L’iniziativa UDC “contro l’immigrazione di massa”

Giu 25 • Dalla Svizzera • 5969 Visite • Nessun commento su L’iniziativa UDC “contro l’immigrazione di massa”

Da Palazzo federale
Intervento del nostro consigliere nazionale Pierre Rusconi

Non c’è un’unica ragione per votare quest’iniziativa, non ce ne sono 10, 100 o 1000: ce ne sono ben 56’000. 56’000 come il numero di frontalieri che ogni giorno varcano la frontiera dall’Italia per recarsi in Ticino a lavorare, non accontentandosi più di attività nel campo industriale o edilizio, come prima della libera circolazione, ma sostituendosi sempre più al personale indigeno. Come può quest’iniziativa contribuire a frenare questo fenomeno preoccupante? Facile: il terzo paragrafo, fortemente voluto dall’UDC ticinese, chiede esplicitamente che il nostro paese ritorni ad un sistema di tetti massimi e di contingenti annuali per gli stranieri che esercitano un’attività lucrativa in Svizzera. Questi contingenti e tetti massimi devono essere fissati in base agli interessi dell’economia elvetica, fermo restando il principio della preferenza in favore degli indigeni. Sono quindi assolutamente privi di senso i timori di chi paventa carenze di manodopera nel caso in cui la popolazione accettasse l’iniziativa!

È piuttosto vero il contrario. Come chiaramente indicato nell’argomentario dell’iniziativa, che i contrari non avranno nemmeno letto, nel caso fosse impossibile trovare personale sul mercato svizzero, le aziende potrebbero comunque cercarlo all’estero, come avveniva fino a una decina d’anni fa. E non mi sembra che all’epoca la Svizzera stesse male e che l’economia andasse a rotoli!

Le zone di confine (quali il Ticino) non sono più in grado di reggere questa invasione giornaliera che provoca ingorghi di traffico, dumping salariale e disoccupazione indigena. Questa iniziativa è un correttivo necessario per ridisegnare il mondo del lavoro ticinese.
Approvandola, il nostro paese ritornerebbe a controllare l’immigrazione e il frontalierato come faceva in passato, in base alle proprie esigenze e disponibilità, e non in base ad accordi internazionali che fanno solo ed esclusivamente gli interessi dei paesi dell’Unione europea, libera circolazione su tutti! Ben venga dunque l’iniziativa e ben venga in caso di accettazione la rinegoziazione degli accordi internazionali con cui essa entra in collisione.

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