NO al fumo negli occhi di una Berna federale buonista

Apr 16 • L'editoriale, Prima Pagina • 1416 Visite • Commenti disabilitati su NO al fumo negli occhi di una Berna federale buonista

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Il prossimo 5 giugno saremo chiamati a votare, fra le altre cose, la revisione della legge sull’asilo contro la quale l’UDC ha lanciato il referendum.

Qualcuno ha tentato, fin dall’inizio, di tacciare l’UDC di incoerenza: “ma come – hanno detto – avete sempre spinto per un’accelerazione delle procedure d’asilo e adesso che abbiamo varato una legge in tal senso, ecco che lanciate il referendum. Siete i soliti populisti incoerenti!”.

Ma è un argomento destinato a far presa solo su chi, pur di dare contro all’UDC, è disposto a sorvolare sulle gravissime conseguenze che causerebbero alcuni punti che accompagnano l’ancora tutta da dimostrare “accelerazione” delle procedure con cui i sostenitori della legge si riempiono la bocca.

 

La presunta incoerenza dell’UDC

L’incoerenza di cui ci accusano gli avversari è solo apparente. L’UDC è sempre stata sì a favore di qualsiasi pratica volta ad accelerare le decisioni sulle singole domande d’asilo ma, soprattutto, ha sempre sottolineato come a questo effetto siano sufficienti le leggi esistenti: queste sono infatti chiare, il problema è che non vengono applicate. A cosa serve quindi accelerare la procedura d’asilo se poi, quando la decisione è negativa, nessuno l’esegue e si legalizza addirittura la permanenza in Svizzera  del richiedente respinto con degli statuti inventati “ad hoc” quali l’”ammissione provvisoria” o il “rimpatrio non eseguibile” per ics motivi perlopiù pretestuosi?

 

La sicura incoerenza della nuova legge

L’incoerenza è semmai di chi pretende d’accelerare le procedure dando nel contempo a ogni richiedente un avvocato gratis, misura la quale non farà altro che aumentare a dismisura il numero dei ricorsi e controricorsi grazie ai quali i vari patrocinatori si procureranno il companatico con cui imbottire la loro michetta. Sì, perché l’avvocato è gratis nel senso che i richiedenti non lo devono pagare loro, ma non lavora certamente per la sola gloria e il suo costo è quindi a carico dei contribuenti.

 

L’incoerenza delle cifre

La nuova legge prevede la concentrazione delle procedure d’asilo a livello federale, con una capacità potenziata a 5’000 posti letto in centri federali, per cui – si afferma in modo menzognero – i cantoni e i comuni verranno alleggeriti, non dovendo più ospitare gli asilanti la cui procedura è in corso. In futuro, dicono, i cantoni dovranno fornire globalmente una capacità d’alloggiamento di soli 10’000 posti letto.

Ora, nel 2015, i casi d’asilo trattati sono stati 39’523 (tendenza al rialzo, secondo le previsioni). Togliamo i 10’000 letti ancora a carico dei cantoni e restano 29’523 richiedenti di cui la Confederazione dovrebbe farsi carico direttamente. Domandina facile facile: come potrà farlo con una capacità di soli 5’000 posti letto? Questa palese incongruenza dimostra che i cantoni continueranno verosimilmente a sopportare l’onere principale dell’alloggiamento dei richiedenti l’asilo.

La non credibilità delle affermazioni governative, è ulteriormente confermata dal fatto che la legge elaborata dal dipartimento di Simonetta Sommaruga, poggia su dei dati errati, o meglio, superati dagli eventi. Questa revisione della legge sull’asilo, infatti, parte da una stima di 24’000 domande d’asilo l’anno (ma nel 2015, la Svizzera ha registrato 39’523 domande). Inoltre, questa riforma ipotizza che il 40% dei richiedenti sia costituito da “casi Dublino” che quindi possono essere rinviati ad altri paesi europei direttamente dai centri federali. La realtà è ben differente: dei 17’377 «casi Dublino» registrati nel 2015, solo 2’461 hanno potuto essere rinviati negli Stati Dublino competenti, ossia solo il 6% di tutti i richiedenti d’asilo dello scorso anno. È quindi legittimo supporre che gran parte dei rimanenti «casi Dublino» sarà, come finora, ripartita fra i cantoni.

 

La vergognosa espropriazione di beni immobili di privati e comuni

Questa proposta di legge calpesta poi i diritti alla proprietà dei cittadini e l’autonomia dei cantoni e dei comuni.

Innanzitutto, prevede la possibilità da parte della Confederazione di espropriare dei beni immobili appartenenti a privati o a comuni, al fine d’insediarvi dei centri d’asilo federali. Si tratta di una procedura di stampo dittatoriale indegna della Svizzera, ma anche di qualsiasi Stato di diritto.

In secondo luogo, una procedura pianificatoria centralizzata a livello federale andrebbe a sostituire – per ciò che concerne i centri d’asilo – la normale prassi di rilascio delle licenze di costruzione comunali, con buona pace dei piani regolatori locali, procedure di ricorso e qualsivoglia azione di resistenza civile da parte di cittadini, comuni o cantoni.

 

E infine parliamo di costi

Già oggi, inoltre, i costi dell’asilo sfuggono a qualsiasi controllo. Gli oneri finanziari per l’asilo al solo livello federale erano preventivati a 1,2 miliardi di franchi nel 2015, sono ammontati quest’anno a 1,842 miliardi di franchi, e ci si attende per il 2018 un raddoppio rispetto al 2015, ossia 2,4 miliardi. I cantoni e i comuni assumono a loro volta dei costi che vanno fino a due miliardi di franchi.  Ora, gli investimenti previsti per l’applicazione di questa revisione della legge sull’asilo (posti di lavoro inclusi) ammontano a 548 milioni di franchi. E c’è da credere che tutte queste spese vadano aumentando, perché chi non vorrebbe venire in Svizzera quando questa offre a tutte e a tutti gratuitamente delle cure mediche, dentali e psichiatriche, dei corsi di lingue e, adesso, perfino degli avvocati gratis incondizionatamente, il tutto a spese dei contribuenti elvetici? Parallelamente, le misure d’integrazione dello Stato sono massicciamente aumentate (corsi gratuiti di tedesco, francese o italiano, indennità di formazione, corsi di buone maniere, eccetera), tutte sovvenzionate dalla Berna federale, quindi dai contribuenti. E gli ambienti di sinistra chiedono già a gran voce dei programmi occupazionali finanziati dallo Stato.

 

Conclusione: non lasciamoci accecare dal fumo che la Berna federale buonista tenta ancora una volta di soffiarci negli occhi e respingiamo con determinazione questa catastrofica revisione della legge sull’asilo.

Il 5 giugno 2016 il NO sulla scheda di voto è doveroso e intelligente.

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