L’iniziativa della vergogna

Gen 25 • L'editoriale, Prima Pagina • 1854 Visite • Commenti disabilitati su L’iniziativa della vergogna

Eros N. Mellini

Eros N. Mellini

Sì, della vergogna! Ma non perché, come certuni affermano, sia una vergogna averla lanciata o sia vergognoso l’obiettivo che si prefigge di raggiungere, bensì perché è un vero e proprio oltraggio alla democrazia diretta e all’intero popolo svizzero che si sia dovuta lanciare un’iniziativa per far sì che, dopo oltre cinque anni di tentennamenti, si metta finalmente in atto un’iniziativa già accettata in votazione popolare. Da parte della Berna federale un vero atto di spregio e d’insubordinazione al volere del sovrano che – e deputati e ministri (ma anche i giudici del Tribunale federale) farebbero bene a ricordarlo – nel nostro paese è e deve rimanere il popolo.

 

L’arroganza di Consiglio federale e Parlamento e il loro asservimento all’UE

Va ricordato che la prima iniziativa per l’espulsione degli stranieri criminali fu accettata dal 52,93% del popolo (in Ticino 61,3%) e da 17,5 cantoni, mentre che il controprogetto di Consiglio federale e Parlamento, – il quale rifletteva il progetto di legge proposto oggi che toglie l’automatismo dell’espulsione a espiazione della pena – fu respinto dal 52,6% della popolazione (Ticino 55%). Non c’è quindi da sorprendersi se la legge d’applicazione varata recentemente dal Parlamento non ha ottenuto l’effetto sperato di far ritirare l’iniziativa d’attuazione da parte dell’UDC. Un SÌ a questa nuova iniziativa per l’attuazione iscriverà nella Costituzione tutto il dettaglio dei crimini per i quali si applicherà l’espulsione, togliendo così quel margine d’apprezzamento che i giudici hanno finora dimostrato di usare (o meglio, abusare) pur di non obbligare i delinquenti a lasciare il paese.

Ma perché questa ostilità, da parte della Berna federale, all’applicazione di una misura tanto logica quanto salutare per la nostra sicurezza, a parte, ovviamente, il fatto che la paternità di ambedue le iniziative è dell’UDC?

Come al solito ci si appella al diritto internazionale, all’accordo di libera circolazione delle persone, al non rispetto del principio di proporzionalità, addirittura a una presunta incostituzionalità dell’iniziativa. Una serie di allucinanti baggianate, camuffate sotto un alone di pseudo-serietà che ne rende ancora più patetica l’evocazione.

 

La nostra Costituzione è subordinata solo al diritto internazionale COGENTE

Ossia quella parte del diritto internazionale che riguarda princìpi fondamentali, peraltro già ripresi anche dalla nostra Costituzione, quali il divieto della tortura, il divieto della guerra d’aggressione, della schiavitù, del genocidio, eccetera. E l’espulsione dal paese di stranieri criminali non lede alcuno di questi princìpi.

 

L’iniziativa lede l’accordo di libera circolazione con l’UE? Evviva, finalmente!

Primo, l’accordo di libera circolazione ha lo scopo di permettere il libero passaggio delle persone oneste, non dei criminali: a quelli pensa già lo sciagurato accordo di Schengen. Il fatto che la libera circolazione permetta l’accesso ai delinquenti – e opponendosi all’iniziativa per l’attuazione il 28 febbraio si dimostra voler andare in questa direzione – è un’ulteriore dimostrazione dell’assoluta opportunità dell’iniziativa contro l’immigrazione di massa. Con quella – e il relativo ripristino dei controlli alle frontiere – si agirà in termini preventivi, con l’iniziativa per l’attuazione in votazione il 28 febbraio si toglierà dalla circolazione chi, eludendo le misure preventive, sarà riuscito comunque a entrare in Svizzera per perpetrarvi dei reati gravi.

