L’iniziativa per l’insegnamento della civica non sarà ritirata

Giu 30 • Dal Cantone, Prima Pagina • 477 Views • Commenti disabilitati su L’iniziativa per l’insegnamento della civica non sarà ritirata

Alberto Siccardi, Primo firmatario dell’iniziativa popolare
“Educhiamo i giovani alla cittadinanza (diritti e doveri)”

Il primo firmatario, Alberto Siccardi, ha diffuso – d’intesa con i promotori – il seguente comunicato

Dopo molte riflessioni sulla opportunità di ritirare o no l’iniziativa popolare per l’insegnamento della civica nelle scuole ticinesi, e dopo aver ascoltato il parere dei promotori al proposito, sono giunto alla seguente decisione di cui mi assumo la responsabilità.

Non ritiriamo l’iniziativa e andremo al voto popolare.

Ecco le motivazioni:

  1. Il testo della legge votata in Gran Consiglio il 29 maggio scorso corrisponde in effetti al rapporto della Commissione scolastica, è stato accettato dai promotori come il miglior compromesso possibile, ma non corrisponde al testo dell’iniziativa popolare, per il quale oltre diecimila ticinesi quattro anni fa hanno dato la loro firma e che prevedeva la creazione di ore separate di civica anche nelle scuole superiori e non solo nelle medie. Essi hanno quindi il diritto di accettare o no col loro voto questa legge che non corrisponde al testo dell’iniziativa popolare, e noi promotori abbiamo il dovere di dare loro questa possibilità.
  2. Raccomandiamo quindi di votare, fra pochi mesi, a favore del testo di legge votato dal Gran Consiglio, in quanto miglior compromesso possibile.
  3. La battaglia per ottenere questa modifica alla legge sulla scuola, anche se parziale, è durata ben quattro anni. Essa è quindi costata tempo e denaro e i promotori intendono chiedere al popolo, con questa votazione, anche il consenso a portare a termine il compito loro affidato dai firmatari, e cioè quello di fare il possibile perché la Civica sia veramente insegnata, evitando il ripetersi di quanto successo nel 2001, quando i Giovani Liberali la ritirarono ma poi la Civica non fu comunque insegnata, contrariamente alle intese coi promotori. Quindi, per chi un domani volesse ostacolare l’applicazione dell’iniziativa, sarà molto più difficile farlo schierandosi anche contro la maggioranza della popolazione, oltre che solo contro la volontà del Gran Consiglio.
  4. Questa lunga opposizione fa pensare che una parte degli insegnanti non voglia insegnare la Civica nei termini della nostra iniziativa popolare. Noi chiediamo ai Ticinesi di dire che loro, invece, lo vogliono.
  5. Una parte del corpo insegnante ha minacciato il referendum. Votando la nostra iniziativa popolare si dà un chiaro segnale della volontà popolare a che essa sia rispettata.
  6. Al fine di evitare spese troppo alte per la votazione, chiediamo espressamente che essa venga associata ad altre votazioni, come previsto, del resto, dalla Legge cantonale sull’esercizio dei diritti politici all’art. 18, cpv. 4.Con perfetta stima verso i cittadini ticinesi.

 

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