L’intervento del presidente Piero Marchesi

Mar 10 • Dal Cantone, Dall'UDC, Prima Pagina • 429 Visite • Commenti disabilitati su L’intervento del presidente Piero Marchesi

È per me un grande piacere darvi il benvenuto al congresso ordinario dell’UDC sezione Ticino. Un appuntamento importantissimo che ci permette di fare un bilancio dell’attività politica dell’ultimo anno, di confrontarci e di definire gli obiettivi per le prossime attività politiche.

Di seguito vorrei esprimervi 4 riflessioni:

  • Un anno fa venivo eletto Presidente Un grazie va pure ai colleghi della direttiva, in modo particolare a Marco per la grande collaborazione, e a tutti i membri e simpatizzanti per il costante sostegno. Grazie!Mi capita spesso di incontrare persone per strada che si complimentano e ringraziano per il nostro lavoro e impegno. Le elezioni comunali di aprile sono state un successo e ci hanno permesso di aumentare i nostri rappresentanti nei municipi del cantone da poche unità a una dozzina e da circa 30 a 60 consiglieri comunali. Questi risultati ci permettono di essere meglio rappresentati nei vari comuni, anche se la strada per esserci dappertutto è ancora molto, ma molto lunga.Aver lanciato l’iniziativa, raccolto quasi 11’000 firme e aver vinto la votazione dopo un’intensa campagna di voto, è per noi fonte di orgoglio e soddisfazione. Abbiamo infine completato la riorganizzazione con l’assunzione di un addetto stampa che lavorerà con noi per migliorare la comunicazione interna ed esterna del partito. Una donna in più nel team dirigenziale, assieme a Selma Caselli – Verga recentemente nominata responsabile finanziaria.

 

Nell’UDC non abbiamo l’obbligo delle quote rosa, abbiamo però il piacere di coinvolgere sempre più donne preparate e valide che collaborano con noi. Benvenute!

Già assistente parlamentare di Pierre Rusconi e nostra candidata al Gran consiglio, vi presento Elena Cereghetti.

Voglio ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questo grande successo! Grazie!

In agosto abbiamo lavorato duramente per preparare la campagna di voto sulla nostra iniziativa “Prima i nostri!” che, grazie anche al supporto della Lega, di alcuni parlamentari de I Verdi, del PLR e di diversi imprenditori, ha ricevuto il benestare da parte del popolo ticinese.

Approfitto ogni volta per avvicinarli al nostro partito, perché abbiamo bisogno di nuove persone, nuove idee e rinnovata energia. Fatelo anche voi! Coinvolgete chi vi è vicino, ne abbiamo veramente bisogno.

Ho da subito colto la sfida con molta motivazione, abbiamo riorganizzato il partito con i nuovi statuti approvati a giugno, che hanno permesso di rendere il partito più snello e meno macchinoso, eliminando i distretti e ribadendo l’obiettivo di creare nuove sezioni in tutti i comuni del Ticino. Qualche sezione è nata e altre sono in fase di creazione. Siamo solo all’inizio ma, se veramente vogliamo essere più presenti e capillari sul territorio, la via da seguire è questa. Colgo l’occasione per invitare chi di voi abita in un comune dove non è ancora costituita una sezione, di volersi attivare per crearla.

Le aspettative nei miei confronti erano e sono certamente molte, le ho percepite nei giorni e nelle settimane seguenti la nomina. Desidero prima di tutto ringraziare in modo particolare l’ex-presidente Gabriele Pinoja (oggi assente per vacanze) per il grande lavoro da lui svolto e per l’amicizia che ci lega. Solo quando ti tocca capisci il grande lavoro che sta dietro una presidenza di partito, ancora di più se piccolo, perché i mezzi a disposizione sono assai esigui.

