L‘Europa nel mirino dei terroristi

Apr 3 • L'opinione, Prima Pagina • 711 Views • Commenti disabilitati su L‘Europa nel mirino dei terroristi

Urs von der Crone Presidente ds-SVP Tessin

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Negli scorsi giorni, gli attentati all’aeroporto e nella metropolitana di Bruxelles hanno suscitato orrore e paura, e non solo in Belgio. I terroristi hanno così raggiunto il loro obiettivo. Essi colpiscono in luoghi pubblici dove si sofferma un gran numero di persone. Scopo primario, provocare un’insicurezza generalizzata. I resoconti mediatici contribuiscono poi a diffondere un clima di paura. Le vittime sono persone totalmente estranee che si trovano in quel posto per caso. Gli attentati sono difficilmente prevedibili. L’attentatore agisce completamente di sorpresa e nessuno ha la possibilità di guardarlo negli occhi. Ciò che ai nostri occhi è tuttavia inspiegabile, è che l’autore stesso rimane vittima dell’attentato nel quale anche lui perde la vita. 

 

Il ricordo va ai tempi in cui in Europa e in America si ebbe un crescendo di atti terroristici: per molto tempo gli attentatori palestinesi attirarono su di sé l’attenzione con dirottamenti aerei. Ai giochi olimpici del 1972 si ebbe una presa d’ostaggi a Monaco, ne furono vittime 11 atleti israeliani. Sempre negli anni ’70, ci furono in Germania gli atti terroristici della Rote Armee Fraktion (RAF) e in Italia da parte delle Brigate rosse. Un attentato di una gravità mai vista prima ci fu nel 2001, con l’attacco alle torri gemelle del WTC e al Pentagono negli USA. E in questi giorni, si comincia a parlare di piani d’attacco anche contro delle centrali nucleari.

 

Probabilmente stiamo andando incontro relativamente impotenti a nuovi futuri attentati. La prevenzione tramite il lavoro d’intelligence della polizia, mediante controlli rafforzati alle frontiere e il potenziamento della sorveglianza della popolazione straniera all’interno del paese, può senz’altro sventare qualche piano criminoso in tal senso. Un rimprovero è però da rivolgere alla politica occidentale: i terroristi provengono per la maggior parte da paesi divenuti instabili a seguito degli attacchi delle potenze occidentali. In Iraq sono intervenuti gli Americani e, con l’eliminazione di Saddam Hussein, hanno fatto cadere un sistema sì dittatoriale, ma che funzionava. Le conseguenze le stiamo ora vivendo in Europa e in America, e dobbiamo porci la domanda: è stato giusto che l’America abbia voluto a suo tempo trasformare l’Iraq sul suo modello? Non possiamo misurare con il nostro metro la politica interna di altri Stati. Quella che da noi è la giusta forma di Stato, non deve per forza esserlo anche in un paese arabo. Sarebbe opportuna un po’ meno smania missionaria. Sono numerose le regioni – Libia, Palestina e altre ancora – nelle quali la politica occidentale ha interferito e che oggi forniscono un gran numero di terroristi.  

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