Legge sul CO2: la menzogna dei 40 franchi

Dic 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 197 Visite • Commenti disabilitati su Legge sul CO2: la menzogna dei 40 franchi

Il Consiglio federale ha approvato oggi la revisione totale della legge sul CO2. L’UDC aveva già criticato, in occasione della procedura di consultazione, questo progetto ostile all’economia e ai cittadini, e l’aveva respinto qualificandolo inadeguato. Il costo di 40 franchi annui per famiglia annunciato per la svolta energetica, era una pura e semplice menzogna, come conferma il messaggio pubblicato oggi dal governo.   Una volta di più, la popolazione e le imprese dovranno sopportare le conseguenze dei sogni utopici della consigliera federale PPD. Questa vuole più che raddoppiare la tassa sul CO2 portandola dagli attuali 22 centesimi/litro d’olio di riscaldamento a 52,5 centesimi al massimo. Inoltre, vuole imporre diverse misure coercitive, come il divieto dei riscaldamenti a olio se i valori limite nel settore edilizio non sono rispettati. Il fatto che il governo mantenga la regolamentazione rigida delle misure di riduzione (30% di compensazione in Svizzera, 20% di compensazione all’estero) conferma che poco o nulla è cambiato rispetto al testo messo in consultazione. In ogni caso, il progetto non è stato in alcun modo migliorato.

La destinazione parzialmente vincolata del canone CO2 – o meglio dell’imposta sul CO2 – per un importo di 450 milioni di franchi l’anno dovrebbe giungere a scadenza nel 2025. Ciò sembrerebbe positivo, a prima vista, ma non bisogna lasciarsi illudere: se i valori limite non sono rispettati entro quella data, la Confederazione si riserva di adottare delle misure coercitive (in particolare il divieto dei riscaldamenti a gasolio; vedi sopra), che imporranno dei massicci costi supplementari. Il sogno di una casa o di un appartamento in proprietà rimarrà tale per la maggior parte della gente.

Riepilogando, si constata che il Consiglio federale sotto la guida della signora Leuthard non tiene in alcun conto le necessità dell’industria e compromette gravemente la competitività dell’economia svizzera, moltiplicando le prescrizioni e i controlli. Lo scorso maggio, durante la campagna di voto, la ministra dell’energia aveva chiaramente affermato che ogni famiglia non avrebbe pagato più di 40 franchi annui per la svolta energetica e per la trasformazione dell’approvvigionamento energetico della Svizzera. Una menzogna, come si evince oggi dalla lettura del messaggio concernente la legge sul CO2. Come spesso succede, la verità finisce comunque per venire a galla. L’UDC l’aveva predetto durante la campagna di voto.

L’UDC rifiuta di partecipare a questo triste gioco a spese della popolazione e dell’economia svizzere. Essa combatterà con determinazione la legge sul CO2, sia nelle commissioni sia in Parlamento.

 

Berna, 1° dicembre 2017

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