L’oasi felice UE

Nov 6 • L'opinione, Prima Pagina • 672 Visite • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

La Germania, paese virtuoso?

La Germania, che impone manovre correttive agli altri paesi, che chiede enormi sacrifici evidenziando i problemi degli altri, ha in realtà la corruzione alle stelle, un debito pubblico spaventoso ed un equità sociale peggiore della nostra Italia.

La Germania è realmente il paese virtuoso, retto, incorruttibile dove tutti i cittadini vivono in una sorta d’eldorado grazie all’azione politica di una classe dirigente di prim’ordine?

Corruzione.

Secondo l’indagine del Prof Friedrich Schneider, la corruzione in Germania vale circa 250 miliardi di euro, una cifra ben superiore a quella stimata per l’Italia. La sola Siemens ha collezionato una sfilza quasi infinita di processi e condanne per corruzione in giro per il mondo, tanto che esiste un sito che aggiorna il mappamondo della sua corruzione (www.propublica.org). La corruzione percepita è inferiore per il semplice motivo che… il governo ordina e la magistratura ubbidisce, tanto che dei colossali scandali che hanno segnato aziende svendute agli amici o fatte chiudere per non “disturbare” le imprese dell’ovest, è stato tutto messo a tacere con opportune norme di impunità sui gestori della Treuhandalstadt, l’ente preposto alle privatizzazioni (il 26 ottobre del 1990, il ministro delle finanze Wagel scrisse di proprio pugno una lettera in cui liberava i membri del consiglio di sorveglianza e del consiglio di amministrazione della Treuhandalstadt da ogni responsabilità per colpa grave, ovvero una bella pietra tombale su tutte le porcherie fatte. Cfr V. Giacchè, Anschluss, 2013). Effettivamente al riguardo noi italiani avremmo qualcosa da imparare: sì, su cosa NON fare.

 

Da l’euroscettico

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Fondi europei 2014/2020, Paolucci: “Guardare all’Europa come una grande opportunità”

L’importanza strategica dei fondi europei 2014/2020 spiegata in un vademecum che, attraverso riferimenti normativi, documentazioni ed esempi pratici, ne offre una panoramica dettagliata e completa. Si è tenuto nella sala conferenze dell’ex asilo Patria e Lavoro, l’incontro con l’europarlamentare del Partito Democratico Massimo Paolucci. Incontro per illustrare appunto attraverso un apposito vademecum scritto, le opportunità dei fondi europei 2014/2020. Importanti risorse messe a disposizione dei cittadini, delle imprese, delle Regioni, degli Enti locali, delle organizzazioni no profit, delle Università e dei centri di ricerca. Una opportunità soprattutto per il Mezzogiorno.

Tante le occasioni che l’Europa offre: dal Fondo Sociale Europeo (Fse) al Fondo europeo di aiuti agli indigenti (Fead), dal fondo agricolo di sviluppo rurale (Feasr) a quello per gli affari marittimi e la pesca (Feamp). E ancora Horizon 2020, Cosme, fondi di solidarietà. Senza dimenticare i giovani con Erasmus Plus e le iniziative per favorirne l’occupazione. Grazie al nuovo quadro finanziario pluriennale 2014-2020, l’Unione Europea potrà infatti investire fino a 960 miliardi di euro in stanziamenti d’impegno e 908,4 miliardi di euro in pagamenti effettivamente erogati a cui vanno ad aggiungersi gli strumenti per circostanze impreviste e il Fondo europeo di sviluppo. Strumenti che, se pienamente mobilitati, rappresentano altri 36,8 miliardi di euro.

“Una grandissima opportunità questa dei fondi europei – spiega Massimo Paolucci- . Il problema principale che riscontriamo è proprio quello di far conoscere i bandi e le tante occasioni che offre l’Unione Europea. Si conoscono solo i difetti dell’Europa e molto poco le opportunità. Il vademecum rappresenta un abecedario di ciò che si può fare, dove è possibile reperire le informazioni. Penso che sia un lavoro molto utile soprattutto per quanti hanno bisogno di questi fondi”.

Da +Economia

Allarme Isis in Europa: cellule dormienti pronte a scatenare il caos con attentati 
Lo afferma Dimitri Bontinck, soldato decorato, conosciuto come “il cacciatore di jihadisti”, per aver salvato diversi giovani immischiati con gruppi estremisti in Siria e Iraq. Il militare ha peraltro appena riportato a casa dalla Siria il suo stesso figlio adolescente che ora dovrà affrontare un processo penale per terrorismo.  Il segretario di Stato britannico Theresa May e un alto esponente della polizia del Regno Unito ritengono “inevitabile” un attentato in stile Isis in Gran Bretagna: potrebbe essere una decapitazione o un attacco con bombe. «Il pericolo principale con è costituito dai ragazzi coinvolti nella guerra – spiega Bontinck al Mailonline – ma i capi, che non vengono mai mostrati nei video della propaganda. Essi godono del sostegno economico di finanziatori che hanno base in Europa. Si stanno preparando a colpire l’occidente al momento opportuno utilizzando cellule dormienti».  Bontinck, cittadino belga che vive ad Anversa, ha completato sette missioni in Siria per salvare suo figlio, Jejoen, 19 anni, insieme ad altri giovani nella stessa posizione. Suo figlio, nato cattolico, si era convertito a 15 anni all’islam più radicale, dopo aver conosciuto una ragazza musulmana. Arruolato da un gruppo estremista dichiarato fuorilegge in Belgio, era riuscito a raggiungere la Siria per combattere a fianco dei jihadisti dello Stato islamico. Il cacciatore di jihadisti durante le sue missioni è riuscito a entrare in contatto con gruppi estremisti come Jabhat Al Nusra, un ramo di Al Qaeda, e con fazioni nell’orbita Isis.

«USA e Gran Bretagna non stanno facendo abbastanza per combattere i sudditi dell’Isis che vivono nei loro paesi – ha poi spiegato Bontinck – troppi agenti dei servizi segreti si sono lasciati sfuggire l’opportunità di salvare ostaggi. La Francia si sta impegnando per riportare a casa giovani connazionali dalla Siria, mentre Usa e Gran Bretagna potrebbero fare molto di più. Tutti devono mettere in campo le risorse di cui dispongono per chiudere i siti jihadisti e per controllare i giovani che arrivano in Turchia per poi sconfinare in Siria. Piccole cose che possono fare molto, almeno all’inizio di questa guerra». (da LEGGO Estero)

Bruxelles – È sempre più grave l’emergenza migranti in Europa orientale, diventata negli ultimi giorni un fronte caldo. Le stazioni ferroviarie, prese d’assalto dai migranti che vogliono raggiungere Austria e Germania, diventano lo scenario di proteste e manifestazioni. La situazione è particolarmente difficile in Ungheria, dove migliaia di profughi, che erano da giorni bloccati in campi di fortuna a Budapest, hanno cercato di prendere convogli che li portassero a destinazione. Il ministro della Difesa ungherese, Csaba Hende, ha annunciato in parlamento l’invio di 3000-3500 militari al confine sud del Paese, in sostegno alla polizia. “I militari non avranno però ordine di aprire il fuoco per mandare via la gente”, ha specificato. Alcuni treni sono stati bloccati per ore anche alla frontiera austriaca. Nelle ultime 24 ore sono state raggiunte cifre record, con oltre 2.200 richiedenti asilo giunti fra lunedì e martedì in Baviera e 3.650 migranti e profughi arrivati solo nella giornata di ieri a Vienna da Budapest.(Da R.ti Esteri)

 

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