Non ammorbidire le regole per la naturalizzazione

Nov 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1122 Visite • Commenti disabilitati su Non ammorbidire le regole per la naturalizzazione

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Il gruppo parlamentare UDC s’è riunito recentemente al Museo dei trasporti di Lucerna per preparare la sessione invernale delle camere federali. Esso chiede al Parlamento di seguire una linea rigorosa nella procedura d’eliminazione delle divergenze concernenti la legge sulla cittadinanza.

All’unanimità i parlamentari UDC respingono l’iniziativa per il salario minimo che il Consiglio nazionale esaminerà durante la prossima sessione. 

 

Nella procedura di divergenza concernente la revisione parziale della legge sulla cittadinanza, il gruppo UDC sostiene con determinazione la linea più rigorosa adottata dal Consiglio nazionale. È in particolare inaccettabile, dal suo punto di vista, di portare la durata del soggiorno necessaria in vista della naturalizzazione da 12 a 8 anni, come propongono il Consiglio degli Stati e il Consiglio federale. Anche l’abbassamento di questo termine a 10 anni, secondo l’auspicio del Consiglio nazionale, sarebbe accettabile per l’UDC solo alle condizioni seguenti: che si smetta di calcolare il doppio gli anni passati in Svizzera dai giovani stranieri, che non si prenda più in considerazione la durata del soggiorno con un’ammissione provvisoria e che si chiariscano i criteri d’integrazione. 

 

Il progetto di salario minimo fissato per legge è un nuovo attacco contro il mercato svizzero del lavoro, che è performante perché flessibile, e contro lo sperimentato partenariato sociale. Questo intervento dello Stato causerebbe la soppressione di impieghi poco remunerati e avrebbe conseguenze disastrose per delle persone poco qualificate o limitate nelle loro prestazioni professionali. Pure le finanze pubbliche ne sarebbero colpite, perché ulteriori persone sarebbero spinte nella disoccupazione e nella dipendenza dall’aiuto sociale. Le conseguenze delle ricette socialiste del tipo salario minimo sono dimostrate dalla spaventosa disoccupazione che colpisce diversi paesi europei che applicano queste idee.  

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