Menzogne e inganni

Feb 5 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, L'opinione, Prima Pagina • 874 Views • Commenti disabilitati su Menzogne e inganni

Lukas Reimann Consigliere nazionale UDC/SG

Lukas Reimann
Consigliere nazionale UDC/SG

Gli avversari dell’iniziativa per l’attuazione si stanno scatenando. Mancando di argomenti seri, fanno capo ad eccezioni alle regole non esitando a mentire spudoratamente. Il fatto che dei giuristi partecipino a questo gioco sporco è più che preoccupante.
Gli avversari dell’iniziativa per l’attuazione avanzano volentieri l’argomento dei cosiddetti “delitti minori” che, secondo loro, provocherebbero delle espulsioni. Rilevano, a questo proposito, soprattutto l’elenco dei reati che comporterebbero l’espulsione dei recidivi. E argomentano come se fosse usuale che delle straniere e degli stranieri si facciano condannare più volte in Svizzera per i delitti menzionati. Ma questi “delitti minori” che, secondo gli oppositori al testo, farebbero quasi parte integrante del normale curriculum vitae di uno straniero residente in Svizzera, comprendono in particolare reati come il sequestro e il rapimento, l’incendio doloso, gli atti sessuali con fanciulli, le lesioni corporali  o ancora altre minacce e violenze contro funzionari. Dei “peccatucci”, insomma.
La mela rubata
Il furto è l’argomento favorito degli avversari dell’iniziativa. Nessun altro reato provoca maggiori reazioni insensate. Si arriva a pretendere che il furto di una mela potrebbe essere fatale a uno straniero residente in Svizzera. Il fatto che perfino dei giuristi diffondano delle idiozie simili non può avere che tre spiegazioni: o queste persone non hanno letto l’iniziativa, o sono ignoranti della legge oppure mentono spudoratamente.

 

La realtà è peraltro chiara:

  1. l’iniziativa per l’attuazione non comprende un solo reato minore. Le persone che seriamente qualificano di delitti minori le infrazioni del codice penale menzionate nella lista minimizzano dei crimini che hanno recato grave danno alle vittime o che le hanno gravemente messe in pericolo. Parlare in questi casi di delitti minori o di scarsa importanza significa aver perso qualsiasi nozione di giustizia.
  1. Nessuno sarà espulso per un furto semplice (nonostante che il furto non sia un reato minore). Questo tipo di delitto non figura d’altronde nell’elenco dell’iniziativa. Un furto non comporta l’espulsione che nel caso sia aggravato da una violazione di domicilio e da un attentato alla proprietà. Ma in questi casi non si tratta più di furto semplice, bensì di una rapina che, evidentemente, non è una bagattella. Occorre inoltre che lo straniero sia stato condannato durante i dieci anni precedenti a una pena detentiva o pecuniaria (non quindi a una semplice multa!) perche sia oggetto di una misura d’espulsione. Quanti stranieri, fra i vostri conoscenti, sono toccati da questa regolamentazione?
  1. Infine, bisogna ricordare che un furto di un oggetto del valore inferiore ai Fr 300.- non è considerato come furto ai sensi dell’art. 139 del codice penale, ma solo come lieve reato contro il patrimonio ai sensi dell’art. 172 ter del codice penale (sentenza del Tribunale federale del 6 novembre 1995; STF 115 IV 191). Questo tipo di reato è considerato come una semplice contravvenzione e non come un crimine, ed è quindi sanzionato solo con una multa. Il furto di un oggetto del valore inferiore ai Fr 300.- non è perciò un furto nel senso penale del termine, per cui l’esempio della mela rubata è doppiamente menzognero.

Casi inventati dalla A alla Z

Gli avversari dell’iniziativa per l’attuazione avanzano in serie questo tipo di esempi teorici fabbricati dalla A alla Z. La maggior parte di essi sono un puro inganno e non servono che a seminare il dubbio fra i cittadini. Tanto più che nessuno di questi esempi ha potuto essere confermato con una concreta condanna. Questi “delitti minori” che avrebbero condotto a delle condanne (molteplici) semplicemente non esistono. Conclusione: tutte queste argomentazioni non sono che menzogne e inganni.

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