propria sede alle isole di Brissago, come per dire: “vi stiamo osservando da vicino: comportatevi bene”… Non hanno creduto alle rispostine evasive del Consiglio di Stato e dell’ERS che dopo diverse settimane di sollecitazioni, sono arrivate all’ultimo minuto, giusto in tempo per non concedere una replica che li avrebbe massacrati sotto il peso delle loro stesse incongruenze.

No, i cittadini hanno pensato alle VERE conseguenze: alle stupide limitazioni delle inutili zone centrali, alle restrizioni che si sarebbero manifestate nelle zone periferiche; hanno riflettuto accuratamente sulle promesse farneticanti di rilancio economico e sul vero rapporto costi-benefici e hanno infine giudicato il progetto come non fattibile.

Insomma il popolo si è ribellato, e questa ci sembra una reazione e una lezione di sana democrazia. Non è la prima volta che i cittadini sconfessano il parere arcigno dell’autorità costituita e osiamo sperare che non sia certamente l’ultima. Crediamo però che il medesimo popolo ora sia creditore legittimo di risposte inequivocabili da parte della politica.

In primis sarà necessario definire bene le responsabilità su quanto sia (e come sia) stato speso inutilmente per questo progetto. I cittadini si attendono evidentemente che i responsabili di questa débàcle ammettano pubblicamente le loro colpe e che qualcuno faccia elegantemente le valigie prima che gli venga cortesemente richiesto. In secondo luogo sarà necessario che un rinnovato ERS-LV si metta seriamente al lavoro per verificare quanti cocci possano ancora essere salvati del progetto PNL per trasformarlo eventualmente in un Progetto di Parco regionale, che sarebbe un vero motore di sviluppo economico al quale probabilmente aderirebbe certamente un numero molto più consistente di comuni.

Insomma, ci sembra assolutamente necessario procedere a riordinare tutto l’assetto che regola la politica economica regionale. Per troppo tempo si è dormito e si è cullato un sogno brutto e impossibile (ci perdonino i favorevoli per la parafrasi del loro motto). Ora è tempo di svegliarsi e fornire gli indirizzi di cui la regione del Locarnese ha veramente bisogno. Basta con i giocattolini costosi che servono solo ad assecondare l’ego dei piccoli politicanti locali e a riempire le tasche dei soliti noti! Basta con le idee che vengono dall’estero e che ci vengono propinate come se fossero le nostre! Basta trattare il popolo come se fosse una massa di imbecilli!

Fra i contrari vi sono molte persone che sono state oggetto di vilipendio, denigrazione, minacce ed offese. Siamo sicuri che sapranno dimenticare tutto ciò solo se la politica saprà fornire le giuste risposte. Pensando a loro, non possiamo concludere senza ringraziare indistintamente tutti i membri dell’Associazione No Al Parco che hanno lavorato intensamente durante questi ultimi sei mesi, utilizzando tutti i ritagli di tempo e sacrificando per questa causa intere notti, interi fine settimana e anche rinunciando a molti momenti di svago o ad altre incombenze, mettendo a rischio la propria carriera professionale o la propria salute.

Una piccolissima squadra di persone coraggiose alla quale si sono aggregati man mano diversi sostenitori morali e anche materiali. A tutti questi deve andare il nostro riconoscimento per avere saputo avvertire e informare in maniera puntuale e documentata sulle vere cause, sulle vere conseguenze e sulle insidie che si celavano dietro a questo progetto-tranello.

È probabile che questi onorabili cittadini dovranno ancora subire per qualche tempo il rancore e forse anche qualche ritorsione da parte di chi si attendeva un esito diverso, ma a loro rimarrà per sempre il merito e l’onore di avere evitato a tutti un enorme scivolone su un pendio dal quale non sarebbe stato possibile risalire. Grazie a tutti, siete stati grandi!

gc

 

Intervista del giorno dopo al Prof. Sandro Rusconi, membro del comitato dell’Associazione no Al Parco.

 

Progetto PNL affossato, grazie a tutti!

Un primo rapidissimo commento: vi attendevate un risultato simile?

