Liste nere

Giu 29 • L'opinione, Prima Pagina • 243 Views • Commenti disabilitati su Liste nere

Un po’ di umorismo

Con liste nere, o anche solo grigie, oggi qualsiasi organizzazione internazionale – ONU, OCSE, G20, G8, UE, o anche le ormai innumerevoli Task Force internazionali come, per esempio, la FATF (Financial Action Task Force per la lotta contro il riciclaggio di denaro sporco) – sabota da anni la politica economica e finanziaria svizzera. Per neutralizzarci, basta normalmente minacciare la Svizzera con tali liste, e noi obbediamo immediatamente.

L’ultima minaccia di porre il nostro paese su una lista nera è giunta il 12 giugno 2019 con la lettera della IAISS. Non sapete che cosa sia la IAISS? Ebbene, questa è la „International Association against the Independence and Sovereignty of States“, il cui scopo è quello di impedire in futuro qualsiasi autonomia di singoli Stati per impedire ogni tentativo di tutela degli interessi nazionali. La direzione della IAISS (un gremio illuminato di sei persone altamente qualificate) trova utile che, in futuro, solo lei possa decidere che cosa i singoli Stati sovrani possano o debbano fare per non fare arrabbiare la comunità internazionale.

È vero, ammette la IAISS, che su questa lista nera dovrebbero figurare 205 dei 193 Stati membri dell’ONU che, ognuno a suo modo, difendono i propri interessi nazionali. Ma si è dapprima limitati a porre sulla lista nera i tre casi più gravi, ossia: Corea del Nord (a causa di Kim Jong Un), le Filippine (a causa dell’intensa battaglia intrapresa dal presidente Duterte contro la criminalità indigena dedita allo spaccio di stupefacenti) e la Svizzera (perché lì la democrazia diretta ostacola troppo la solidarietà internazionale del paese). Dispiace che USA, Cina, Russia, eccetera, abbiano spontaneamente respinto il progetto e che, dopo ulteriori consultazioni, altri Stati ne abbiano seguito l’esempio, facendo sì che dei 193 Stati membri dell’ONU, ormai solo uno l’abbia accolto positivamente: la Svizzera.

Dopo aver ricevuto la lettera della IAISS, il Consiglio federale ha immediatamente convocato una riunione d’emergenza e, grazie alla sua maggioranza PS/PPD/PLR e dopo una consultazione segreta con le associazioni economiche, ha deciso di adottare delle misure urgenti per non essere posti nella lista nera della IAISS. Perché ciò avrebbe potuto far sì che la Svizzera fosse rimproverata da qualcuno a livello internazionale. Le conseguenze per la nostra economia d’esportazione sarebbero state incalcolabili.

Circa le misure da adottare, è finora trapelato poco. Apparentemente, si tratterebbe di abolire i nostri diritti di referendum e iniziativa, affinché in futuro la volontà del popolo non possa più mettersi così di traverso nei confronti della solidarietà internazionale.

Ronco

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