L’invasione dell’Europa dal Mediterraneo: che fare?

Mag 14 • L'opinione, Prima Pagina • 923 Visite • Commenti disabilitati su L’invasione dell’Europa dal Mediterraneo: che fare?

Guillaume Faye -  giornalista e scrittore francese

Guillaume Faye – giornalista e scrittore francese

Dal portale “ripostelaïque.com” traduciamo un interessante articolo apparso il 6 maggio  a firma Guillaume Faye

 

Siamo in procinto di essere sommersi. Il flusso invasivo di clandestini non è più una marea, è uno tsunami. Mai l’immigrazione clandestina aveva raggiunto un tale ritmo e una tale ampiezza. Ma ciò che sembra preoccupare le autorità e i media non sono però le conseguenze esplosive per l’Europa, i suoi popoli,  la sua economia, la sua sicurezza, la sua identità, di questo fenomeno mai visto nella storia, che ricorda la profezia di Jean Raspail nel Le camp des Saints (1973); no, ciò che sembra preoccuparli, non è arrestare la gigantesca migrazione, bensì impietosirsi sulla sorte degli annegati e intervenire in aiuto ai naufraghi. Ciò che è perfettamente onorevole, ma ridicolmente insufficiente. Senza prendere alcuna misura seria di protezione; con il rischio che questa tragedia sfoci in un’esplosione.

 

La rottura delle tubazioni

Le cifre sono spaventose e superano tutto ciò che è immaginabile. Nel 2014, 170’000 sbarchi hanno avuto luogo in Italia (23’719 nel 2002). Dal 1° gennaio 2015: 25’000 sbarchi illegali solo nella penisola, senza parlare di Grecia e Spagna. Le cifre sono in aumento del 42% per rapporto al 2014. In 18 mesi, 210’000 migranti sono sbarcati, di cui il 91% partiti dalla Libia provenienti da tutta l’Africa. Nel 2015, l’Italia s’aspetta l’arrivo di 200’000 rifugiati (!). Nessuno sarà respinto e questa massa africana, in maggioranza musulmana, si sparpaglierà in seguito in tutta l’Europa del nord e dell’ovest. Molti depositeranno un po’ dappertutto delle domande d’asilo quali rifugiati politici (fasulli). I respinti non saranno mai espulsi e resteranno; e tutti percepiranno aiuti e sovvenzioni. Tutto ciò è risaputo in tutta l’Africa e attira folle di  clandestini che approfittano della beata mansuetudine degli Europei – cioè, dei dirigenti, non dei popoli ai quali non si chiede l’opinione prima di lasciarsi invadere.   

250 % : è la cifra dell’aumento degli attraversamenti clandestini delle frontiere dell’Unione europea fra il 2014 e il 2015. I rinvii coatti e le espulsioni sono minimi in proporzione. E dilagano in Europa: nel 2014 si sono registrati 280’000 arrivi di clandestini, di cui l’80% via mare, tre volte di più che nel 2013. Tutti provenienti dall’Africa, dal Maghreb e dal Medio Oriente. Fabrice Leggeri, capo di Frontex (l’agenzia europea di “sorveglianza” delle frontiere) ha affermato che, nella sola Libia, un milione di persone è “pronto a imbarcarsi per l’Italia”.  

Questa spinta migratoria brutale si aggiunge a tutto ciò che viviamo da trent’anni in materia d’immigrazione legale o clandestina. Oggigiorno, la perdita d’acqua che provoca una lenta inondazione non proviene più goccia a goccia da qualche giunto non ermetico, bensì da tubazioni bucate da cui fuoriescono dei geyser. 

 

Un’invasione dissimulata

Le forze djihadiste, sostenitori dello Stato islamico (Daech), che hanno preso il controllo di parte della Libia, cercano evidentemente di organizzare un’emigrazione di massa verso l’Europa. Per loro si tratta di un’invasione, che entra nel processo già iniziato d’islamizzazione massiccia del nostro continente. Oltre a ciò, questo traffico rende loro molto denaro, a complemento dei redditi dal saccheggio del petrolio libico. I migranti pagano da 1’000 a 2’000 euro per persona ai trafficanti, i quali accumulano delle fortune.  

I trafficanti e passatori maghrebini, schiavisti del XXI° secolo, sovraccaricano apposta i battelli affinché naufraghino. Emozionando così gli Europei dal cuore sensibile, e incitandoli a venire in aiuto ai naufraghi; e in questo modo incoraggiano le partenze e i susseguenti sbarchi sulle coste europee. Un circolo vizioso.