Eravamo convinti di riuscire a girare la votazione in almeno due comuni. Però le dimensioni del risultato si sono effettivamente rivelate inversamente proporzionali alle forze in campo. È come se una squadretta da oratorio avesse battuto il Real Madrid per 6 a 2. Un risultato del genere non può essere solo merito della squadretta, ma deve essere anche colpa del Real Madrid.

A proposito della “squadretta da oratorio” che ha sbaragliato la squadra di champions league, qual’è stato l’ingrediente segreto che ha permesso questa travolgente vittoria?

È stata una squadra piccolissima ma fantastica e di una simpatia e un entusiasmo come ho trovato in poche occasioni. Io ho aderito solamente nel mese di settembre, ma sono stato accolto calorosamente. Abbiamo fatto poche riunioni e sempre relativamente caotiche, come ben si addice a un gruppo senza gerarchie. Ma ogni volta ognuno è ripartito con dei compiti precisi. Ringrazio chi mi ha accompagnato sul podio nei dibattiti pubblici o alla radio: come Armando Donati (Millevoci RSI) , Antoine Durighello (Cavigliano) e Damiano Maeder (Dibattito Modem Losone). Poi devo ringraziare pubblicamente il grande artista Ivan Artukovich, che con estrema sensibilità e sense of humour ha trasformato in spettacolari vignette il nostro pensiero. Il nostro ringraziamento deve essere rivolto anche ai numerosi supporter esterni che sono stati tantissimi pur desiderando in maggioranza rimanere anonimi.

Cosa si sente di dire a coloro che hanno votato sì?

Io rispetto pienamente coloro che hanno votato sì poiché in grandissima maggioranza erano in perfetta buona fede. Raccomando a loro di non rammaricarsi troppo per questa sconfitta. Non è un’opportunità mancata, bensì uno scivolone evitato.

Cosa si sente di dire a coloro che hanno votato No?

I votanti del NO sono i veri protagonisti di questa storia. Ci hanno gratificato con una presenza massiccia e sorprendente (vedi persino ad Ascona con un solido 40%). Con il loro voto hanno dimostrato che il popolo non può essere trattato impunemente e sistematicamente da imbecille. Hanno dimostrato che “i quattro gatti” devono essere moltiplicati per mille. Non si sono lasciati impressionare dalla retorica a volte suadente a volte redarguente delle autorità e dell’intellighentia politica e hanno votato in libera coscienza. Raccomando a loro di ignorare elegantemente gli ultimi rigurgiti di rabbia e il patetico moralismo dei cattivi perdenti, sono reazioni che valgono e durano poco. Siate fieri della vostra decisione: il popolo ha SEMPRE ragione!

Cosa ha apprezzato maggiormente in questa battaglia?

Come detto, la coesione e la determinazione del piccolo manipolo di valorosi sono stati una vera consolazione anche nei momenti più duri. Ho sentito la simpatia della gente delle valli e della gente che si trova suo malgrado urbanizzata, ma che mantiene un genuino spirito rurale. Pensavo che questi caratteri fossero specie in via di estinzione e sono felice di potermi ricredere.

Poi devo ringraziare alcuni media che, fuori dal coro dei benpensanti, ci hanno dato voce: come la RSI (sì la tanto criticata RSI che questa volta ha dimostrato grande equilibrio e professionalità); la vostra testata (l’unica che non si è piegata al conformismo), il Giornale del popolo (che si è purtroppo spento qualche giorno prima di aver potuto pubblicare una pagina paritetica che aveva in preparazione); la Rivista di Locarno (che si è comportata da vera Signora dell’informazione locale).

Cosa ha apprezzato meno durante questa campagna?

