L’UDC s’oppone all’assurda discussione dell’UE sulle quote

Set 16 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 861 Visite • Commenti disabilitati su L’UDC s’oppone all’assurda discussione dell’UE sulle quote

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È incomprensibile per l’UDC che Simonetta Sommaruga, presidente della Confederazione, abbia segnalato – in un gesto anticipato d’obbedienza – che la Svizzera parteciperebbe a un sistema di quote messo in atto dall’UE per l’accoglienza dei migranti. Si può prevedere già sin d’ora che questo sistema penalizzerà ancora una volta i paesi che, già oggi, sopporta il carico maggiore in termini di richiedenti l’asilo. La Svizzera ne fa parte, giacché ha dovuto registrare quest’anno, in  proporzione alla sua popolazione, due volte più domande d’asilo della media dei paesi UE. La minaccia della Commissione UE di escludere dal dispositivo di Schengen/Dublino i paesi che non partecipano al sistema delle quote, conferma il cammino che la Svizzera intraprenderebbe stipulando un accordo-quadro istituzionale con ripresa obbligatoria del diritto in tutti i settori concernenti l’UE: l’abbandono completa della sua indipendenza politica.  

Sembra che il sistema delle quote attualmente dibattuto nell’UE sia concepito come un’evoluzione dell’acquis di Schengen/Dublino. Bruxelles riconosce così in modo spettacolare il fallimento completo di questi accordi. Sarebbe difficile allontanarsi di più dall’idea originale di Schengen/Dublino e dai termini attuali di questi accordi. La decisione d’imporre questo voltafaccia anche agli Stati contraenti – di cui la Svizzera fa parte – appare ancora più assurdo. Ciò equivarrebbe per la Svizzera all’abbandono totale di una politica d’asilo indipendente.

Orbene, è esattamente questo stesso meccanismo di ripresa obbligatoria del diritto UE che il Consiglio federale intende estendere a tutti gli altri accordi Svizzera-UE, dai trasporti terrestri al commercio, passando dalla libera circolazione delle persone, quando propone un accordo-quadro istituzionale con Bruxelles. La Svizzera sarebbe allora costretta a imitare tutte le piroette della burocrazia UE, anche quando sono diametralmente opposte agli interessi del nostro paese. L’UDC si batterà con tutte le sue forze contro questa politica disastrosa.

La futura politica d’asilo è costruita sulla sabbia

È altrettanto inquietante constatare che la revisione della legge sull’asilo, approvata questa settimana dal Consiglio nazionale, è già oggi ormai solo un documento senza valore. Questa riforma si basa infatti sull’ipotesi secondo la quale il 40% delle domande trattate secondo la nuova procedura è costituito da cosiddetti “casi Dublino”, che possono essere liquidati rapidamente. Ma il sistema Dublino in realtà non funziona più. Ciò significa che la base sulla quale il parlamento ha costruito la sua accelerazione delle procedure non esiste più.

Bisogna inoltre attendersi che la ripartizione secondo delle quote si concentrerà su certe categorie di rifugiati, ossia attualmente soprattutto sulle persone scacciate dalla guerra in Siria. Ciò significa che la Svizzera si vedrà imporre degli oneri supplementari che si aggiungeranno agli altri flussi di richiedenti (in particolare dall’Eritrea). Tale sistema non potrà comunque mai funzionare. Perché mai un Siriano, che oggi non accetta di essere accolto in Ungheria o in Danimarca bensì vuole assolutamente andare in Germania o in Svezia, resterebbe in uno dei primi paesi solo perché così ha deciso la burocrazia UE? Non c’è più controllo alle frontiere. Questo sistema è poi un ulteriore invito a ricorrere all’aiuto di passatori brutali per arrivare in Europa.

Ancora una volta, si fanno alle cittadine e ai cittadini d’Europa e di Svizzera delle promesse che non si potranno mai mantenere. Esattamente come è stato il caso di Schengen/Dublino. L’UDC rifiuta di partecipare a questo gioco.

Grafici:

Domande d'asilo CH-UE

Tabella asilo

 

 

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