L’oasi felice UE

Mag 19 • L'opinione, Prima Pagina • 313 Views • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Ho terminato di raccogliere queste notizie il 9 maggio 2019. Il 9 maggio 1941 la marina britannica cattura il sottomarino tedesco U-110 ed entra in possesso di Enigma, la macchinina per crittografia usata dall’esercito di Hitler per codificare i propri messaggi.

 

Weekly Post #18 – La complicata strada dei sovranisti verso l’Europa

La scorsa settimana il ministro dell’interno Matteo Salvini ha presentato la sua alleanza per le elezioni europee, che riunisce diversi partiti euroscettici, populisti di destra e sovranisti che finora erano stati divisi al Parlamento europeo. Olli Kotro dei Veri Finlandesi, Jorg Meuthen di Alternativa per la Germania, Matteo Salvini per la Lega e Anders Vistisen del Partito del Popolo danese.

(il Post.it 2019)

Segnatevi questo nome: Jordan Bardella

È un politico francese di 23 anni, scelto da Marine Le Pen come capolista del suo partito alle elezioni europee.

Dopo aver cambiato nome e toni al proprio partito, la leader dell’estrema destra francese Marine Le Pen ha preso una scelta che ha spiazzato molti analisti e militanti. Alle elezioni europee di maggio ha indicato come capolista del Rassemblement National (il partito che un tempo era noto come Front National) un giovane di 23 anni che non ha mai ricoperto alcuna carica rilevante: Jordan Bardella. Bardella è nato nel 1995 da una famiglia di origine italiana nella periferia di Parigi, a Senna-Saint-Denis: uno di quei posti difficili e un po’ abbandonati in cui di recente il Rassemblement National ha guadagnato moltissimi voti. Sua madre lo ha cresciuto da sola, lavorando come insegnante. Bardella ha iniziato a seguire il Front National quando aveva 16 anni, affiggendo i manifesti elettorali per la campagna presidenziale di Le Pen contro Hollande nel 2012. A partire da quel momento la sua carriera politica è stata rapidissima. A 19 anni, mentre studiava all’università della Sorbona, era già consigliere della Regione centrale francese, e nel 2017 fu promosso a portavoce del partito e direttore nazionale di Génération Nation, la sua sezione giovanile. Politico definisce Bardella il nuovo volto dell’estrema destra francese, il testimonial perfetto per il rebranding (Ndr: cambiamento dell’immagine) del partito che Marine Le Pen sta portando avanti. Omissis. Oggi il partito vuole presentarsi come la casa politica per i francesi conservatori, anche moderati, che non desiderano né una maggiore integrazione europea né una ulteriore apertura all’immigrazione. Omissis. Secondo Politico, Bardella sarà forse una figura chiave dei nuovi equilibri: oltre alla scontata ostilità all’Islam, uno dei punti cardine della campagna elettorale di Bardella è la volontà di assegnare ai singoli paesi maggiore sovranità in materia commerciale e di controllo delle frontiere, due temi che potrebbero trovare ampio consenso nel prossimo Parlamento. Secondo Le Monde, Bardella fa parte di una nuova generazione di politici, più presentabile di quella precedente, che la destra userà per cercare di sottrarre voti al partito del presidente Emmanuel Macron, En Marche, che a maggio sarà il suo principale avversario. Secondo i sondaggi il Rassemblement National e En Marche sono dati più o meno pari, anche se, stando alle ultime rilevazioni, sembra che il partito del presidente francese otterrà un paio di seggi in più rispetto a quello di Le Pen (22 a 20).

(Konrad. L’Europa spiegata bene)

25 aprile, anche in Portogallo si festeggia la Liberazione. Peccato per il ritorno dell’estrema destra.

