L’isteria climatica svizzera

Gen 14 • L'opinione, Prima Pagina • 398 Views • Commenti disabilitati su L’isteria climatica svizzera

Prof. Dr. Arturo Romer, Fisico teorico

Il 21 maggio 2017, il nostro popolo ha approvato la legge sull’energia. Che cosa significa questo? Entro il 2035, l’energia finale (meno l’elettricità) dovrà essere ridotta del 43% rispetto al 2000. L’elettricità, nello stesso lasso di tempo, dovrà essere ridotta del 13%. Sono obiettivi ambiziosi. Ma la consigliera federale Doris Leuthard ha assicurato che tutto ciò (inclusa la legge sul CO2) non costerà annualmente a ogni famiglia più di 40 franchi. Veramente? È davvero la verità? Oltre a ciò, il nostro paese ha nel frattempo ratificato l’accordo di Parigi sul clima. Il che significa una riduzione, entro il 2030, di tutti i gas a effetto serra del 50% rispetto ai valori del 1990. Si capisce che anche questo obiettivo non è una passeggiata. E ciononostante, le nostre associazioni ambientaliste considerano queste misure ancora assolutamente insufficienti. Apparentemente dovremmo tornare indietro nel Medioevo, con gravi conseguenze: totale miseria, trasporti tramite animali da traino e da soma, sanità basata sulle erbe, camminare a piedi nudi, illuminazione con candele, niente elettricità, niente auto né a benzina né Diesel, niente ferrovie, nessuna emissione di CO2, niente petrolio e gas metano, niente qualità di vita, niente, niente, niente, eccetera. Vogliamo davvero questo?

Il 29.11.2017, le emittenti radio e i canali TV di tutto il paese hanno discusso per molte ore sul cambiamento climatico. Hanno inculcato nella testa delle cittadine e dei cittadini che noi Svizzeri saremmo i peggiori inquinatori dell’ambiente. Gli specialisti presenti hanno adoperato in continuazione il pronome “noi”: noi siamo i colpevoli, noi dobbiamo, noi possiamo; noi possiamo limitare a 1,5 gradi Celsius l’aumento della temperatura media del pianeta. La parola “noi” non è però mai stata definita: noi Svizzeri? Noi abitanti del pianeta Terra? Una cosa è certa: molte Svizzere e molti Svizzeri sono dal 29.11.2017 insicuri, si rimproverano e sono in preda a sensi di colpa. Questo era anche evidentemente lo scopo della propaganda statale. Infatti, il giorno dopo si è resa nota al pubblico la costosissima legge sul CO2 (210 CHF/t CO2). La combustione di una tonnellata di olio da riscaldamento genera circa tre tonnellate di CO2. Il responsabile è in questo caso chiamato a pagare una tassa sul CO2 di 630 franchi! Questa ambiziosa legge sul CO2 mette in ginocchio il nostro popolo e la nostra economia. Effetto finale: noi Svizzeri, anche con i massimi sforzi e le più grandi rinunce, non potremo mai influire tangibilmente sul cambiamento climatico. Potremo solo diventare più poveri!

Non si può classificare a livello mondiale un paese con il solo parametro delle “emissioni di CO2” per abitante. “Germanwatch” ci pone al 12° rango su scala mondiale. Veniamo paragonati al Marocco e all’India. Un paragone serio si basa su molte variabili: consumo d’energia, efficienza energetica, emissioni, formazione, ricerca, sviluppo, sanità, sicurezza, difesa, PIL, assicurazioni sociali, qualità di vita, solidarietà interna ed esterna, diritti umani, dignità umana, libertà, indipendenza, e così via. Se consideriamo tutte queste variabili siamo al primo posto della classifica mondiale (medaglia d’oro).

Io non voglio ritornare nel Medioevo; a me piace la Svizzera di oggi; io sostengo i paesi poveri e la povera gente; sono convinto del cambiamento climatico, ma non sono un profeta dell’apocalisse e sono convinto del senso di responsabilità degli esseri umani. Per milioni di anni gli esseri umani hanno risolto gravissimi problemi e sono sopravvissuti. Insieme, noi e le future generazioni, risolveremo anche la problematica del clima e sopravvivremo. La priorità va innanzitutto data alle misure mirate di protezione e di adattamento. Ma noi Svizzeri da soli non ce la faremo mai. Non siamo in grado di cambiare né il clima nostro, né tantomeno quello mondiale. Tuttavia dobbiamo partecipare, ma a condizione che queste misure siano adeguate, flessibili e attuabili.

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