L’Oasi felice UE

Lug 12 • L'opinione, Prima Pagina • 133 Views • Commenti disabilitati su L’Oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 30 giugno 2019. Il 30 giugno 1985 fu spostato di un secondo l’orologio di Greenwich.

Che ne è stato dei gilet gialli?

Le manifestazioni stanno continuando ma attirano sempre meno persone, e si parla già di cosa hanno lasciato alla politica francese e al presidente Macron. Omissis.

Sabato 22 giugno, a otto mesi di distanza dalle prime proteste, sono andate in piazza a protestare circa 11.800 persone in tutta la Francia. Sono numeri esigui, se paragonati ai circa 250mila che parteciparono ai cortei nelle prime settimane della protesta, scatenata da un aumento delle imposte sul carburante nell’ambito del programma del governo per ridurre l’inquinamento. A essere sbiadito sembra proprio il brand dei gilet gialli: alle recenti elezioni europee le tre liste che si ispiravano dichiaratamente al movimento hanno ottenuto rispettivamente lo 0,54, lo 0,03 e lo 0,01 per cento (è andata malissimo anche La France Insoumise, il partito di sinistra radicale che aveva cercato di intestarsi le proteste).

( il Post 29 giugno 2019)

L’Unione europea ha concluso un accordo commerciale storico, ma polemiche con il Mercosur (N.d.r acronimo di Mercado del Sur in spagnolo)

Ovviamente compiaciuti, Cecilia Malmström, la commissaria europea per il commercio, Phil Hogan, suo collega in agricoltura, e Jorge Faurie, il ministro degli Affari esteri argentino, hanno spiegato l’accordo in tutte le sfumature, venerdì sera, 28 giugno, dalla sede della Commissione europea a Bruxelles. L’accordo di libero scambio concluso pochi istanti prima, tra l’Unione europea (UE) e il Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay), è indubbiamente storico. Almeno per la sua grandezza. È il più grande del genere mai negoziato dall’UE: dovrebbe creare un mercato integrato di 780 milioni di cittadini-consumatori, sudamericani ed europei. “In questa fase, l’accordo è buono, dato che le preoccupazioni della Francia sono state prese pienamente in considerazione”, ha detto Emmanuel Macron, dopo il G20 tenutosi a Osaka, in Giappone, venerdì 28 e sabato 29 giugno, pur sottolineando che il Brasile si era impegnato a rispettare l’accordo sul clima di Parigi. Il trattato di libero scambio prevede “tagli tariffari annuali di 4 miliardi di euro solo per gli europei, quattro volte più ampi di quelli consentiti dall’accordo UE-Giappone [2017], “ha detto Malmström.

( N.d.r. tradotto da Le Monde del 28 giugno 2019)

Angela Merkel ha di nuovo avuto un tremore durante un’occasione pubblica

Oggi a Berlino, durante la cerimonia di nomina del nuovo ministro della giustizia da parte del presidente Steinmeier, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha mostrato alcuni momenti di tremito che hanno subito fatto pensare a un disturbo simile che aveva avuto la settimana scorsa. Omissis.

Lo scorso 18 giugno un tremito simile era capitato a Merkel durante la visita a Berlino del presidente ucraino: in quell’occasione Merkel aveva parlato di una momentanea disidratazione.

(Il post 27 giugno 2019)

Un’inchiesta giornalistica francese chiama in causa le multinazionali delle sementi

