“L’erba voglio” non cresce nemmeno nel giardino dei verdi!

Mar 7 • L'opinione, Prima Pagina • 899 Visite • Commenti disabilitati su “L’erba voglio” non cresce nemmeno nel giardino dei verdi!

Drake

In questo Paese delle meraviglie le grane si vanno a cercare con il classico lanternino. Abbiamo (?) una classe politica che da tempo immemorabile ha rinunciato a battersi, a far valere l’orgoglio che, per natura, è peculiare agli uomini liberi! A questo tipo di libertà si predilige quella con la “condizionale”, che ci viene concessa solo e se ci si inchina al volere dei potenti. Per citarne alcuni: UE e USA. Allo schioccare delle dita da parte di Bruxelles e di Washington, si china il capo e si obbedisce pedissequamente. Come se ciò non bastasse, grazie a un “colpo di Stato” ordito scientemente, possiamo vantarci di contare su una CF che ha contribuito e sta contribuendo tuttora alla disintegrazione della nostra piazza finanziaria. Alcune potenze – la cui influenza su certe isole esotiche è nota –  ringraziano per i dirottamenti di capitali che stanno salassando le nostre banche e per la gioia che stiamo procurando a repubbliche o Stati bananieri ! Da quelle parti tutto si svolge alla luce del Sole, come no!

La nostra ingenuità è a dir poco disarmante: infatti abbiamo sottoscritto un “pacco” di accordi bilaterali avvelenato, un boomerang che può essere evitato solo usando missili per abbatterlo prima che vada a bersaglio. Ci si viene a dire che non si possono modificare – se la contingenza lo esige – gli accordi presi, altrimenti sono guai, lacrime e sangue per tutti.

La strategia del terrore funziona sempre, soprattutto quando non si hanno gli attributi per contrastarla. Questa tattica spinge poi i codardi alla resa incondizionata: consegnarci al nemico affinché ci risparmi la vita !

In pratica è ciò che vogliono i Verdi: l’adesione della Svizzera all’UE. Intendiamoci, quando diciamo “Verdi”, dobbiamo sempre pensare alla polpa del cocomero che, notoriamente, verde non è! Intanto, così per rinfrescare la memoria, rammentiamo che un conto è volere un altro è potere!

Sempre a proposito d’ingenuità (o stupidità ?), i Verdi sono convinti che se aderissimo all’ammucchiata, i nostri “problemi” finirebbero. “Si potrebbero influenzare” – sostengono – “le decisioni dell’UE, rafforzando nel contempo i diritti democratici”. Fateci capire! Nel mese di febbraio dello scorso anno, abbiamo espresso un voto che ha dato adito a non poche, quanto inopportune critiche. Lo abbiamo fatto onorando ciò che molti c’invidiano, la democrazia diretta che, a quanto ci consta, si legge e si sente, non è disciplina praticata dalle parti dove ci si vorrebbe accasare; forse sarebbe più corretto dire sottometterci! Dubitiamo assai che la Svizzera – anche nella sciagurata ipotesi che dovesse far parte dell’UE – possa poter “influenzare” le decisioni prese sulla riva della Senne! Il due di picche è assicurato!

A meno di non essere completamente “strafatti”, con il cervello in pappa, adesso, forse si capirà perché quella famosa “letterina” giace ancora nei segreti cassetti del CF. Una “dichiarazione d’amore” nei confronti dell’UE inconfessata, ma sempre con la speranza, mai sopita, di poterla inviare a colei, della quale ci si è invaghiti.

Noi non siamo fra quelli. Siamo dell’opinione che l’Europa, così come la conosciamo, non sia l’ideale anima gemella. Diciamo che il suo comportamento ci ricorda quello di certe cortigiane del passato, infedeli per natura, disposte a saltare da un letto all’altro pur di raggiungere i loro non sempre nobili  scopi.

“L’erba voglio”, vegetale assai particolare, non cresce dappertutto; necessità di un clima particolare. Le condizioni climatiche del momento non sono di certo favorevoli alla crescita: i “pollici verdi” della politica” se ne facciano una ragione !

 

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