L’intollerabile faccia tosta di coloro che pur di sostenere la propria tesi, hanno negato pubblicamente e spudoratamente anche le evidenze più manifeste. Nella mia vita ho visto mentire molte volte, ma mai con la pervicacia e la “tolla” che ha caratterizzato questa campagna. Faccio un solo esempio: nell’edizione di lunedì 11 del CdT l’associazione Rete dei parchi svizzeri conferma il collegamento diretto fra progetti di parchi nazionali e degli accordi internazionali ratificati dalla Svizzera. Quando lo dicevamo noi erano state definite “ipotesi assurde”, ora viene confermato dal medesimo fronte. A questo proposito devo stigmatizzare l’arroganza con la quale sono stati trattati i contrari. Non è stato facile sopportare con pazienza i sorrisini beffardi quando venivano esposte in pubblico le nostre argomentazioni. Mi è capitato raramente di venire trattato con tanta sufficienza da mostriciattoli di infima categoria. A questi affronti si è aggiunto lo sbarramento totale da parte dei quotidiani che da oltre un mese non accettavano più alcuna replica da parte nostra. È un loro diritto avere una propria linea editoriale, ma spiace davvero costatare che in questo caso non hanno fatto informazione. Spero che abbiano compreso che l’unidirezionalità non è mai una buona consigliera; e se qualcuno perderà anche degli abbonati, dovrà farsi un piccolo esame di coscienza. Infine non ho apprezzato assolutamente i metodi ottocenteschi adottati per forzare l’esito del voto. In Onsernone i fautori del sì hanno indotto a rientrare in valle per la votazione dozzine di residenti all’estero. Si sono persino trasformati i medici in galoppini, violando flagrantemente il codice deontologico. Si sono coinvolti oltre 50 sindaci della regione in un presunto massiccio appoggio al Parco; dico “presunto” perché alcuni di essi (che erano fermamente contrari a questo progetto) sono stati inclusi a loro insaputa nell’elenco.

Ha delle attese sulle reazioni da parte delle autorità cantonali?

Avendo lavorato per dodici anni nell’amministrazione cantonale, parto dal presupposto che i miei ex capi sappiano benissimo come bisogna reagire. Mi attendo comunque che si faccia un po’ d’ordine in casa e che le autorità non indugino troppo nel moralismo verso la popolazione che ha disatteso le loro aspettative. Mi attendo che si rifletta seriamente sul ruolo dell’ERS-LV e sulle sue responsabilità specifiche in questa débâcle e che a qualcuno venga anche chiesto senza troppi complimenti di fare le valigie. Mi attendo che vi sia finalmente una rendicontazione certosina dei fondi pubblici spesi inutilmente per questo progetto. Rendicontazione che abbiamo chiesto a varie riprese già da metà aprile, ma che non è ancora giunta, alla faccia della Legge sulla trasparenza.

Ha qualche suggerimento per le autorità comunali?

No. In sei comuni queste autorità hanno vissuto in prima persona lo smacco e non si devono dare consigli in questi casi. Mi dispiace per la loro frustrazione. Mi attendo unicamente che possano comportarsi da buoni perdenti e che abbiano la forza e il buon senso di trarre profitto da questa sconfitta.

Un ultimo pensiero?

L’ultimo pensiero lo vorrei dedicare ai miei genitori defunti da tempo, che certamente guarderanno dal cielo con immensa gioia questa vittoria del popolo. Penso a nostra madre di origine brissaghese (Canetti) e losonese (Bianda), che ci ha trasmesso l’estro genetico di una gloriosa stirpe di artigiani, commercianti, cucinieri e persino saltimbanchi. Penso a nostro padre di origini schiettamente verzaschesi e in quanto tale, caparbio e sagace contadino di montagna, che ci è stato sottratto da un male incurabile quando aveva più o meno la mia età attuale. Ricordo vividamente come nelle ultime ore del delirio causato dal male mortale disegnasse in aria i gesti della potatura della vigna. È morto così, nel sogno della sua vigna, come per insegnarci in un ultimo maestoso gesto che la terra è l’unica verità alla quale dobbiamo credere. Al funerale di quell’umile gran lavoratore c’era una folla di più di cinquecento persone, ed io ho capito solo in quel momento il senso del passaggio “Contadino del Regno” nella famosa ballata di Fabrizio De Andrè. È quindi ai miei genitori che, unitamente ai miei fratelli e la sorella, devo la forza d’animo, il senso del dovere e il senso della giustizia, e ieri mi sono molto commosso pensando a loro. A loro dedico questa vittoria del popolo che ha impedito di far partire un disegno che avrebbe offeso la loro memoria e quella dei nostri valorosi antenati.

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