 

Il principio della proporzionalità, un alibi per il sistematico annacquamento delle pene

Il principio della proporzionalità è servito negli ultimi decenni unicamente a diluire la severità delle pene. Non volendo contrastare questo principio, la prassi in uso presso i tribunali (non è una mia illazione, bensì mi è stato riferito da un ex-giudice del Tribunale federale) è quella di possibilmente non comminare una pena superiore alle ultime applicate per un reato analogo, al fine di evitare ricorsi e/o smentite in seconda o terza istanza. Risultato: delle pene che sempre più, almeno agli occhi del profano e soprattutto delle vittime, appaiono troppo miti o comunque inadeguate alla gravità del delitto. Proseguendo con questa tendenza, in un prossimo futuro al delinquente non si comminerà più una pena, gli si darà un premio!

Scherzi a parte, questa obiezione non sta in piedi. Il principio di proporzionalità è stabilito nel codice penale, che rimane uguale per tutti. Per uguale delitto, uguale pena, indipendentemente dal fatto che il condannato sia svizzero o straniero. Quello che l’iniziativa aggiunge è in effetti una misura amministrativa che, ovviamente non può che applicarsi agli stranieri. Sarebbe bello poter espellere anche i criminali svizzeri ma, purtroppo, non possiamo. Sono nostri e ce li dobbiamo tenere, proprio come pretendiamo che i paesi esteri si prendano o si riprendano i loro. Se in auto commetti un reato grave, ti revocano la patente. Non è una sentenza penale – quella è decisa dai giudici sulla base della gravità del reato, delle vittime causate, eccetera – è una misura amministrativa applicata d’ufficio, a maggior ragione nei casi di reato penale, ma anche se non finisci davanti al procuratore pubblico.

Nei casi contemplati dall’iniziativa, è proprio lasciando margine di apprezzamento ai giudici nell’applicazione della misura in questione che oggi sono di più le eccezioni dei casi concreti. Negli ultimi anni, lasciando questa competenza ai giudici, si sono espulsi in media annuale ca. 500 delinquenti, contro i potenziali 16’000 che l’iniziativa imporrebbe di allontanare. Questa è mancanza di proporzionalità!

 

Come può essere incostituzionale un’iniziativa che modifica la Costituzione?

Una proposta di legge, essendo subordinata alla Costituzione, può essere contraria ai princìpi statuiti da quest’ultima e dichiarata incostituzionale. Ma un articolo che modifichi la Costituzione, non può essere in contrasto con la stessa dal momento che, se accettato, o annulla il precedente articolo in contrasto, oppure rende inapplicabile il principio nel caso del nuovo articolo che, essendo posteriore, prevale sul precedente.

 

Esempi stupidi e tendenziosi

In mancanza di elementi validi, gli oppositori all’iniziativa portano esempi che non stanno né in cielo né in terra per dimostrare che la proposta non è altro che un ennesimo atto, più isterico del solito, di razzismo e xenofobia gratuita. Si viene così a dire che, praticamente, il ladruncolo preso per la seconda volta nell’atto di rubare una mela, verrebbe automaticamente espulso perché recidivo. Assurdo. L’iniziativa elenca esattamente i reati che prevedono l’espulsione immediata dopo espiazione della pena – e si tratta di omicidio, lesioni gravi, effrazione, tratta di esseri umani, violenza carnale, eccetera – e quelli la cui espulsione è decretata in caso di recidività – lesioni semplici, violazione di domicilio, appropriazione indebita qualificata, atti sessuali con fanciulli, incendio, eccetera – e in nessuno dei due capitoli sono contemplati dei cosiddetti reati-bagattella.

 

La logica di questa iniziativa è inoppugnabile

Facciamo un esempio al contrario. Per ottenere il permesso di residenza bisogna rispettare alcuni presupposti, fra cui una fedina penale pulita (anche se spesso e volentieri il Tribunale federale sorvola su questo punto nelle sue sentenze). Orbene, se sei un criminale non Ti concedo il permesso di risiedere in Svizzera, ma basta che delinqui DOPO averlo ottenuto che puoi rimanere in Svizzera vita natural durante. Vi sembra logico?

NO, decisamente NO! Logico è invece votare SÌ, il prossimo 28 febbraio, all’iniziativa UDC per l’attuazione.

 

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