NO alla nuova imposta sulle successioni

Mag 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 564 Visite • Commenti disabilitati su NO alla nuova imposta sulle successioni

Successioni NO

Il prossimo 14 giugno voteremo l’ennesima sciagurata iniziativa di sinistra e sindacati “Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell’imposta sulle successioni). Questa iniziativa vuole introdurre a livello federale un’imposta sulle successioni e sulle donazioni. Ai cantoni verrebbe tolta la relativa competenza fiscale. Il tasso dell’imposta dovrebbe di regola ammontare al 20%. Solo un terzo dell’imposta sarebbe a disposizione dei cantoni. Due terzi del ricavato dovrebbero andare all’AVS. Oltre a ciò, secondo l’iniziativa, le donazioni sarebbero tassate con effetto retroattivo al 1° gennaio 2012.

Dietro all’iniziativa per una nuova imposta sulle successioni e sulle donazioni stanno PEV, PS, Verdi e sindacati. Tutti gli altri partiti dicono NO all’iniziativa (PPD, PLR, UDC, Verdi liberali, Lega, PBD), come pure le grandi associazioni come quella svizzera dei proprietari fondiari HEV, l’Associazione svizzera dei contadini, l’Unione svizzera delle arti e mestieri, l’Unione padronale svizzera ed Economiesuisse. I cantoni, il Consiglio federale, il Consiglio nazionale e il Consiglio degli Stati respingono la nuova imposta sulle successioni.

Qui di seguito vi elenchiamo alcuni buoni motivi per respingere questo ennesimo tentativo della sinistra di porre mano al denaro faticosamente risparmiato dai contribuenti:

„ NO ad ancora più imposte: a perderci è il ceto medio

L’iniziativa vuole introdurre a livello federale una nuova imposta. A essere colpite sono le successioni e le donazioni con un valore di mercato oltre i 2 milioni di franchi. La soglia d’esenzione è arbitraria e fissata troppo in basso. Spesso, già un immobile ha un valore di un milione di franchi. Aggiungendovi il fondo di previdenza, i risparmi o altri beni patrimoniali (per es. collezioni, oggetti d’arte, titoli, ecc.) l’importo esente da imposta è presto superato. Indipendentemente dal grado di parentela, in futuro sarebbero totalmente tassate anche le eredità a discendenti diretti. L’iniziativa vuole chiamare tutti i proprietari fondiari alla cassa – anche la trasmissione di un immobile ai propri figli verrebbe resa molto difficile, risp. in alcuni casi addirittura impossibile.

L’affermazione degli iniziativisti, secondo cui l’imposta colpirebbe solo i super-ricchi, è falsa; l’iniziativa colpisce soprattutto il ceto medio.

„ NO a pericolosi esperimenti e all’incertezza del diritto

L’iniziativa contiene una problematica clausola di retroattività: già dal 1° gennaio 2012 le donazioni sarebbero soggette all’imposta. Questa retroattività è politicamente molto controversa e viola il principio secondo cui le decisioni retroattive sono vietate. Questa clausola porta poi anche, in diversi cantoni, a una doppia imposizione, il che è ingiusto e contraddice un altro principio fondamentale dello Stato di diritto (Divieto di doppia imposizione).

L’iniziativa rende poi molto più difficile il passaggio generazionale delle imprese. A quanto ammonteranno i promessi sgravi fiscali per le aziende, è al momento tutt’altro che chiaro. Ancora più confusa è la situazione per quanto riguarda le aziende agricole: in caso di una chiusura anticipata dell’azienda da parte degli eredi, l’imposta dovrebbe essere improvvisamente calcolata e riscossa retroattivamente. 

La violazione del divieto di retroattività crea incertezza. Imprese artigianali e aziende agricole soffrirebbero terribilmente della nuova imposta sulle successioni e sulle donazioni. 

„ NO all’ingerenza nella sovranità fiscale dei cantoni

In Svizzera, i cantoni godono della sovranità fiscale – anche in materia di successioni e donazioni. Una nuova imposta sulle successioni a livello federale sarebbe fondamentalmente un’ingerenza nella sovranità e nel substrato fiscali dei cantoni. Questa ingerenza nell’autonomia finanziaria di cantoni e comuni è chiaramente da respingere. Dell’introito fiscale, rimarrebbe solo un terzo ai cantoni, i quali dovrebbero tuttavia provvedere alla costosa riscossione. Due terzi dell’introito fiscale dovrebbero, secondo l’iniziativa, essere utilizzati a favore del fondo di compensazione dell’AVS. Ma per i problemi di finanziamento dell’AVS, anche la nuova imposta sulle successioni non costituisce una soluzione efficace.

 I cantoni perdono, la Confederazione guadagna. Le conseguenze finanziarie devono pagarle i contribuenti. Ancora una volta, a perderci sarebbero il ceto medio e le famiglie.

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