L’UDC è l’unico partito che ancora s’impegna per la Svizzera

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Assemblea dei delegati del 30.03.2019 ad Amriswil – Discorso di Albert Rösti

È merito dell’UDC

  • se oggi la Svizzera non è membro dell’UE;
  • se le nostre imposte sono ancora relativamente moderate rispetto a quelle di altri paesi, se la nostra densità normativa è relativamente bassa e se il nostro mercato del lavoro è relativamente liberale;
  • se si è osato avviare una discussione sull’invalidità simulata e se gli investigatori assicurativi sono stati approvati dal popolo;
  • se è stato avviato un dibattito sugli eccessi dell’aiuto sociale e se questo tema sarà prossimamente oggetto di una votazione popolare nel canton Berna;
  • se l’AVS non si è estesa, ma l’accento è stato posto sulla garanzia finanziaria di questa istituzione;
  • se il prezzo dei carburanti non aumenta di 20/30 centesimi come chiedevano la sinistra e i Verdi.

Maggiore partito politico della Svizzera, l’UDC è direttamente responsabile di questa salvaguardia di buone condizioni-quadro economiche.

Molti di questi temi non sarebbero mai stati oggetto di un dibattito politico, se l’UDC non li avesse sollevati. Il risultato di questi sforzi è un livello di prosperità mai raggiunto prima in Svizzera. Nessuna generazione ha avuto la fortuna di potersi offrire così tante cose, di vivere in maniera così sana e così a lungo in un ambiente naturale intatto come il nostro.

Purtroppo, l’UDC è stata vittima, lo scorso week-end, del suo stesso successo. Mentre che i Verdi hanno approfittato di una tendenza mondiale, ampiamente sostenuta dai media, per attirare molti più elettori alle urne, noi non siamo riusciti ad attivare a sufficienza la nostra base. I nostri membri e simpatizzanti pensano forse di potersi risparmiare il fastidio di andare a votare perché tutto va bene. Altri sono frustrati e si dicono «Queste persone a Berna fanno comunque quello che vogliono. I criminali stranieri possono rimanere in Svizzera, mentre che il popolo vuole la loro espulsione, e l’immigrazione illimitata continua».

Cari delegati, se non ci svegliamo adesso, se non riusciamo a correggere la rotta entro l’autunno prossimo, tutti i fattori che ho citato all’inizio verranno girati in negativo. Non dimentichiamo che, anche se la Svizzera sta oggi piuttosto bene, delle grandi nuvole nere ci minacciano all’orizzonte.

Il pericolo maggiore per la Svizzera è il progetto di accordo istituzionale con l’UE. Il testo proposto comprende la ripresa automatica del diritto UE, il riconoscimento di giudici stranieri e perfino delle misure punitive contro la Svizzera se non obbedisce a Bruxelles. Se il Consiglio federale firma questo accordo, non saremo più molto lontani da un’adesione all’UE. Questa mattina dibatteremo in dettaglio questo accordo-quadro e indicheremo chiaramente perché il Consiglio federale deve far capire all’UE, una volta per tutte, che mai la Svizzera sottoscriverà un tale trattato di sottomissione.

L’UDC è tuttavia sola oggi a difendere questa posizione. Noi siamo i soli che combattono questo deplorevole accordo-quadro. Il PLR ha già venduto la Svizzera per un tozzo di pane. Nel suo documento strategico apparso con il titolo «Assicurare la via bilaterale – linee rosse ed esigenze del PLR», questo partito s’è peraltro opposto alla ripresa automatica del diritto UE, come pure alla direttiva sulla cittadinanza europea o alla rescissione automatica degli accordi bilaterali in assenza di un’intesa politica fra le due parti, ossia in «caso di non applicazione di un’interpretazione della Corte di giustizia UE». Tutte queste linee rosse sono peraltro superate dall’accordo che il PLR adesso approva.

Il PS ha ceduto a sua volta questa settimana. Nella Commissione di politica estera del Consiglio nazionale, i rappresentanti del PS hanno approvato la firma dell’accordo-quadro, mentre che la loro esigenza primaria, il mantenimento della protezione dei salari, non è assolutamente stata soddisfatta. I datori di lavoro pagheranno senza dubbio l’adesione del PS all’accordo-quadro con qualche regalino in termini di vacanze, di forza obbligatoria dei contratti di lavoro, di protezione dei salari e contro i licenziamenti. Ma si attenderà senza dubbio che le elezioni siano passate.

Il presidente del PPD era finora il più critico nei confronti dell’accordo-quadro. Ma, considerato lo zelo di cui dà prova la sua collega di partito Elisabeth Schneiter Schneider, come presidente della Commissione di politica estera, per ottenere la firma dell’accordo-quadro, l’adesione finale del PPD è già sin d’ora una certezza – ma, beninteso, questo partito non si deciderà che dopo le elezioni federali.

La situazione non è per nulla più incoraggiante a livello d’immigrazione. Tutti gli altri partiti e i media minimizzano gli enormi problemi posti dall’asilo e dalla migrazione. Si tace accuratamente il fatto che 123’000 persone sono attualmente in fase di procedura d’asilo e che il 90% di loro vive dell’aiuto sociale. Degli oneri di diversi miliardi di franchi incombono sui cantoni e sui comuni. Ci si rifiuta anche di parlare di un’immigrazione netta di oltre un milione di persone durante gli ultimi 12 anni e di una popolazione che sta inesorabilmente avviando verso la cifra di 10 milioni di abitanti. Come prendere sul serio i partiti ecologisti che ammettono un’immigrazione smisurata, pretendendo nel contempo di proteggere la natura?

Cari delegati:

  • chi, se non l’UDC, s’impegnerà in avvenire per i valori della nostra patria, per l’indipendenza, la democrazia diretta, la sicurezza, la sovranità e il federalismo?
  • chi, se non l’UDC, si batterà – anche dopo le elezioni – contro la firma dell’accordo-quadro con l’UE?
  • chi, se non l’UDC, conduce un’autentica politica di protezione dell’ambiente con i suoi membri, gli agricoltori e le PMI che assumono le loro responsabilità individuali e che, pur vivendo spesso in condizioni modeste, assicurano il buon funzionamento dell’economia circolare nel nostro paese?
  • chi, se non l’UDC, si batte contro la vessazione fiscale e sociale in atto contro il ceto medio?
  • chi, se non l’UDC, continuerà a battersi durante la prossima legislatura per la nostra sicurezza e per la nostra libertà?

Sono pronto a guidare il nostro partito con tutte le mie forze, con un impegno del 100% e con una motivazione totale. Aiutatemi e impegnatevi anche voi con passione per i nostri valori, affinché la Svizzera rimanga la Svizzera, per le future generazioni!

Ecco come possiamo vincere e come vinceremo le elezioni del prossimo autunno. Nell’interesse della Svizzera.

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