Migrazione: un tema ricorrente

Set 11 • L'opinione • 658 Visite • Commenti disabilitati su Migrazione: un tema ricorrente

Dr. Gianfranco Soldati Presidente onorario UDC Ticino

Dr. Gianfranco Soldati
Presidente onorario UDC Ticino

Il 28 agosto 2015 (una data che diventerà storica) il governo macedone ha riconosciuto l’inutilità dei suoi sforzi intesi a contenere la fiumana migrante che premeva e preme alle sue frontiere, ha aperto gli sportelli delle cateratte, la piena si è riversata sulla Serbia, dirigendosi poi verso l’Austria che a sua volta, stando ai primi segni (troppi i TIR da controllare, lamentano le guardie di confine), lascerà libero sfogo alla piena migratoria nelle teutoniche pianure. Rigagnoli secondari tenteranno la strada dell’Ungheria, i passatori decideranno quale sia la strada meno ardua. La Svizzera non deve stare in ansia, la sua parte di migranti la riceverà anche lei, a piena soddisfazione della signora Sommaruga e del nostro massimo esperto di organizzazione di congressi oncologici.

Vittorio Feltri ha giustamente rilevato che le migrazioni di massa sono state avvenimenti ricorrenti in tutta la storia dell’umanità. A quanto sembra, solo l’Alaska, invasa a partire dalla Jacuzia siberiana, ne è uscita indenne, per il semplice fatto che a quei tempi era disabitata. Feltri avrebbe dovuto fermarsi lì. Invece, con un’improntitudine che avrà sicuramente scatenato l’indignazione e l’esecrazione della consigliera federale e del grande oncologo congressista, si è anche permesso di ricordare al colto e all’inclita il prezzo che i popoli invasi hanno dovuto pagare per l’accrescimento multiculturale apportato dagli Attila del momento. Con un califfato che sta rinascendo, con metodi che non definirò brutali per non incorrere nelle maglie dell’art. 261 bis del codice penale, oramai alle porte dell’Europa, vi è di che rabbrividire, di paura, non per la febbre da calura che sembra aver colpito il congressista.

Certo, sciagure come quelle accadute nel Mediterraneo o quella forse più atroce e insopportabile del TIR abbandonato sull’autostrada austriaca costituiscono una vera e propria vergogna dell’umanità, una macchia indelebile. Ma sciagurata e altrettanto vergognosa è anche l’impotenza delle autorità europee nella difesa dell’integrità territoriale e nella punizione dei traghettatori, che la volontà popolare vorrebbe puniti nelle stive dove sono morte le loro vittime.

Presumere adesso che nei prossimi anni assisteremo a una crescita esponenziale dell’immigrazione è fin troppo facile. Franco Cavalli, che con tanta nobiltà d’animo si è decisamente pronunciato per un’accoglienza umanitaria illimitata, dovrebbe pur poter ammettere che un limite numerico all’immigrazione un giorno o l’altro lo si dovrà porre. Gli specialisti di problemi demografici prevedono che gli attuali 1,3 miliardi di africani saranno 3 miliardi nel 2050, i mediorientali, con o senza ISIS, saliranno dai circa 300 milioni attuali al triplo. Se è vero, come si legge, che attualmente le persone che si stanno preparando per partire da Africa e Medio Oriente verso l’Europa, affrontando i rischi che noi conosciamo solo parzialmente tramite i media, sono decine di milioni, allora è lecito pensare che questa crescita demografica, prevista in 2,3 miliardi fino al 2050, si riverserà in gran parte sull’Europa, sovra-abitata, vecchia, stanca e abbondantemente rammollita. La sola legge immutabile e sicura dell’umanità è questa: chi non sa difendersi viene inesorabilmente sopraffatto, anche e forse specialmente da chi ci dovrebbe riconoscenza per averlo accolto.

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