Il ricatto dello Stato islamico (Daech) è così formulato: non si possono lasciare 700’000 “boat-people” su delle bagnarole alla deriva. Lo Stato islamico è dietro a queste flottiglie ben organizzate e questo esodo è pensato dai suoi manipolatori come un’invasione dissimulata. Per destabilizzare l’ingenua Europa. Il 90% dei clandestini che entrano in massa è musulmano. Il 16 aprile, 12 cristiani africani sono stati gettati in mare da musulmani.

L’Italia è la vera e propria porta d’entrata dell’invasione. Il fenomeno durava già da qualche tempo, a piccole dosi, ma da quando Gheddafi e lo Stato libico sono spariti cedendo il posto al caos delle milizie islamiche – a causa dello stupido errore dell’operazione militare franco-britannica (Sarkozy dietro consiglio del cretino BHL [Bernard-Henri Lévy, NdT], e Cameron), la porta all’invasione è spalancata.

 

La pompa aspirante: Frontex e i centri d’accoglienza

Il 21 aprile, 70’821 immigrati erano alloggiati e nutriti nei 1’670 centri d’accoglienza italiani ormai sommersi. Nel 2014, l’accoglienza è costata 800 milioni di euro allo Stato italiano, di cui 45 pagati dall’UE. Nel 2015, la cifra si moltiplicherà almeno per 3. Le operazioni di salvataggio “Mare Nostrum” della marina italiana, che ha soccorso 180’000 immigrati in mare fra ottobre 2013 e novembre 2014, costano circa 9 milioni di euro al mese, una cifra in costante aumento. In tutto, le due operazioni, Mare Nostrum e Tritone, di “protezione” navale delle coste dell’Europa meridionale – in realtà delle operazioni di raccolta dei “boat-people” – costano 12,2 milioni di euro al mese. 

(Belgio: l’immigrazione costa 7 miliardi di euro l’anno http://www.7sur7.be/7s7/fr/1502/Belgique/article/detail/1012796/2009/10/08/L-immigration-coute-chaque-annee-sept-milliards-d-euros.dhtml per dei paesi che sono sull’orlo del fallimento e devono risparmiare su tutto: l’educazione, la sanità, le pensioni, le strade!!!)

Questi programmi Tritone e Mare Nostrum (Agenzia Frontex) impiegano con grandi spese delle flotte e dei velivoli europei – islandesi compresi – non per dissuadere le partenze dalle coste libiche o altre, non per difendere le coste europee, ma per portare assistenza in alto mare alle diverse bagnarole piene di “boat-people” che affluiscono verso il sud dell’Europa. Queste operazioni di soccorso, si può dirlo, sono una delle principali pompe aspiranti delle partenze e degli imbarchi per l’Europa, forse più del caos che regna in Libia e negli altri paesi africani. L’Agenzia Frontex e, in maniera generale, la politica europea di “protezione” delle frontiere contribuiscono per contro ad aumentare i flussi dell’immigrazione clandestina esplosiva. Dando peraltro l’impressione di rendere sicuri i tragitti. 

Oltre ai rifugiati, veri o falsi, che si dichiarano tali, molti clandestini rifiutano di dare le loro impronte digitali nei centri d’accoglienza italiani e forniscono false identità. Lasciano i centri d’accoglienza, preferendo diventare dei clandestini – non passibili d’espulsione, lo sanno. E sanno anche che saranno aiutati e coccolati. Il loro obiettivo è quello di raggiungere poi i paesi scandinavi, la Germania, il Benelux, l’Austria o la Francia. Andranno a raggiungere le loro comunità già insediate sul posto. Come sempre, evidentemente, dappertutto dove vengono ospitati, questi bravi migranti pongono dei problemi di sicurezza e causano danni. Poco importa… molti di questi clandestini prendono gli Europei per dei gonzi che li accolgono senza protestare, senza difendersi.

 

Un’oligarchia incosciente

Ormai, una maggioranza di Europei autoctoni, soprattutto appartenenti ai ceti popolari, non è più sensibile alla “disperazione dei migranti”; ne ha abbastanza di questo processo d’invasione clandestina – per il 90% musulmana – di cui percepisce che finirà in una catastrofe. L’oligarchia politica e mediatica al potere, alleata delle associazioni umanitarie, dello “show-business”, delle chiese, eccetera, non fa nulla, anzi, per arginare i flussi. Essa si crede al riparo. In Italia – pura follia – si è appena abolito il reato di immigrazione clandestina dal codice penale. Più il male si amplifica e più lo si aggrava. 

