Migranti: Salvini in Libia

Giu 28 • L'opinione, Prima Pagina • 233 Views • Commenti disabilitati su Migranti: Salvini in Libia

(NDR ho terminato di raccogliere le informazioni il 25 giugno alle ore 10. Il 25 giugno 1886 Toscanini diciannovenne debutta come direttore dell’orchestra di Rio de Janeiro, sale al podio per dirigere “Aida” di Giuseppe Verdi.)

Dr. Francesco Mendolia

Centri di accoglienza” da costruire nel sud del Paese e aiuti “tecnici ed economici” per mettere Tripoli nelle condizioni di controllare il flussi migratori.

Si snoda attraverso queste due direttrici la proposta avanzata dal capo del Viminale al governo Sarraj. Il ministro dell’Interno è volato a Tripoli, dove ha incontrato l’omologo Abdulsalam Ashour e il vicepresidente del Consiglio presidenziale Ahmed Maitig. Omissis.

“Noi abbiamo proposto centri di accoglienza posti ai confini a Sud della Libia per evitare che anche Tripoli diventi un imbuto, come Italia”. Poi l’ha ribadito durante l’incontro con il ministro dell’Interno Abdulsalam Ashour e durante la conferenza stampa congiunta con il vicepremier libico Ahmed Maitig.

“Alcuni Paesi europei, tra cui la Francia, avevano proposto che i centri di accoglienza venissero costruiti in Italia – ha detto Salvini ad Ashour, in un video postato dallo stesso ministro su Twitter – noi, insieme ad altri Paesi europei, abbiamo proposto esattamente quello che diceva sua eccellenza (ha detto Salvini riferendosi al suo interlocutore, ndr), cioè degli hotspot, dei centri di accoglienza ai confini sud della Libia per evitare che Tripoli diventi un imbuto come l’Italia. E speriamo che la nostra idea abbia la maggioranza in Europa”. Omissis “Rifiutiamo categoricamente la presenza di qualsiasi campo per i migranti in Libia: non è consentito dalla legge libica”. Hotspots dell’accoglienza in Italia?

Sarebbe un problema per noi e per la Libia stessa, perché i flussi della morte non verrebbero interrotti.

(il fatto quotidiano di F Q 25 giugno )

Emmanuel Macron, la vergogna dei 9 milioni di euro: insulta gli italiani ma poi….

Una menzogna spudorata, pronunciata in mondovisione. Quando il presidente francese Emmanuel Macron da Bruxelles ha parlato di cooperazione come “responsabilità di ciascuno a partecipare e a condividere il carico”, qualcuno gli avrebbe potuto gentilmente far notare quello che la Francia (non) ha fatto. Ad esempio, sull’immigrazione e la lotta per combattere in Africa il traffico di uomini, donne e bambini. Già sei mesi fa il sito Open Migration, ricorda il Giornale, aveva fatto notare come il governo di Parigi avesse scelto di versare al Trust Fund per l’Africa istituito dall’Unione europea nel 2015 il minimo sindacale, vale a dire la vergognosa cifra di 3 milioni di euro l’anno, 9 milioni fino a oggi. Nel bilancio di uno Stato, briciole equivalenti a un caffè.

A quel fondo, che destina a 24 paesi africani risorse per promuovere opportunità economiche e rafforzare la sicurezza, l’Italia contribuisce con 102 milioni, primo a livello europeo, davanti a Germania (54 milioni) e Olanda (26 milioni). Certo la Francia (che in Africa settentrionale e centrale ha un lungo, violentissimo e tragico passato di colonizzazione) è stata un po’ più generosa di Paesi “lontani” come Slovenia, Bulgaria, Lettonia e Lituania (obolo di appena 50mila euro), ma per chi come Macron rivendica per sé un ruolo di leader nel Mediterraneo e cerca di anteporre gli interessi francesi a quelli dei vicini soprattutto su temi strategici ed energetici (ad esempio, in Libia), lo scandalo è doppio.

(Libero 25 giugno 2018)

Italia: ai ballottaggi ha vinto il centrodestra

Il centrodestra è la forza politica che ha avuto maggior successo ai ballottaggi che si sono tenuti domenica per eleggere i sindaci in 75 comuni italiani: ha vinto in 28 comuni, comprese alcune città storicamente governate dalla sinistra come Siena, Pisa e Massa. Il centrosinistra ha vinto in tutto in 20 comuni, mentre il Movimento 5 Stelle – che aveva candidati in 7 città – ha vinto a Imola, altra città storicamente amministrata dal centrosinistra, e Avellino. L’affluenza è stata del 47,61 per cento, dopo che al primo turno era stata del 60,42 per cento. Omissis

(Il post lunedì 25 giugno)

 

Giuseppe Conte, confidenza ai suoi: “In Europa ce li abbiamo tutti contro”

Matteo Salvini è il bersaglio dell’Europa e Giuseppe Conte, al vertice europeo sugli immigrati viene messo con le spalle al muro: “Ci sono populisti che soffiano sul fuoco, ministri dell’Interno che dettano l’agenda”. E il premier incassa.

Riporta la Repubblica in un retroscena, che quando Conte lascia il vertice dove praticamente nessuno lo ha sostenuto, dice ai suoi: “Di più non credo che riusciremo a ottenere, prendiamo quello che è possibile avere oggi”. E ancora: “Ce li abbiamo tutti contro”. La battaglia insomma è lunga.

(Libero 25 giugno )

Primi passi UE verso una difesa comune ma l’Italia rimane fuori

Oggi nove Paesi dell’Unione europea formalizzeranno la creazione di una forza militare di intervento con un’intesa che dovrebbe essere firmata in Lussemburgo da Francia, Germania, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Olanda, Estonia, Spagna e Portogallo in occasione del vertice del Consiglio degli Affari esteri dell’UE. L’Italia aveva inizialmente mostrato la volontà di partecipare, ma il ministro della Difesa francese Florence Parly  ha fatto sapere in un’intervista rilasciata ieri a Le Figaro che il nuovo Governo di Roma “non ha ancora preso una decisione definitiva”.  I ministri degli Esteri dei 28 Paesi membri sono in Lussemburgo per una sessione congiunta con i ministri della difesa nella quale, in cima alla lista dei temi da discutere, si parlerà del conflitto in Yemen ma, soprattutto, del futuro della cooperazione strutturata permanente (PESC) lanciata nel 2017.(Omissis)

(il Giornale .it 25 giugno 2018)

Dazi, guerra Europa-USA. La Commissione UE approva misure per 2,4 miliardi.

Ora è guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti. La Commissione UE approva nuovi dazi per 2,4 miliardi. (Omissis)

Affaritaliani.it 6 Giugno 2018)

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