  • Prima i nostri e la sua applicazioneGià durante la campagna di voto si erano percepiti i reali valori in campo. Da una parte l’UDC, con la Lega e alcuni parlamentari de I Verdi e del PLR, a ritenere che, a fronte di un grave problema nel mondo del lavoro, dove sempre più ticinesi vengono sostituiti per far posto a manodopera d’oltreconfine, bisogna proporre delle misure chiare, profilate e che antepongono gli interessi di chi vive sul territorio a chi viene dal resto del mondo. Poi i partiti di centro, PLR e PPD, che ora non possono più affermare che il problema del mondo del lavoro in Ticino non esiste, però continuano a impedire qualsiasi misura che permetta di risolvere, o perlomeno alleviare il problema.I detrattori di Prima i nostri sono molti, in modo particolare il PLR, il PPD e il suo nuovo e ruspante presidente, che non perde l’occasione per dire la sua su tutto e tutti, aspettando solo un passo falso per gioire degli eventuali insuccessi degli altri. Dovrebbe invece essere cosciente che un eventuale insuccesso non sarà dell’UDC, ma del popolo ticinese, che si aspetta delle soluzioni e non i soliti litigi da asilo.Di quello di cui sono sicuro è però il nostro impegno nel cercare ogni spiraglio, ogni mezzo possibile per dare delle soluzioni ai cittadini ticinesi! Un referendum che non sarebbe neppure stato necessario se i parlamentari del PPD – che hanno dichiarato di non gradire la legge di applicazione del 9 febbraio – avessero votato no.Certo che se per difendere la democrazia ci affidassimo al PPD o a Stojanovic, faremmo prima ad abbandonare ogni velleità di applicare le decisioni popolari!

 

Troppo facile, caro presidente Dadò, fare la parte del salvatore della democrazia, quando il tuo partito va in due direzioni differenti. Fate ordine in casa vostra, prima di accusarci di essere incoerenti solo per il fatto di avervi sbattuto in faccia la porta alla vostra richiesta di sostegno del referendum. Un referendum falso tanto quanto un prodotto cinese!

Il referendum sulla legge di applicazione del 9 febbraio lanciato dal PPD lo definisco una pagliacciata, perché ricorda le tre scimmiette, dove una si copre gli occhi per non vedere le responsabilità del PPD nell’approvazione della disastrosa legge proposta dallo strano binomio PLR e sinistra, – l’altra che si copre le orecchie per non sentire la voce e la volontà del popolo – e la terza, che dovrebbe stare zitta coprendosi la bocca, invece parla a sproposito proponendo il referendum dei cantoni quale soluzione per il ripristino della democrazia.

Ricordo ai nostri detrattori, che se anche solo il 50% di quanto previsto da “Prima i nostri” venisse applicato, sarebbe il 50% in più di quanto loro abbiano mai proposto!

La legge di applicazione del 9 febbraio varata dal Parlamento complica di parecchio le cose e non posso garantirvi che riusciremo ad attuare Prima i nostri al 100%.

Nel caso specifico di Prima i nostri, stanno alla porta e criticano chi lavora per trovare un’applicazione. Dal governo ci aspettavamo molto, perché per bocca del suo Presidente Beltraminelli, nel Consiglio di Stato avremmo avuto un partner convinto e proattivo nel trovare delle soluzioni per applicare l’iniziativa. L’unico ad essersi seriamente interessato e ad aver proposto alcune misure interessanti è Norman Gobbi, che non ha mai nascosto di condividere gli obiettivi di Prima i nostri. Dagli altri membri del governo, il nulla assoluto. Le parole del presidente Beltraminelli, ancora una volta, si sono rivelate affidabili come le promesse dei marinai.

Dall’altra parte la sinistra, che guai a parlare dei “nostri” e degli “altri”, perché è rozzo e razzista, come se loro pensassero prima a sfamare i figli del vicino di casa che i loro.

Sapevamo che l’approvazione dell’iniziativa ci avrebbe messi nell’occhio del ciclone. Non voglio ritornare sul fatto che alcuni politici ci avevano detto “proponete come volete applicarla e noi votiamo tutto quanto”, salvo poi negarci il tavolo di lavoro, ma vorrei spiegarvi a che punto siamo e le difficoltà che abbiamo riscontrato.

  • Il mercato del lavoro ticineseL’azienda ticinese e l’artigiano ticinese non si comportano cosi. Perché prima di pensare a fare soldi pensano a mandare avanti l’attività, a darle continuità, a mantenere i posti di lavoro e a onorare il nome dell’azienda. Noi abbiamo il coraggio di dirlo e lo ribadiamo ancora una volta: queste aziende dal Ticino possono pure andarsene!Il Ticino non può e non deve prostituirsi pur di avere 30’000 posti di lavoro in più, spesso e volentieri attribuiti esclusivamente a lavoratori frontalieri. 