La classe politico-mediatica mantiene nelle comunicazioni un’atmosfera drammatica di pietà e di commiserazione strappalacrime su questi migranti clandestini “martiri”. 1’700 annegati nel Mediterraneo solo da gennaio ad aprile 2015. E 5’100 dall’ottobre 2013. I media moltiplicano i servizi choc. Si vogliono provocare delle reazioni miste di pietà e colpevolezza. Ma funzionerà sempre meno…

È la Chiesa cattolica al centro di questo settore del mea culpa, a seguito delle dichiarazioni del Papa a Lampedusa che, da una parte, si preoccupa delle persecuzioni dei cristiani d’oriente da parte dell’Islam e, dall’altra, avalla l’arrivo in massa di migranti clandestini musulmani in Europa. Monsignor Giancarlo Perego, presidente della Fondazione Migranti presso la Conferenza episcopale italiana, s’indigna in nome della carità: “l’Europa accoglie nella globalità dei suoi 28 paesi solo 650’000 rifugiati, quando il Libano, paese di tre milioni d’abitanti, ne ha un milione sul suo territorio”. Trova vergognoso che l’Europa non apra totalmente le sue frontiere a tutti gli immigranti e ai rifugiati. Come tutti gli altri immigrazionisti suicidari e irresponsabili, accusa l’Europa di essere una fortezza, mentre che è un colapasta senza protezione, attraverso il quale passa chiunque.

 

Un triplo programma : fortezza, respingimento, dissuasione

La situazione è fuori controllo perché così si vuole. Perché non si osa fare come l’Australia che, senza remore e con coraggio, sfidando il “politicamente corretto” mondiale, ha attuato il suo programma “No way” (non si passa) che respinge qualsiasi clandestino, qualsiasi falso rifugiato, qualunque “boat-people”. Gli Australiani hanno capito che, nella stragrande maggioranza dei casi, non si tratta di rifugiati perseguitati e richiedenti l’asilo (1), bensì di candidati a un’immigrazione economica e all’assistenza. 

Queste migrazioni di massa in Europa sono provocate da fenomeni strutturali: il fanatismo islamico, le guerre endemiche, l’esplosione demografica e la povertà dell’Africa. Tutto ciò non può che amplificarsi in maniera drammatica e sfociare in un caos in Europa in meno di dieci anni. Le soluzioni “a monte”, avanzate dall’oligarchia politica, sono totalmente utopiche: sviluppare l’Africa, ristabilire uno Stato in Libia e la “democrazia” in queste immense zone, per gente cui questo concetto non significa nulla. E le soluzioni “a valle”, mediante accoglienza e salvataggio di “boat-people” sono altrettanto inefficaci.

La sola soluzione sarebbe la politica della fortezza, del respingimento e della dissuasione. Essa dovrebbe basarsi sui princìpi seguenti, sotto l’egida del caso d’urgenza:

1) Sospensione degli accordi di Schengen e ristabilimento delle frontiere inter-europee. Tutti i clandestini che entrano in un paese, non possono passare in un altro. Per esempio, quelli che transitano dall’Italia sono bloccati alla frontiera francese. Nei salotti intellettuali si racconta che non si possono erigere barriere né effettuare dei controlli efficaci. È falso, questo funziona in tutto il mondo.

2) Nessun clandestino che riesce a passare fra le maglie della rete può beneficiare del benché minimo aiuto o ospitalità, ed è immediatamente passibile d’espulsione, rispettivamente espulso. Come in Australia e in Giappone.

3) Le basi di partenza dei “boat-people” in Libia, come pure i natanti ormeggiati destinati al loro trasporto sono neutralizzati con un’operazione militare.

4) I natanti che trasportano “boat-people” sono bloccati, quindi: o rimorchiati verso il loro punto di partenza, oppure i loro passeggeri sono trasferiti a bordo di navi europee e riportati manu militari al loro porto d’imbarco.

Mi si dirà che queste misure sono impossibili e disumane. È falso. La loro semplice enunciazione, la loro semplice applicazione durante qualche giorno, sarebbe sufficiente a esaurire immediatamente tutti i flussi d’immigrazione clandestina. Non ci sarebbero più “boat-people”. La dissuasione è la migliore delle prevenzioni. Non avrebbero più alcun interesse a infiltrarsi in Europa.

D’altronde, ci si è mai chiesti perché tutti questi infelici non chiedono mai l’aiuto dell’Arabia o dei loro cinici correligionari degli Emirati, peraltro ricchissimi? Perché sanno che non sarebbero mai accolti. L’Europa ingenua, angelica e moralmente disarmata, complessata da un umanitarismo patologico, fa ridere tutti coloro che non sognano altro che di conquistarla e invaderla.

 

(1) Anche i rifugiati perseguitati e i richiedenti l’asilo sinceri, salvo delle piccole minoranze, non devono stabilirsi in Europa. Altrimenti si spalanca la porta alla trasformazione dell’Europa in un centro mondiale di alloggio gratuito.

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