Museo di storia naturale, decisione definitiva?

Dic 15 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 210 Views • Commenti disabilitati su Museo di storia naturale, decisione definitiva?

Losone

Al momento che vengono redatte queste righe, il Consiglio di Stato, non ha ancora preso una posizione ufficiale. Quindi quanto scriviamo potrebbe, alla fine, esser carta straccia.

Secondo quanto riportano i quotidiani ticinesi, la decisione definitiva della sede del Museo di storia naturale o del territorio, potrebbe cadere mercoledì 13 corrente.

Da oltre un anno il Dipartimento del Territorio, responsabile il Consigliere di Stato Claudio Zali, aveva intrapreso uno studio per valutare le varie offerte giunte a Bellinzona, dai comuni interessati ad accogliere la sede del nuovo museo di storia naturale.

L’attuale sede di Lugano non ha più spazi disponibili quindi la ricerca di un nuovo collocamento è obbligata. A suo tempo si pensava di insediarlo a Locarno nelle ex scuole di Piazza Castello ma, nel frattempo, in questo stabile ha trovato posto il Palacinema che sicuramente sta beneficiando ampiamente dell’ottima scelta effettuata.

Ricordiamo che le attuali candidature, per ospitare il museo del territorio, erano scaturite dopo un bando di concorso indetto dal Consiglio di Stato.

I comuni che sono interessati e candidati a ospitare la sede del museo sono: Bellinzona, con il terreno posteggio militare; Faido, con gli alberghi Suisse e Milano; Claro, che dispone di un terreno in centro al paese; Balerna, con la villa vescovile; Lugano, con due proposte: l’ex macello e l’ex centrale Gemmo di Massagno; e infine Losone, con l’ex caserma San Giorgio.

La notizia che la futura nuova sede per il Museo di storia naturale, sia assegnata a Locarno, nel monastero medioevale di Santa Caterina, è stata divulgata nella giornata del 2 dicembre scorso. Lo stabile appartiene al canton Ticino e quindi non vi sarebbe alcun onere di costruzione o affitto e poche procedure edilizie, ma se, da un lato, ciò potrebbe essere un vantaggio non indifferente, dall’altro il convento è occupato attualmente da sei monache agostiniane. La convenzione fra canton Ticino e la Curia ticinese scadrà solo nell’anno 2029 (!). Sicuramente si può trovare un’intesa fra le parti, ma certamente qualche franco lo si dovrà sborsare! La scelta è stata individuata dal gruppo di lavoro misto composto da funzionari dei Dipartimenti del territorio e delle Finanze ed Economia.

Sarebbe molto interessante conoscere i nominativi di questo gruppo di studio, anche per comprendere i motivi della scelta proposta (!).

Non bisogna dimenticare che i sei comuni interessati a ospitare questa sede hanno investito tempo e denaro per preparare la stessa.

La città di Locarno, assieme a tutti i comuni del distretto, nel mese di luglio 2015 aveva sottoscritto la candidatura di Losone.

L’attuale sindaco di Locarno Alain Scherrer, interpellato dal GdP il 5 corrente, pur dicendosi felice e piacevolmente spiazzato per l’opportunità inattesa scaturita, molto correttamente rammenta che la città sul Verbano, aveva a suo tempo, appoggiato la proposta di Losone, candidatura sempre valida.

Il deputato, liberale radicale, in Gran Consiglio Franco Celio, nel GdP di martedì 5 corrente in un breve scritto dal titolo “Museo: Leventina presa a calci”, giustamente invia le sue opinioni in modo molto critico sulla possibile ubicazione di Locarno.

Egli difende, in modo corretto e con argomenti validi, la candidatura di Faido (ci mancherebbe che non fosse così).

Fra l’altro scrive: “… sopratutto per la possibilità di stabilire interessanti sinergie con il territorio circostante e con altre istituzioni esistenti. Voler “confinare” un museo di storia naturale entro gli angusti spazi di un edificio urbano è un non-senso assoluto. È quindi da sperare che il Consiglio di Stato – che è, o almeno lo dovrebbe essere, un organo politico nel senso più alto della parola, superiore quindi a qualunque “gruppo di studio” – non sottoscriva tale scriteriata opzione, ma sappia dimostrare una visione più alta ….”, e conclude: ” La Leventina, già gravemente penalizzata dall’Alp Transit (che serve a tutti, salvo che alla valle stessa) non merita di essere ulteriormente presa a calci. Un minimo di riguardo, lo si deve poter pretendere!”

Conclusioni che apprezziamo e condividiamo.

Riteniamo che le sei proposte abbiano, se scelta non è ancora stata fatta, tutte i loro pregi: la leventinese per dare un segno tangibile ed evitare lo spopolamento. Le due bellinzonesi in quanto centrali e facilmente raggiungibili. A Lugano l’afflusso di visitatori sarebbe sicuramente garantito. Balerna che è vicina al confine e Losone per gli ampi spazi a disposizione. Affaire à suivre!

 

FRG

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