Lettera dei delegati di UDC Svizzera alla consigliera federale Simonetta Sommaruga

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Durante l’assemblea nazionale di sabato 4 luglio 2015, i delegati di UDC Svizzera hanno firmato all’unanimità (oltre 500 firme) una lettera indirizzata alla consigliera federale Simonetta Sommaruga, presidente della Confederazione e capo del Dipartimento federale di giustizia e polizia. Qui di seguito, il testo (soggetto a eventuali piccole modifiche redazionali) della lettera:

 

Non-applicazione dell’articolo costituzionale sulla limitazione dell’immigrazione: inquietudini e lista di rivendicazioni

 

Signora presidente della Confederazione,

 

 

noi, i delegati di UDC Svizzera, abbiamo discusso in occasione della nostra assemblea del 4 luglio 2015 il persistente problema dell’immigrazione di massa e abbiamo deciso d’indirizzarle un messaggio in questa forma. Siamo profondamente preoccupati di fronte all’atteggiamento del Consiglio federale in generale e suo in particolare. Il Consiglio federale sta giocando con carte truccate. In occasione del dibattito parlamentare sull’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”, come pure durante la campagna di voto, avete più volte affermato che l’accettazione dell’iniziativa “invaliderebbe il principio della libera circolazione delle persone”1 Avete dichiarato al Consiglio degli Stati quanto segue:

 

“Questa iniziativa non è un adeguamento di poco conto del sistema attuale con l’idea che “basta negoziare un po’ con l’UE per mettere a posto le cose”. Questa iniziativa esige un cambiamento del sistema. Essa vuole tornare al sistema di contingentamento. Non si tratta di un ritocco di poco conto del sistema attuale, bensì è la fine della libera circolazione delle persone e un ritorno al sistema di contingentamento.”2

 

È quindi con perfetta conoscenza di queste conseguenze che la maggioranza della popolazione svizzera ha detto SÌ il 9 febbraio 2014 all’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa”. Le Svizzere e gli Svizzeri sono preoccupati di fronte a un’immigrazione smisurata, come pure a un’immigrazione clandestina. E cosa fa lei per rassicurarli? Che cosa fa il Consiglio federale? Niente. Vi sottomettete al diktat dell’UE. Siete già pronti ad abbandonare la sovranità della Svizzera. Rifiutate di sottoporre le cittadine e i cittadini UE alla nuova norma costituzionale. Peggio, il Consiglio federale vuole condurre la Svizzera nell’UE tramite un accordo-quadro istituzionale che imporrebbe alla Svizzera la ripresa dinamica, quindi obbligatoria, del diritto UE e che la subordinerebbe alla Corte di giustizia dell’UE.

 

Voi e i responsabili da voi assunti, avete pure fallito nella politica d’asilo. Dei migranti economici, immigranti clandestini e altri delinquenti prendono per il naso le autorità svizzere, provocando costi di miliardi di franchi a carico dei contribuenti e minacciando la sicurezza del nostro paese. La proporzione di richiedenti l’asilo che ricevono il diritto di rimanere in Svizzera (rifugiati riconosciuti e persone ammesse provvisoriamente) è passata da circa il 15% a oltre il 60%. Avete perfino rinunciato a esigere dall’UE il rispetto degli accordi di Schengen/Dublino, lasciandovi in compenso coinvolgere nella non-applicazione di questi trattati e nell’accoglienza di ancora più migranti economici a danno della Svizzera.

 

Noi vi invitiamo a frequentare la popolazione, ad ascoltare le sue preoccupazioni per l’avvenire della nostra gioventù, per le nostre istituzioni sociali, per la salvaguardia dell’impiego. Non sono abbastanza qualche sorriso cordiale e qualche bella parola di fronte alle telecamere. È arrivata l’ora di agire. Per far questo abbiamo bisogno di personalità forti in Consiglio federale.

 

Ecco le nostre richieste:

 

  • le frontiere svizzere devono di nuovo essere controllate in maniera autonoma e i clandestini devono immediatamente essere respinti;
  • una moratoria di almeno un anno deve essere imposta nel settore dell’asilo e dei centri chiusi devono essere creati per i richiedenti criminali:
  • la legislazione sull’asilo deve finalmente essere applicata a livello federale e cantonale, e i richiedenti respinti devono essere immediatamente espulsi;
  • l’immigrazione in Svizzera deve essere controllata mediante contingenti e preferenza nazionale. Essa deve essere massicciamente abbassata rispetto a oggi. Un’immigrazione netta di 80’000 persone l’anno (probabilmente 100’000 nel 2015) non è tollerabile e a lungo termine rovinerà la Svizzera;
  • gli incentivi controproducenti e il potenziale d’abuso dell’attuale regolamentazione devono essere corretti (in particolare con la riduzione dell’accesso allo Stato sociale e del ricongiungimento familiare);
  • l’immigrazione deve essere gestita per priorità e in modo mirato secondo le necessità del mercato del lavoro. Non è accettabile che più del 50% dell’immigrazione nella popolazione residente non sia vincolato all’esercizio di un’attività lucrativa.

     

    Signora presidente della Confederazione, lei stessa e il collegio governativo dovete agire prima che le tensioni sociali aumentino ancora, in particolare in vista delle crescenti difficoltà economiche dei prossimi anni.

     

    Distinti saluti,

     

    I delegati di UDC Svizzera

 

 

1 Vedi spiegazioni del Consiglio federale concernenti la votazione popolare del 9 febbraio 2014, p. 36.

2 Verbale del Consiglio degli Stati – sessione 2013 – ottava sessione – 19.09.13-08h15, p. 20.

 

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