L‘ETH assume un rifugiato quale professore

Apr 20 • L'opinione, Prima Pagina • 266 Views • Commenti disabilitati su L‘ETH assume un rifugiato quale professore

«Prima di essere ingegneri, imparate a essere uomini». Francesco De Sanctis, Docente all’ETH di Zurigo.

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Esattamente 200 anni fa nacque a Morra, nella regione Campania (nel collinoso entroterra di Napoli): Francesco De Sanctis. A Napoli studiò, divenne insegnante e già a 21 anni aprì una sua propria scuola. Con degli amici di pensiero liberale, partecipò nel maggio del 1848 alla rivoluzione. La conseguenza di ciò fu una detenzione di diversi mesi nel famoso Castel dell’Ovo di Napoli (durante il quale, fra l’altro, tradusse in italiano il “Faust” di Goethe) e il divieto d’insegnare. Nel 1853 infine, fu esiliato in America. Con una fuga a Torino riuscì tuttavia a evitare questo destino. Il Piemonte era già a quel tempo meta di rifugio per molti perseguitati politici. Qui lo scoprì l’ETH di Zurigo e gli offrì una cattedra per il periodo dal 1856 al 1860. Per lo scrittore e il critico letterario De Sanctis quelli passati a Zurigo furono sicuramente gli anni più fruttuosi. Accanto alla sua attività di docente, allacciò molti contatti importanti e si creò i presupposti per una futura attività di successo quale docente, politico e ministro della formazione nell’Italia unita.

Dopo l’unità d’Italia fu uno dei primi a tornare di nuovo in Campania. Lì, De Sanctis riuscì a legare in modo originale politica e letteratura. In occasione della sua rielezione nel 1875, visitò durante la campagna elettorale i villaggi e le città della sua natia Irpinia (un territorio divenuto purtroppo famoso il secolo scorso per un tragico terremoto). I frutti della tournée non furono soltanto una brillante rielezione, ma anche un’opera letteraria dal titolo “Un viaggio elettorale”, che rimane ancora oggi una testimonianza unica del territorio e della gente di questa regione italiana nel 19° secolo. De Sanctis si mostrò sempre riconoscente verso la Svizzera che, in anni difficili, gli garantì ospitalità e gli diede la possibilità di lavorare, per poi tornare in patria diventandovi di nuovo attivo politicamente e letterariamente.

 

 

 

 

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