I pomodori e le altre verdure vendute oggi nei supermercati hanno fino al 60% di sostanze nutritive in meno rispetto a 60 anni fa: a scoprirlo i giornalisti d’inchiesta della francese Cash Investigation che hanno ritrovato la tabella della composizione degli alimenti di sessanta anni fa e l’hanno usata per analizzare e comparare le quantità di vitamine e minerali della frutta e verdura che consumiamo oggi. Per cercare di vederci chiaro, i giornalisti hanno comparato anche i valori nutritivi di un pomodoro di una varietà tradizionale e non ibrida, coltivato a terra, con uno di una varietà ibrida coltivato fuori terra (coltivazione idroponica): i risultati sono stati simili, a sfavore di quest’ultimo anche qui fino al 50%. I pomodori in Bretagna, nel nord della Francia, sono coltivati in serre riscaldate a 21 gradi (invece del più mite e soleggiato sud) e fuori terreno, dove piante gigantesche dalle sembianze extra terrestri piantate in lana di roccia producono pomodori standardizzati alimentati da tubicini. Uno scenario surreale e fantascientifico? Niente affatto, produzioni come questa rappresentano il 90% delle coltivazioni odierne di pomodori in Francia (che di certo non si fermano al confine). I pomodori ibridi (incrociati tra specie diverse per aumentarne produttività e resistenza) di proprietà di un manipolo di multinazionali delle sementi (spesso note per l’uso dei pesticidi, come Syngenta, Bayer-Monsanto, DowDuPont o Limagrain) sono programmati per resistere fino a tre settimane senza marcire in modo che possano essere esportati in Europa da Israele. Qui, scienziati all’avanguardia studiano le sementi per creare il pomodoro immortale (e indistruttibile) che però perde di gusto e valori nutrizionali, come ammette lo stesso professore israeliano Haim Rabinowitch, padre di questa stupenda invenzione. Le sementi ibride sono vendute più care dell’oro (fino a 400.000 euro al chilo per il pomodoro giallo) da queste multinazionali dai fatturati di miliardi di euro e prodotte tra l’altro in paesi come l’India con lavoro sottopagato, in particolare di donne e bambini.

(Andrea Dambra il fatto quotidiano. 25 giugno 2019)

I torti della Commissione e quelli del Governo (italiano). Ovvero come uscire dalla crisi

Infrazione Italia 2019 | La Commissione europea minaccia una procedura di infrazione contro l’Italia per il mancato rispetto della regola del debito. Una regola assurda e irrealizzabile, non solo per l’Italia, secondo la quale sostanzialmente il debito pubblico andrebbe abbattuto ogni anno mediamente in ragione di un ventesimo della differenza tra il valore attuale del debito e l’obiettivo del 60% del PIL. Un obiettivo, come sanno gli addetti ai lavori, che non ha alcun fondamento scientifico perché nessuno mai ha dimostrato, o potrà mai dimostrare, che il 60% rappresenta un numero preferibile al 50% o al 70%. Abbattere a quel ritmo il debito al 60% del PIL significherebbe per l’Italia sperimentare almeno due decenni di politiche di lacrime e sangue, che produrrebbero la desertificazione economica e sociale del paese. D’altronde, sui danni dei consolidamenti fiscali, tanto amati dalla Commissione europea, abbiamo ormai una grande evidenza empirica.

La Grecia è il migliore esempio di quanto possano essere disastrose le politiche di taglio indiscriminato della spesa pubblica e di aumento della pressione fiscale. Ma anche l’Italia è un esempio eccellente. Pochi ricordano, infatti, che il nostro paese detiene il record europeo in fatto di politiche di austerità, avendo realizzato sempre manovre di bilancio in avanzo primario, dal 1990 (N.d.r. primo ministro Andreotti) a oggi, con la sola eccezione del 2009 (N.d.r. primo ministro Berlusconi.). Ciò significa che tutte le manovre hanno chiuso i conti con una raccolta fiscale più grande della spesa pubblica al netto degli interessi. Si badi bene che nello stesso periodo in Francia ben 22 manovre si sono chiuse con disavanzi primari, 21 in Gran Bretagna e 10 in Germania. Ebbene, il risultato di tutte le politiche restrittive nostrane è stato tragico: l’Italia sta conoscendo un lungo declino, deve ancora recuperare i valori della produzione di fine 2007 (siamo sotto ancora del 4%), e le condizioni della finanza pubblica continuano a peggiorare. (Omissis)

(Riccardo Realfonzo 7 giugno 2019 Il fatto quotidiano, economia politica.it)

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