 

Il Ticino deve scegliere cosa vuole fare da grande, promuovendo e sostenendo anche fiscalmente le aziende e gli artigiani seri, che si impegnano a preferire i residenti nelle loro assunzioni e penalizzando, invece, chi del Ticino ha ben poca considerazione.

Non si può fare come il PLR e le varie associazioni economiche che, nella maggior parte dei casi, si turano il naso di fronte alla possibilità di incassare qualche soldo di imposte.

A onor del vero, è corretto ribadire che non tutte le aziende italiane operano in modo sciagurato in Ticino. Ci sono per fortuna aziende serie e solide, ma é pur vero che nella maggior parte dei casi scandalo che sono venuti alla luce in questi ultimi anni – dove si pagano i dipendenti meno di 2’000 franchi al mese e pure in Euro, o che licenziano i ticinesi per assumere allo stesso costo due frontalieri – nella maggior parte sono italiane o gestite da manager italiani, che con la nostra cultura hanno ben poco a che fare.

Oggi l’economia ticinese va divisa tra aziende sane che hanno un occhio di riguardo per il territorio e per l’occupazione residente – che è la gran parte – e l’economia di speculazione, spesso importata dall’Italia, che ha come obiettivo di approfittarsi della situazione quadro migliore, assumendo solo personale frontaliere, infischiandosene delle esigenze del territorio, produrre traffico e infine, mangiare a sbafo finche ce n’è.

  • Gli obiettivi dell’UDC Ticino 

 

Il nostro partito ha certamente alcuni difetti, ma piaccia o no, è profilato, è coerente e combatte con tutte le forze su molti temi. In Ticino abbiamo alcune pietre miliari che vogliamo portare avanti quali:

  1. Mercato del lavoro e l’economia:
  • Applicazione dell’iniziativa Prima i nostri
  • Lancio dell’iniziativa a livello federale per l’abolizione della libera circolazione delle persone. Abbiamo rassicurazioni dal Presidente Rösti che entro fine estate dovrebbe partire la raccolta firme.
  • Rilancio “Progetto fiscale Ticino” per aiutare le aziende virtuose e per diminuire le imposte per il ceto medio, che è sempre più tartassato.

2. Conti pubblici:

  • Diminuire le uscite dello Stato, che sono vieppiù incontrollate. Con le manovre finanziarie di rientro si va a colpire in modo particolare il ceto medio, sempre più con tasse e balzelli. Le stime immobiliari sono solo un esempio.
  • Combattere aumenti di tasse e imposte ingiustificate e dare più potere al popolo nelle decisioni.

3. Lotta alla criminalità d’importazione:

  • La grande minaccia dell’occidente è l’Islam radicale. È d’obbligo per la nostra generazione e quelle future impedire un’islamizzazione della Svizzera e dell’Europa in generale.

4. Territorio, ambiente e traffico:

  • È un tema che a mio avviso è stato erroneamente lasciato un po’ in disparte dal nostro partito, ma voglio ricordare a noi tutti le origine dell’UDC, il partito agrario. Il partito dei contadini. Loro ci hanno insegnato ad avere rispetto del nostro territorio e dell’ambiente. A noi il compito di trovare il giusto equilibrio tra sviluppo economico e ambiente.

I temi sono molti e ve li sottoporremo in occasione dei comitati cantonali, che riprenderanno a cadenza regolare. L’ultimo comitato si è svolto a Losone, organizzato dalla sezione locale e accompagnato da una bella cena in allegria. Questo deve essere lo spirito del nostro partito, fare politica ma anche godersi il gruppo.

Invito le varie sezioni che hanno il piacere di organizzare nella loro regione i prossimi comitati ad annunciarvi al sottoscritto. Sarà l’occasione per coinvolgere amici, simpatizzanti del posto per avvicinarli all’UDC.

Care amiche e cari amici dell’UDC, in conclusione vi voglio ringraziare per il sostegno che mi dimostrate, grazie a voi il lavoro è più stimolante e sono certo riusciremo a far crescere il nostro partito.

Voglio infine ringraziare chi ha organizzato questo congresso e i media per la loro presenza.

In un articolo di lancio del congresso, La Regione evidenziava la crescita del nostro partito, citando “l’UDC nell’ultimo anno ha conquistato una certa visibilità e peso strategico”. Non so sia è vero, sono però sicuro della forza delle nostre idee e dell’impegno che mettiamo in campo.

Continuiamo così!

Grazie a voi tutti e forza UDC!

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