L’oasi felice UE

Apr 17 • L'opinione, Prima Pagina • 701 Visite • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

Mario Giordano pubblica un libro in cui presenta tutte le assurdità dell’Unione europea.

Direttamente da “Il Giornale” ecco tutti gli sprechi che l’Europa ci costringe a pagare:

“Nel triangolo delle Bermude Bruxelles-Strasburgo-Berlino è affondata la nostra economia e prima ancora la nostra sovranità. Non ci provino stavolta i soloni dell’austerity e gli euroburocrati in limousine a convincerci che, al contrario, per superare le difficoltà «ci vuole più Europa». L’impatto della moneta unica sulle nostre vite, argomenta Giordano, «è stato devastante come una guerra mondiale»: ci ha resi tutti più poveri, non ci ha protetti dalla crisi e ci ha ridotto schiavi di Frau Merkel. Gli italiani sanno bene qual è la soluzione: il 74% farebbe subito un passo indietro per tornare alla lira”.

“Ma chi prova ad assecondare il pensiero comune finisce bollato come populista, sfascista, demagogo, qualunquista… Lassù, nei palazzi di vetro di questa «democrazia robotizzata», non interessa la volontà della gente, siamo numeri, basta restare docili all’interno di un recinto disegnato dai paletti con cui ci pestano a sangue: il 3 per cento del rapporto deficit-Pil, il 60 per cento del rapporto debito-Pil, poi l’ultima genialata del fiscal compact pronto a stringersi alla gola come un nodo scorsoio”.

“E il bello, si fa per dire, è che tra un po’ verranno a chiederci il voto. Altri 751 soldati a 19mila euro lordi al mese da inviare al fronte di battaglie spesso soltanto «di principio», una trincea dorata e costellata di privilegi. «Bruxelles è diventata, nel corso degli anni, un concentrato di nefandezze e assurdità, il simbolo dell’inefficienza e delle richieste folli, della lontananza dai cittadini e delle leggi da manicomio. Dall’euro alla neuro, il passo è stato breve», osserva Giordano”.

“…i soldi buttati, i privilegi del Palazzo, le norme assurde partorite nelle stanze del caravanserraglio europeo. Alla fine della fiera, ci abbiamo rimesso 55 miliardi di euro in dieci anni, dal 2003 al 2013. Centosettantaquattro euro al secondo. Pazzesco. Qualche esempio del bestiario pagato con i nostri soldi? Dai 4 milioni di euro per studiare una dinastia islamica alle lezioni di danza in Burkina Faso, dai 3 milioni per incoraggiare l’uso degli insetti in cucina ai 100mila euro per foraggiare il famoso tango finlandese”.

“L’Europa che impiega i suoi migliori cervelli e 90mila euro di risorse per illustrarci come funziona un wc, che riempie paginate di dossier per definire al millimetro la corretta curvatura dei cetrioli e la giusta lunghezza delle banane. E pazienza se intanto dimenticano migliaia di chilometri di coste italiane assediate dagli sbarchi. E no, caro euro e cara Europa, adesso basta: così non vale (una lira)”.

Eccola l’Europa! Ci strozzano con i loro assurdi parametri e poi sprecano tutti questi soldi. Vergogna!

 

Fonte il Radar 15 marzo 2015

 

 

 

Gli sprechi dell’Europa in aeroporti vuoti

 

Questa volta il capitolo sprechi riguarda l’allargamento di alcuni aeroporti europei che non avevano necessità alcuna di fare simili lavori, visto l’esiguo numero di passeggeri che vi circolano.

La Corte dei conti europea ha denunciato l’Unione Europea per aver sprecato 38 milioni di euro spesi per finanziare in 5 stati membri, di cui 3 a sud, delle piste o terminal di aeroporti, rimasti alla fine totalmente inutilizzati.

La Corte ha inquadrato questo spreco nel quadro di una revisione della spesa di 666 milioni di euro per finanziare lo sviluppo di 20 infrastrutture portuarie in Grecia, Spagna, Estonia, Polonia e Italia tra il 2000 e il 2013.

“Questi investimenti si sono rivelati poco remunerativi (…) in assenza di una pianificazione e previsione adeguate. Alcuni degli aeroporti finanziati erano infatti situati troppo vicini gli uni agli altri, mentre alcuni progetti di costruzione erano troppo importanti per il numero di aerei e di passeggeri coinvolti”, dice il rapporto. “Alcune delle infrastrutture finanziate non sono state per niente utilizzate”, con chiaro riferimento a due terminal costruiti nell’aeroporto di Salonicco, al nord della Grecia.

Solo la metà dei 20 aeroporti destinatari dei finanziamenti aveva infatti un effettivo bisogno di estendere la propria struttura, visto che gli altri non avevano registrato alcun aumento nella circolazione dei passeggeri tra il 2007 e il 2013. Anzi, circa 225 milioni di euro sono stati destinati a delle istallazioni ‘gigantesche’. Il tutto senza che ‘ il servizio proposto ai clienti migliorasse da un punto di vista sociale o economico, come la creazione di posti di lavoro in più’.

L’aeroporto di Cordova, al sud della Spagna, si è allargato per accogliere i 179 000 passeggeri l’anno, che alla fine sono stati solo 7.000. Sette degli aeroporti finanziati, tra cui quello di Crotone in Calabria, rischiano inoltre di debilitare sempre ancor più le finanze pubbliche, a causa dell’autonomia finanziaria.

Quasi la metà degli aeroporti esaminati ha poi visto un superamento dei costi iniziali previsti, il che ‘ha costretto gli stati membri coinvolti a spendere circa 100 milioni in più di quello che inizialmente avevano programmato’, rileva la Corte.

La Commissione europea ha fatto ‘mea culpa’ di fronte al controllo della Corte e al suo rapporto sugli sprechi. “In alcuni casi questi investimenti non rappresentano affatto un uso efficace dei fondi europei”- ha riconosciuto. Ma grazie ad un cambiamento ‘radicale’ delle regole budgetarie del periodo 2014-2020, questo tipo di situazione non si ripeterà più’- ha assicurato Jakob Adamici, portavoce del dipartimento Budget nella Commissione europea.

 

Da il Journal 17 marzo 2015 18,56

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