„Me too…(please ?)“

Dic 1 • L'opinione, Prima Pagina • 131 Visite • Commenti disabilitati su „Me too…(please ?)“

Al motto „me too…“ (anch’io…) sorgono improvvisamente dal nulla in tutto il mondo migliaia di donne che, indignate, denunciano pubblicamente di aver subito molestie sessuali. E i media, naturalmente, diffondono voluttuosamente la notizia, specialmente quando si tratta di personalità eminenti. Diciamolo subito: è assolutamente giusto che le donne rendano pubblici i delitti sessuali di cui sono state vittime. Mi sorge tuttavia qualche dubbio sulla sincerità di alcune di tali denunce e sulla loro diffusione.

Balza all’occhio che, perlopiù, si tratta di donne che, da una passata celebrità sono con il tempo cadute nel più totale oblio e che, improvvisamente, denunciano uomini altrettanto celebri. A volte, dopo dozzine di anni dai presunti fatti. Ciò è doppiamente sorprendente. Primo, ci si deve chiedere perché queste presunte vittime aspettino così tanti anni per reagire. Secondo, è legittimo domandarsi se queste ex-esponenti dello “show business” non debbano la loro carriera proprio al fatto di avere a suo tempo consapevolmente tollerato, se non cercato, questi approcci sessuali.

Bisognerebbe inoltre chiedersi che cosa si intenda con “molestie sessuali”. Su questo, a seguito della pressione mediatica, i pareri sono fortemente controversi. Si è sessisti quando si racconta una barzelletta sulle bionde di fronte a una donna, o quando si getta un’occhiata di troppo alle gambe o al seno di una donna? La seconda opzione sarebbe un po’ difficile da proibire, fintanto che molte donne mettono i loro attributi così ostentatamente in mostra, come è ormai consueto oggigiorno. Al punto che c’è da chiedersi se non sarebbero invece piuttosto deluse se nessuno le guardasse.

Una soluzione per questi problemi, spesso creati ad arte, naturalmente ci sarebbe. Invece di maledire l’Islam, potremmo istituire un obbligo di indossare il Burqa su tutto il territorio elvetico.

 

Mila

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