Migrazioni e religioni

Nov 18 • Lettori, Prima Pagina • 280 Visite • Commenti disabilitati su Migrazioni e religioni

Non è in discussione l’aspetto umanitario se la migrazione è il prodotto di eventi quali guerre, carestie o altro. Purtroppo una elevatissima percentuale sono attratti solo dal benessere economico europeo. A questo punto nascono due grandi problemi: l’integrazione e le religioni.

Già ora la problematica più sensibile è la loro riaffermazione identitaria musulmana. Ossia radicalizzazione e islamizzazione fondamentalista. Accusano con sempre più sfrontatezza la nostra società laica, il cristianesimo e la Chiesa Cattolica di avere umiliato l’Islam fin dal tempo delle Crociate. Ci stiamo incamminando verso uno scontro epocale tra Corano e Bibbia, tra stato laico o ecclesiastico. Le istituzioni ecclesiastiche, che siano ebree, cristiane o musulmane sono creazioni umane nate alfine di monopolizzare il potere ed il profitto e questa immigrazione ne è l’evidente e chiarissimo segnale. I presupposti per una armoniosa integrazione sono pressoché nulli.  Politici in balia a spregevoli burattinai. Di che vergognarsi. Basta ora con il solito mantra.  Credere e far credere che la migrazione è la conseguenza prima di secoli di sfruttamento, significa disonestà intellettuale. È voler far credere qualcosa in cui non si crede davvero. Certe visioni politiche, scellerate, stanno erodendo una parte importante della sempre più ridotta “ricchezza individuale”, che già ora non soddisfa una larga fascia di popolazione continuamente alle prese con maggiori difficoltà economiche. Il sociale presenta di suo già preoccupanti crepe che questa migrazione selvaggia acuirà ancora di più. Prepariamoci alle lotte tra poveri. Chiedere ai politici d’essere mentalmente onesti con i propri cittadini è il minimo che si possa pretendere. Quindi soluzioni, non cerotti o i soliti proclami al vento.

Raoul Bettosini, Lugano

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