L’UDC non è affetto da parascevedecatriafobia

Ott 22 • L'opinione, Prima Pagina • 251 Views • Commenti disabilitati su L’UDC non è affetto da parascevedecatriafobia

Rolando Burkhard

Le fobie sono stati (patologici) di paura. Claustrofobia, per esempio, significa timor panico di rimanere al chiuso (per es. in un ascensore). E che cosa diavolo significa parascevedecatriafobia? Ne parliamo dopo. Perché qui si tratta di politica, nel caso specifico dell’UDC.

Venerdì 13 ottobre 2017, i vertici dell’UDC (il presidente Rösti, il capogruppo alle Camere Amstutz e il responsabile delle strategie Blocher) hanno comunicato, nel corso di una conferenza stampa a Berna, due cose: innanzitutto, si è tirato un bilancio di metà legislatura del partito. In secondo luogo, il capogruppo alle Camere federali ha annunciato il suo ritiro.

Dapprima, il bilancio di metà legislatura, che appare deludente. Sì è ottenuto sì qualche risultato ma, su punti importanti (per esempio l’applicazione dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa), si è fallito o si è rimasti a metà strada, nonostante la maggioranza del popolo. Ciò sorprende, se si pensa che l’UDC, con il 29,4%, è il maggiore partito svizzero, che con 74 parlamentari costituisce il gruppo più forte alle Camere federali e che è pur sempre rappresentato in Consiglio federale da due membri su sette. L’avversario naturale dell’UDC, il PS, con una quota elettorale del solo 18,8%, un gruppo di 55 parlamentari e, anche lui, con due consiglieri federali, ha ottenuto molto di più. Ciò necessita di una spiegazione.

Di ragioni ce ne sono più che a sufficienza: senza la maggioranza assoluta non si fa passare una proposta, né in Consiglio federale, né tantomeno alle Camere federali, occorrono coalizioni. Coalizioni significano compromessi. E qui bisogna sempre valutare fin dove si può arrivare per non trasformare le proprie idee fondamentali nel loro esatto contrario. Perché le attuali possibilità di coalizione dell’UDC sono al momento estremamente limitate. Il partner naturale per una coalizione con l’UDC, il PLR, persegue i suoi propri obiettivi ed è difficilmente prevedibile. Per non parlare del PPD, il quale crede che per sopravvivere debba cronicamente andare a letto con la sinistra. La sinistra (PS) agisce – come detto – con furbizia. I verdi (di qualsiasi fazione) le reggono tradizionalmente la staffa. E il PBD – questo fossile dell’era “widmerschlumpfica” (ma ancora sempre con 7 consiglieri nazionali e un consigliere agli Stati) – soffre per ragioni di principio di una cronica fobia nei riguardi dell’UDC

Sul ritiro di Amstutz da capogruppo: era prevedibile, perché il suo mandato quale consigliere nazionale bernese è ormai alla scadenza dei 16 anni. Peccato, ma il suo ritiro è coerente. E anche il fatto che annunci il suo ritiro il 13 ottobre con ampio preavviso permettendo la tempestiva ricerca del suo successore in vista delle prossime elezioni, lo è altrettanto.

Ma per tornare alla parascevedecatriafobia: si tratta della paura morbosa del venerdì 13, presunto giorno sfortunato. E appunto di venerdì 13, l’UDC ha tenuto la sua conferenza stampa e comunicato le sue decisioni. E ciò senza paura di cattivi auspici, anzi.

Perché per ciò che riguarda la legislatura, le future chance di successo durante la seconda metà sono buone per l’UDC. I nostri consiglieri federali e parlamentari fanno il loro meglio, considerati gli attuali rapporti, dobbiamo solo dare loro tutto il sostegno possibile. Con l’iniziativa per l’autodeterminazione e la riuscita dell’imminente iniziativa per la limitazione dell’immigrazione, poniamo ai problemi più importanti per il nostro paese, dei paletti facenti sì che anche la Berna federale non possa più fare altro che applicare la chiara volontà popolare.

Sulla successione di Amstutz: nessun problema, la discussione sul cambio della guardia è stata per fortuna lanciata tempestivamente, perché attualmente abbiamo tutte le possibilità di trovare un buon successore. Il favorito è Aeschi, ma anche persone come Rutz, Brand, eccetera sarebbero perfettamente all’altezza.

 

Comments are closed.

« »