L’oasi felice UE

Set 11 • L'opinione, Prima Pagina • 453 Visite • Commenti disabilitati su L’oasi felice UE

Dr. Francesco Mendolia

Dr. Francesco Mendolia

L’UE dopo il caso Grecia

L’asse Parigi-Berlino si è rotto. Scontro Germania-Bce. Da una parte la Merkel coi paesi del Nord, dall’altra la Francia coi paesi del Sud. Da un’altra ancora i paesi dell’Est.

Il caso Grecia stravolge le alleanze interne all’UE e cambia la geografia politica continentale. L’accordo con Atene non è stato per niente indolore per gli Stati membri.

Vecchie alleanze sono andate in fumo, malcelate ostilità sono diventate rivalità manifeste. Insomma, la sensazione è che dopo aver sfiorato l’abisso con un dito l’UE non sia più quella di prima.

Il primo risultato evidente dell’estenuante vertice degli scorsi giorni è la rottura dell’asse franco-tedesco.

Il presidente francese François Hollande ha infatti pubblicamente preso le distanze dalla cancelliera tedesca Angela Merkel già con l’invio di specialisti ad Atene per aiutare il governo greco.

La Francia si è apertamente schierata a favore dell’accordo mentre la Merkel, e soprattutto Wolfgang Schaeuble, sono stati i più strenui oppositori dell’intesa fino ad arrivare a ipotizzare una Grexit temporanea.

Ma la Germania ha dichiarato guerra anche alla Bce.

Schaeuble-Draghi se le sono metaforicamente date di santa ragione. “Non prendermi per stupido”, ha detto il primo al secondo quando stava spiegando quanto era stato già fatto nel 2012 per alleggerire il debito greco.

Il malumore tedesco verso Draghi cova da parecchi mesi ed è espresso non solo da Schaeuble. ma anche dal banchiere centrale tedesco Weidmann.

E Berlino ha messo nel mirino anche Bruxelles e in particolare Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione Europea che aveva parlato di un accordo da raggiungere “a qualsiasi costo”.

Così, mentre l’asse Parigi-Berlino si spaccava, la Germania ha creato un nuovo fronte di “falchi” che comprende anche i paesi del Nord e i paesi Baltici.

Mentre i paesi dell’Est hanno una linea più sfumata ma comunque tendenzialmente allineata a Frau Merkel, ecco che dall’altra parte si crea un fronte del Sud, nel quale Renzi e Hollande sostengono la necessità di un cambiamento della politica europea e un calmieramento dell’austerità.

Italia e Francia sono seguite su questa strada anche dal Portogallo e in maniera più velata dalla Spagna, dove Rajoy è praticamente già entrato in campagna elettorale e insiste molto sulla salvezza spagnola propiziata dalle sue misure di austerity. Nord contro Sud e contro Bruxelles. La polveriera greca e non solo. Il futuro dell’Europa è davvero un punto interrogativo.

Da affari Italiani.it

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L’Unione Europea prepara la conquista della Svizzera?

Come sicuramente già sapete, la Banca Nazionale Svizzera ha improvvisamente ed incredibilmente liberato il Franco dall’agganciamento artificiale all’Euro, sul rapporto di 1,20 smettendo quindi di creare Franchi per comprare Euro allo scopo di tenere il Franco sottovalutato.

Lasciato libero di fluttuare sul mercato il cross EUR/CHF è crollato fin quasi sotto la parità causando un vero e proprio 11 Settembre della finanza, con la borsa svizzera che in due giorni ha perso quasi 15 punti percentuali e con diversi hedge fund e brokers rovinati da questa decisione inaspettata, dato che poco tempo prima il direttore della BNS aveva spergiurato che avrebbe difeso fino alla morte il rapporto di 1,20.

Ora, ancora non è chiarissimo il perché di questa decisione, ma sicuramente la BNS ha deciso che era meglio prendersi delle perdite subito piuttosto che comprare ancora Euro che probabilmente, secondo le informazioni riservate della banca centrale elvetica, ha come destino quello di svalutarsi ulteriormente.

A nostro avviso questa scelta è dovuta ad una di queste possibilità:

a) Hanno saputo che il Quantitative Easing che la BCE dovrà decidere la prossima settimana, sarà effettivamente ampio, e quindi sarebbe divenuto insostenibile reggere il livello di 1,2 (possibilità più probabile).

b) Hanno saputo che in Grecia la vittoria di Syriza sarà più ampia del previsto e che quindi è prevedibile un notevole afflusso di capitali dalla Grecia più una ulteriore svalutazione dell’Euro (probabile e può anche sommarsi al punto precedente).

c) Credono che la nuova politica espansiva della BCE porti ad una spaccatura nell’ Eurozona con addirittura un’ uscita della Germania dall’Euro (improbabile perché troppo dannoso per Berlino).

d) Sono venuti a conoscenza di un imminente atto di guerra (vedi peggioramento fronte ucraino) o di possibili grossi attentati (tutto è possibile ricordiamoci che sono banchieri).

e) La Fed è in procinto di alzare i tassi di interesse e quindi l’Euro è in procinto di arrivare alla parità con il Dollaro ed hanno deciso di tagliare le perdite, a questo proposito sarebbe interessante se la BNS iniziasse a comprare dollari.

f) Qualcos’altro di imprevedibile, dato che ormai, l’economia è sinonimo di follia e tutto sta inesorabilmente collassando.

g) Tutti i punti precedenti (escluso quello sulla Germania).

Qual è lo scenario più veritiero lo scopriremo nei prossimi giorni, ma ora quello che a noi interessa è, che quello che sta succedendo in Svizzera, è in piccolo ciò che dovrebbe avvenire con il dollaro su scala globale come descritto nel nostro articolo “Il colpo di coda del dollaro prima del collasso definitivo”.

Cosa hanno in comune il Franco Svizzero e il Dollaro Americano? Che entrambi hanno un valore extra rispetto al semplice valore di valuta avente come contropartita i beni e servizi offerti da un paese.

Un valore extra dovuto al fatto di essere un bene rifugio e quindi non solo un semplice strumento di scambio.

Come hanno ottenuto questo valore extra? Gli USA chiaramente perché sono la potenza egemonica militare, culturale ed economica del pianeta; la Svizzera in virtù della sua neutralità, del suo altissimo livello di democrazia, grazie al segreto bancario che consentiva un costante afflusso di valuta straniera ed ad un economia efficiente, oltre che ad una storica stabilità. (continua nel prossimo numero)

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