NO all’imposta sulle successioni e alla tassa mediatica

Apr 22 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 789 Views • Commenti disabilitati su NO all’imposta sulle successioni e alla tassa mediatica

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L’assemblea dei delegati di UDC Svizzera ha adottato, sabato 18 aprile 2015, due parole d’ordine in vista delle votazioni federale del 14 giugno 2015. Essa ha rifiutato all’unanimità, con 324 voti e senza astensioni, un’imposta nazionale sulle successioni che viola la sovranità fiscale cantonale e minaccia ogni anno migliaia di impieghi in Svizzera. I delegati hanno pure respinto con 315 voti contro uno la revisione della legge sulla radiotelevisione, volta a introdurre una tassa mediatica indipendentemente, che il Consiglio federale potrebbe aumentare a suo piacimento, mentre che il canone radio/TV attuale è già troppo elevato.  

Sono anni che l’UDC si batte sistematicamente contro nuove imposte e tasse. Di conseguenza, i delegati dell’UDC riunitisi il 18 aprile 2015 a Friborgo, si sono opposti massicciamente ai due progetti che saranno sottoposti al sovrano il prossimo 14 giugno.

Con la sua iniziativa popolare “’Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell’imposta sulle successioni)”, la sinistra chiede una forte tassazione delle eredità a livello nazionale. Tutti gli eredi, anche discendenti diretti, saranno tassati. Questa fiscalità fa gravare una pesante minaccia sulla sopravvivenza delle aziende familiari. Ogni anno, circa 12’000 impieghi rischierebbero di sparire in Svizzera. I delegati raccomandano perciò all’unanimità di respingere questa iniziativa pericolosa.

La revisione della legge sulla radiotelevisione (LRTV) introduce un’imposta mediatica che va a colpire tutte le economie domestiche e tutte le imprese. Che si possegga o no un apparecchio ricevente, che si possa o no usufruire dei programmi radio/TV, ciò non ha alcuna importanza: tutti devono passare alla cassa. L’attuale canone radio/TV è già aumentato del 66% negli ultimi 25 anni. La nuova legge dà al Consiglio federale un assegno in bianco che gli permetterà di aumentare a piacimento l’imposta mediatica. I delegati UDC si sono opposti con 315 voti contro uno solo a questo progetto esagerato.

UDC Svizzera

 

Berna, 18 aprile 2015

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