Chi sono i nuovi cittadini italiani

Apr 22 • L'opinione, Prima Pagina • 305 Views • Commenti disabilitati su Chi sono i nuovi cittadini italiani

Dr. Francesco Mendolia

Ho finito di raccogliere notizie il giorno 9 aprile. Il 9 aprile del 193 Settimio Severo è proclamato imperatore di Roma, dando inizio alla dinastia severiana. .

—————————————————————————————————-

Di recente Eurostat, l’ufficio dell’Unione europea che si occupa di raccogliere dati e statistiche dai paesi dell’Unione, ha diffuso una serie di dati sull’acquisizione della cittadinanza nei paesi europei: risalgono al 2016 e sono gli ultimi dati che abbiamo a disposizione per capire quali e quanti cittadini abbiano ottenuto la cittadinanza in ciascuno Stato europeo. Abbiamo raccolto i più interessanti che riguardano soprattutto l’Italia.

Per capirli al meglio va tenuto conto che un adulto può ottenere la cittadinanza italiana soltanto in un modo (visto che la riforma sullo ius soli non è stata approvata dalla scorsa legislatura): nella stragrande maggioranza dei casi può richiederla dopo dieci anni di residenza e al contempo dimostrare di avere reddito sufficiente e di non avere accumulato precedenti penali. Il riconoscimento non è scontato: nel 2014, ad esempio, 1464 richieste sono state respinte e 740 sono state giudicate inammissibili. Occhio: in questi conteggi non sono incluse le persone che hanno dei permessi di soggiorno temporanei o di lungo periodo, cioè i migranti e richiedenti asilo arrivati in Italia negli ultimi anni.

Il numero totale di cittadinanze europee rilasciate nel 2016 è 994.800. Nel 2015 erano state 841.200. L’Italia è il paese che più di tutti ha rilasciato nuove cittadinanze: nel 2016 sono state 201.591, il 20 per cento del totale. In pratica, un nuovo cittadino europeo su cinque ha ottenuto la cittadinanza italiana.

Fra i paesi da dove arrivano le persone che nel 2016 hanno ottenuto la cittadinanza italiana, al primo posto c’è l’Albania, da dove provengono 36.920 nuovi italiani. Al secondo posto c’è il Marocco con 35.212. Entrambi i paesi negli anni novanta hanno avuto un imponente flusso di migranti verso l’Italia. Fra i paesi più sorprendenti che si trovano ai primi posti c’è anche l’India (quarta con 9.527 persone) e la Macedonia, settima con 6.771 persone.

Eurostat ha raccolto dei dati anche per macro-regioni; l’area da dove arriva la maggior parte dei nuovi cittadini italiani è il Nord Africa (soprattutto per via del Marocco), seguita dall’Asia meridionale (India, Pakistan, Bangladesh) e dal Sud America.

I cambi di cittadinanza all’interno dell’Unione Europea sono piuttosto rari, dato che le leggi europee prevedono che un cittadino comunitario abbia gli stessi diritti in tutti i paesi dell’Unione: rappresentano solamente il 12 per cento delle cittadinanze rilasciate nel 2016 in tutta l’UE. Il paese comunitario da dove arriva il maggior numero di nuovi cittadini italiani è la Romania, un altro paese dove da anni è attivo un importante flusso verso l’Italia: nel 2016, 12.967 ex cittadini rumeni hanno ottenuto la cittadinanza italiana.

I paesi europei da cui arrivano meno cittadini italiani, almeno nel 2016, sono stati due: Cipro e Norvegia. Da entrambi i paesi sono arrivati 2 nuovi cittadini italiani. Agli ultimi posti di questa classifica ci sono anche Austria, Danimarca e Finlandia (4 a testa). Dalla Svizzera, un paese che non fa parte dell’Unione Europea ma che condivide un lungo confine con l’Italia, sono arrivati appena 68 nuovi cittadini italiani: un decimo rispetto a quelli arrivati ad esempio dalla Turchia (627). Categoria paesi particolari: nel 2016 sono diventati italiani 3 ex cittadini nordcoreani, 14 persone originarie di San Marino e 1 dalle Comore, un minuscolo stato insulare africano che si trova nell’Oceano Indiano.

