L’iniziativa “per la bici” apre le porte a nuove esigenze e spese, senza apportare un reale vantaggio

Lug 27 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 91 Views • Commenti disabilitati su L’iniziativa “per la bici” apre le porte a nuove esigenze e spese, senza apportare un reale vantaggio

Editoriale di Manfred Bühler, consigliere nazionale, Cortébert (BE)

Il prossimo 23 settembre, il popolo e i cantoni voteranno su un progetto che ancora le biciclette nella Costituzione federale. All’origine di questo progetto c’è la cosiddetta “iniziativa per la bici” che è stata ritirata a vantaggio di un controprogetto diretto.

L’amministrazione federale si gonfierà ancora di più

Approvato dalla maggioranza del parlamento, il controprogetto iscrive una nuova competenza della Confederazione nella Costituzione federale (art. 88), sull’esempio della norma sui sentieri pedestri. Finora, le piste ciclabili erano per principio competenza dei cantoni e dei comuni. Come se la Confederazione non avesse già abbastanza compiti e oneri, ecco che d’ora in avanti dovrà pure occuparsi delle piste ciclabili.

In futuro, la Confederazione dovrà infatti tener conto, nelle sue attività, delle piste ciclabili, regolamentarne i princìpi e potrà sostenere finanziariamente delle misure. In altre parole, questo articolo costituzionale sulle biciclette servirà da pretesto per imporre alla Confederazione degli oneri finanziari di cui è difficile misurare l’ampiezza.

Pompare ancora più sodi nella cassa federale?

Tanto i comuni quanto i cantoni sono sotto pressione e devono fissare delle priorità per i loro investimenti. Il nuovo articolo costituzionale li inciterà per forza di cose a far capo alla Confederazione. Bisogna ricordare poi, che le piste ciclabili costano molto di più care dei sentieri pedestri, sia per la loro costruzione sia per la manutenzione. In un’epoca in cui l’AVS esige un risanamento finanziario urgente, nella quale gli oneri sociali e i costi dell’asilo stanno esplodendo. e in cui le infrastrutture ferroviarie e stradali richiedono senza tregua crescenti investimenti, la Confederazione non ha semplicemente i mezzi per assumersi questo nuovo compito. L’UDC respinge perciò questo nuovo articolo costituzionale.

Le piste ciclabili devono rimanere di competenza dei cantoni e dei comuni

La raccomandazione di respingere questo nuovo articolo costituzionale non deve essere interpretata come un’opposizione alla bicicletta. Il suo scopo è invece quello di vegliare su una ripartizione ragionevole delle competenze. I comuni e i cantoni sono i più idonei a conoscere i bisogni della popolazione e sono quindi molto meglio in grado di realizzare delle buone soluzioni sul posto. Inoltre, i comuni sono sensibilmente più economi della Confederazione spendendo il denaro dei contribuenti, perché il controllo delle cittadine e dei cittadini è più diretto. Il che significa che i costi delle piste ciclabili rimarranno sotto controllo e che si troveranno delle soluzioni per estendere la rete di vie ciclabili al prezzo più vantaggioso.

 

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