Il Portogallo il 25 aprile festeggia 45 anni di liberazione dalla dittatura fascista di Antonio Salazar e i socialisti al governo, insieme agli alleati che li sostengono (Bloco de Esquerda e Partito comunista portoghese), non mancheranno l’occasione per sottolineare i progressi economici ottenuti dal 2015 a oggi. Stando alle ultime statistiche, avrebbero di che vantarsi: la riduzione del deficit pubblico e la crescita dell’1,7% del PIL nel 2018, prevedendone una stima del 2% nel 2019. Omissis. L’esplosione della crisi economica e le misure di austerità adottate dai vari governi hanno abbassato il livello di allerta nel tessuto sociale e consentito la nascita di gruppi di estrema destra, esplicitamente fascisti (del terzo millennio, naturalmente), anti-musulmani, razzisti e identitaristi. Nulla di originale, va detto: in questa direzione il Portogallo sembra muoversi per emulazione o per spinte esterne. Sarebbe sufficiente notare i loro nomi – Portugueses Primeiro (Prima i portoghesi) e Escudo Identitário (Scudo identitario) – per accorgersi della somiglianza tra questi e altri gruppi simili sparsi in Europa e altrove. A queste nuove formazioni bisogna aggiungere quelle più datate (a partire dagli inizi del 2000) come, per esempio, Partido Nacional Renovador e Nova Ordem Social. L’ultimo partito di estrema destra, che è stato registrato da pochi mesi nell’albo del Tribunal Constitucional, si chiama Chega! (Arriva!) e da molti è stato definito come il primo partito populista portoghese. La breve storia di queste formazioni politiche non è una storia di unità e di rapporti non conflittuali. Le elezioni europee, però, stanno modificando il quadro, spingendo molte di loro a presentarsi unite alle elezioni. Anche in Portogallo, così come altrove, il collante tra tutti questi gruppi è rappresentato dall’odio verso gli immigrati e i rom, oltre che da una certa interscambiabilità dei militanti: chi fa parte di Portugueses Primeiro, per esempio, può risultare iscritto anche al Partido Nacional Renovador o al gruppo Escudo Identitário. Il che aumenta un certo comune cameratismo e spirito unitario.

(Mondo 25 aprile 2019)

La Guardia costiera europea si espande parecchio

Il Parlamento Europeo ha approvato oggi in via definitiva nuove misure per rafforzare la Guardia costiera e di frontiera europea, conosciuta anche come Frontex, fra cui un’espansione delle proprie unità dalle 1’700 a 10mila entro il 2027. Frontex è l’agenzia per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea. È stata creata nel 2004 e funziona dal 3 ottobre del 2005, ha sede a Varsavia e collabora con gli Stati nazionali soprattutto per la gestione dei migranti. È per questa ragione che il suo ampliamento dice molto di cosa l’Unione Europea intenda fare per gestire i flussi migratori dei prossimi anni. Omissis. Da tempo si parlava di espanderne il mandato e le forze operative: con le misure approvate oggi, verrà istituito un nuovo corpo permanente. Il nuovo corpo sarà formato inizialmente da 5mila unità che verranno reclutate entro il 2021, ma entro il 2027 la Commissione intende raggiungere le 10mila unità operative. Le nuove misure aiuteranno inoltre Frontex a gestire le procedure di rimpatrio, ad esempio identificando cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente e assistendo le autorità nazionali nell’ottenere documenti di viaggio. Sarà inoltre potenziata la cooperazione con l’Agenzia europea per l’asilo, per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e la protezione dei dati personali delle persone coinvolte nei rimpatri (quest’ultima è stata una norma richiesta dal parlamento europeo). Omissis. L’ampliamento delle forze di Frontex era una delle principali promesse fatte nell’ultimo anno della presidenza di Jean-Claude Juncker e, dal momento che quella di questi giorni è l’ultima sessione plenaria dell’attuale legislatura, le nuove misure saranno uno degli ultimi lasciti di questo parlamento. Omissis. Il punto è che il mandato di Frontex non è ancora chiarissimo, e si sovrappone spesso alle competenze dei vari corpi nazionali: la proposta originale della Commissione europea dava ancora più poteri a Frontex – come ad esempio la possibilità di intervenire anche senza il permesso dei singoli paesi – ma è stata annacquata perché avrebbe previsto una ulteriore cessione di sovranità da parte degli Stati nazionali. Omissis. Dopo il voto di oggi al parlamento europeo, per l’entrata in vigore della legge manca solo l’approvazione formale del Consiglio dell’Unione Europea, che però è data per scontata.

(Konrad il Post)

Bruxelles, eliminate fermate dei bus: rischio scabbia e tbc per migranti

Gli autobus di Bruxelles salteranno una fermata. Perché la stazione di Gare de Nord, bivacco dei migranti, è considerata off limits: c’è un rischio sanitario.

 

(il giornale.it 8 maggio 2019)

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