Questa invece è la lista di paesi da cui non provengono le persone straniere che nel 2016 sono diventate italiane: Lussemburgo, Liechtenstein, Andorra, Principato di Monaco, Città del Vaticano, Lesotho, Antigua e Barbuda, Antille Olandesi, Curaçao, Saint Kitts and Nevis, Suriname, Brunei, Singapore, Timor est, Bahrein, Qatar, Arabia Saudita, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Vanuatu, Kiribati, Micronesia, Nauru, Palau, Tuvalu.

(Il POST lunedì 9 aprile 2018)

Il cimitero delle Volkswagen: migliaia di auto abbandonate

Sono più di 350mila le auto che la casa automobilistica tedesca ha ritirato ai suoi vecchi proprietari sborsando sinora 7,4 miliardi di dollari.

(motori.virgilio.it)

 

L’Accademia che assegna il Nobel per la letteratura è nei guai

Tre dei suoi membri se ne sono andati e un quarto minaccia di fare lo stesso per un caso di molestie: e rischiano di rimanerne troppo pochi.

(il post 9 aprile 2018)

 

Le più belle banconote del mondo

Le hanno scelte i collezionisti dell’International Bank Note Society, la migliore è quella da 10 franchi della Svizzera.

La banconota da 10 franchi svizzeri è stata scelta come la più bella in circolazione, per il secondo anno di fila, dalla International Bank Note Society (IBNS), un’organizzazione internazionale senza scopo di lucro per lo studio e la divulgazione sulle banconote e la loro collezione. I 10 franchi mostrano due mani, con una che stringe una bacchetta da direttore d’orchestra, e una mappa stilizzata della rete ferroviaria della Svizzera. Il meccanismo di un orologio che sovrasta i binari in una galleria è un riferimento alla puntualità dei treni svizzeri, nonché all’arte orologiaia cha ha contribuito a rendere la Svizzera famosa in tutto il mondo.

I 10 franchi svizzeri hanno vinto superando di poco la banconota da 10 sterline della Royal Bank of Scotland, dedicata alla matematica e astronoma Mary Somerville.

Nelle prime posizioni si sono classificate la banconota da 7 dollari delle Fiji che mostra la squadra olimpica di rugby, quella da 100 corone della Norvegia con una nave vichinga e la banconota da 40 franchi di Gibuti, con uno squalo balena.

(Il Post 9 aprile)

 

Ungheria, OSCE: ‘Voto minato da faziosità, xenofobia dei media e finanziamenti opachi alla campagna elettorale’

Viktor Orban ha vinto le elezioni politiche in Ungheria, conquistando il terzo mandato alla guida del governo di Budapest, ma la possibilità degli elettori di esprimere alle urne un voto pienamente informato è stata minata dalla retorica xenofoba e dalla faziosità dei media, che hanno limitato il vero dibattito politico. Ad affermarlo sono gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa.

“Gli elettori hanno avuto un’ampia rosa di opzioni politiche – è l’analisi dell’OSCE – ma intimidazione e retorica xenofoba, faziosità dei media e finanziamenti opachi alla campagna elettorale hanno ridotto lo spazio per il genuino dibattito politico, intralciando la possibilità degli elettori di esprimere una scelta pienamente informata”.

Secondo l’organizzazione la gestione tecnica dell’evento elettorale è stata “professionale e trasparente” e i diritti e le libertà fondamentali sono stati “nell’insieme rispettati, ma esercitati in un clima avverso“. L’accesso all’informazione, la libertà dei media e di associazione è stata “ristretta”, secondo gli osservatori, che hanno sottolineato una “pervasiva sovrapposizione tra risorse dello Stato e del partito al potere”.

Omissis.

(Il fatto quotidiano di FQ 9 aprile 2018)

 

Comments are closed.

« »