Nuove tecniche, nuove tendenze

Feb 5 • Prima Pagina, Sport e Cultura • 666 Views • Commenti disabilitati su Nuove tecniche, nuove tendenze

Urs von der Crone Präsident ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Negli anni attorno alla mia data di nascita un’invenzione molto pratica fece trionfalmente il suo ingresso in Europa e in America: la penna a sfera. Questo pratico strumento di scrittura, di cui oggi non potremmo più fare a meno, soppiantò la penna stilografica. Negli anni ’60 abbiamo abbandonato l’abitudine di ritirare denaro allo sportello della banca. Da allora, le banconote sono a disposizione nei Bancomat situati in ogni angolo. Le prime fotocopiatrici in bianco e nero, più tardi a colori, furono a nostra disposizione a partire dagli anni ’70. Più o meno contemporaneamente, abbiamo potuto fare i nostri primi passi nell’utilizzo casalingo di un computer, il mitico “Commodore”. Chi fino ad allora utilizzava il telex, passò al fax. E non dimentichiamo i primi apparecchi telefonici senza fili. Presto comparve anche il cosiddetto Natel, il telefono nazionale da utilizzare in auto, precursore dell’odierno cellulare. E su questa via si è continuato ininterrottamente.   

 

Ma anche oggi questa evoluzione non si arresta. La posta parla già della distribuzione – entro pochi anni – di pacchi mediante droni e di auto postali senza conducente che circoleranno sulle nostre strade in modo totalmente automatico. Alcuni futurologi prevedono addirittura una vera e propria svolta nello sviluppo tecnologico in un prossimo avvenire. L’utilizzo industriale di petrolio, gas e carbone sta per finire. Ci sono a disposizione fonti d’energia alternative. Nei prossimi anni, la computerizzazione modificherà in modo ancora più intensivo l’economia industriale del mondo. Finora, i produttori sono andati con le loro fabbriche là dove c’erano a disposizione in gran numero delle forze lavoro buone e a buon mercato. Vestiti e molti altri prodotti della quotidianità provengono ormai da anni dall’Asia. Forse un giorno questa delocalizzazione della produzione sarà superflua. Robot e operatori digitali – che lavorano giorno e notte, non vanno in ferie e non causano costi sociali, riporteranno le fabbriche in Europa. Stampanti tridimensionali produrranno i nostri prodotti su comanda e su misura là dove verranno utilizzati. Questi apparecchi ultramoderni sono apparentemente in grado di misurare automaticamente le nostre taglie e produrre per noi abiti e scarpe che cadono meglio di tutti quelli finora acquistabili nei negozi d’abbigliamento. Il computer sostituirà anche il medico, effettuando delle diagnosi più affidabili di quelle oggi emesse dal più affermato specialista.

 

Tutto ciò suona bene e promette molto: ma rimane una sensazione spiacevole da queste previsioni. Al WEF di Davos è stato stimato che, a seguito della sopra accennata evoluzione, milioni di impieghi saranno eliminati a livello mondiale. Forse noi tutti dovremmo adeguarci, analizzando innanzitutto quali lavori anche in futuro l’uomo potrà eseguire meglio dei robot. Quando avremo identificato questi lavori, non ci rimarrà altro da fare che orientare la formazione delle generazioni future su queste attività che ancora ci rimangono.

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