L’IS è a 550 chilometri dall’Italia, mentre a Sanremo si gorgheggia!

Feb 20 • L'opinione, Prima Pagina • 715 Visite • Commenti disabilitati su L’IS è a 550 chilometri dall’Italia, mentre a Sanremo si gorgheggia!

Drake

Mentre in quel di Sanremo s’intonavano canzonette, le orde dell’IS conquistavano Sirte, che si trova a un tiro di schioppo dalle coste siciliane. Mentre i boia decapitavano 21 egiziani copti, in l’Italia ci si preoccupava di sapere chi avrebbe vinto il festival canoro e  Renzi, senza tener conto di un’aula semi deserta, impostava “l’avanti tutta” per le riforme. Poi, svegliatosi da un certo qual torpore, Gentiloni proclamava “l’armiamoci e partite” di buona memoria!

Mentre l’italico Popolo ascoltava i latrati delle “nuove proposte”, l’IS guadagnava terreno, posizionandosi in una zona strategica che più strategica non si può!

In Belgio, Paese che oltre ospitare il” Barnum” europeo, può vantare anche di essere la sede della NATO, ci si arrovella il cervello – o quel poco che è rimasto – su come bacchettare ulteriormente la Grecia, (e mettiamoci pure anche la Svizzera) e non ci sembra che ci si stia preoccupando più di quel tanto se i jihadisti ci stanno soffiando sul collo. E qui la domanda è d’obbligo: a che cavolo serve la NATO?

Se diamo uno sguardo alla carta geografica del Mediterraneo, ci si accorge che la Libia si trova nel bel mezzo fra la Tunisia – già a rischio di contagio – e l’Egitto, che comunque con la Giordania, sta dimostrando di avere gli attributi necessari per contrastare il fanatismo islamico!

A Sud, paesi già preda di Boko Haram: Mali, Niger e Chad. Non è difficile immaginare l’ampiezza delle mire del califfato che si sta letteralmente annettendo parte del MO e dell’Africa!

Malgrado questa situazione a dir poco esplosiva, si dorme della grossa. Ci si accorda per riunioni che si svolgeranno – udite, udite! – nei prossimi mesi (SIC!) onde studiare strategie sul come contrastare l’avanzata! Avete capito benissimo: “nei prossimi mesi”!

C’è da mettersi le mani nei capelli, quei pochi rimasti, poiché ci si rende conto in quali mani sono affidate le sorti dell’Occidente. Dagli USA e da parte di Obama “Yes we can”, si cincischia, si farfuglia di possibili interventi, ma senza la partecipazione diretta degli yankee! Facciamo fatica a capire! Francia e Inghilterra non fiatano! Forse stanno pensando che se avessero lasciato al suo posto Gheddafi – che, intendiamoci, non era uno stinco di santo – forse in Libia le cose sarebbero andate diversamente, non ci sarebbero stati gli sbarchi giornalieri (programmati?) di migliaia di rifugiati – o pseudo tali – che si stanno riversando in Europa. Da noi c’è chi gongola; il nome ve lo lasciamo indovinare e nonostante il pericolo di accogliere un buon numero di tagliagole, ci si dà da fare per creare altri centri di raccolta! L’idiozia non conosce limiti! Ma anche l’ipocrisia di certi paesi non è da meno! Intanto l’islamismo più becero e oscurantista si sta espandendo; i fatti di Parigi e recentemente quelli danesi, sembrano non preoccupare più di quel tanto le teste d’uovo della politica internazionale. Invero una preoccupazione c’è: quella che consiste nel sanzionare Putin a più non posso! Coi tempi che corrono e a fronte degli ultimi accadimenti, Putin lo vedremmo meglio in veste d’amico!

Lo Stato islamico è come un tumore maligno, le cellule cancerogene proliferano. Per contrastarle occorrono “oncologi” provetti, non cerusici o norcini ambulanti dalla mano tremolante. La cura deve essere invasiva, altrimenti il rischio di soccombere non è da escludersi.

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