“Lupi e pecorelle”, ma l’ombra del jihadismo avanza!

Ott 22 • L'opinione, Prima Pagina • 187 Visite • Commenti disabilitati su “Lupi e pecorelle”, ma l’ombra del jihadismo avanza!

L’arresto di una coppia di jihadisti tunisini, avvenuta recentemente a Chiasso, la dice lunga su ciò che andiamo dicendo da tempo: anche il nostro paese, segnatamente il nostro Cantone, non sono di certo al riparo da possibili attentati. Più che condivise, quindi, le preoccupazioni espresse dall’On. Sonia Colombo-Regazzoni, capodicastero sicurezza del Comune, che si dice preoccupata da questi accadimenti che generano nella popolazione un più che comprensibile nervosismo!

Due “lupi” radicalizzati richiedenti l’asilo, facenti parte di un branco che, per imbecillità congenita di qualcuno, ci stiamo portando nell’ovile. In quanto alle “pecorelle”, alla luce di quanto sta succedendo un po’ ovunque, caro Don Feliciani, sinceramente non siamo affatto ottimisti. Forse si dovrebbe parlare di “lupi” travestiti da “pecore”, perché abbiamo la convinzione che nei nostri troppi centri-asilanti, cresciuti come i funghi, se ne nascondano parecchi.

Quelli arrestati a Chiasso, così tanto per gradire, sono parenti stretti del macellaio di Marsiglia il quale, invocando il nome del Profeta, ha trucidato due giovani ragazze!

Il resto della famiglia di questi due richiedenti l’asilo, a quanto si legge, non è da meno; arresti sono stati eseguiti anche in Tunisia! Domanda: ma che ci fanno rifugiati tunisini in Svizzera? Non ci consta che da quelle parti sia in atto una guerra. Eppure, dal Magreb ne arrivano in continuazione, per la solita, gentile concessione di “Nostra Signora dell’accoglienza”, recentemente recatasi in Tunisia ad assicurare assistenza (sic!) e poi in Nigeria a regalare milioni come se fossero bruscolini e promettere che la Svizzera risponde sempre “presente!” Queste elargizioni e inviti, da quelle parti, e non solo, vengono presi alla lettera. Basta guardarsi intorno per capire che di “pecorelle” dal vello scuro ne pascolano sempre di più!

In quanto ai costi di questa generosità, spesso ricambiata con atti e atteggiamenti discutibili – “fatti isolati s’intende !” – meglio non far di conto, c’è il rischio di andare fuori di senno. Poi si piange miseria e ci si fa tirare la cinghia!

Quello che poi sconcerta nel panegirico pubblicato dal Don di Chiasso dopo l’arresto dei due “ospiti” del centro di registrazione, è il paragone, a dir poco assurdo, fra i migranti italiani di un tempo – divenuti poi cittadini chiassesi – e questi invasati radicalizzati, che in nome di ciò che ci si ostina a chiamare “religione”, compiono orrende mattanze! L’elenco, così come il numero di vittime è spaventoso e non è ancora finita, poiché ” di casi isolati”, siatene certi, sentiremo parlare ancora!

Incomprensibile la passività – alla quale siamo oramai abituati – del CF a fronte di questi sintomi inquietanti, che stanno irritando la popolazione, in modo particolare quella costretta a vivere nelle vicinanze dei centri di raccolta o appartamenti affittati da disinteressate, pie e caritatevoli organizzazioni, a questa gente venuta da chissà dove e della quale non si sa nulla, dando per scontato (beata ingenuità) che tutto quel che ci raccontano sia verità!

S’invocano, giustamente, un giro di vite e un limite per quanto concerne la politica dell’accoglienza, ma soprattutto controlli più severi su coloro che bussano alle nostre porte; lo si faccia senza tergiversare ulteriormente, prima che certi drammi e tragedie, vadano in scena anche da noi!

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