Legge federale sulle attività informative

Ago 26 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 582 Views • Commenti disabilitati su Legge federale sulle attività informative

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Assemblea dei delegati nazionali UDC a Wettingen del 20.08.2016 – Discorso di Guy Parmelin, Consigliere federale

 

La Legge sulle attività informative è sottoposta al voto popolare il prossimo 25 settembre. Come capo delle attività informative della Confederazione, vi invito a votare un convinto SÌ, e ve ne spiego il perché.

 

Il mondo attuale è in crisi. La minaccia, in particolare quella terroristica, è diventata più complessa, mutevole. Nel solo mese di luglio 2016 in Europa, la Francia e la Germania sono state colpite da orrendi attentati. La guerra continua senza tregua in Siria, favorendo l’afflusso di migliaia di rifugiati in Europa, mentre che gli attentati omicidi si stanno moltiplicando in Iraq, in Asia o in Africa. Anche i “cyber-attacchi” sono cresciuti in ampiezza e non risparmiano il nostro paese.  Una grande impresa d’armamenti svizzera è stata così oggetto negli ultimi mesi di attacchi mirati e professionali.

 

In questo contesto agitato, abbiamo più che mai bisogno di un servizio d’informazione performante. Come strumento di politica di sicurezza, in collaborazione con la polizia e con l’esercito, il servizio d’informazione ha il compito di identificare e prevenire le minacce alla sicurezza del nostro paese. Esso deve poter allarmare tempestivamente le autorità, permettendo loro di adottare tutte le misure volte a garantire l’indipendenza, la sicurezza e la sovranità del paese.

 

Il Servizio delle attività informative necessita di mezzi moderni, affinché possa adempiere il suo compito di salvaguardia della sicurezza del nostro paese. Oggi, il SIC può raccogliere sul suolo nazionale solo informazioni generali o accessibili al pubblico o che sono già disponibili presso altre autorità. Considerando le forme di minaccia vieppiù complesse, il SIC non può quindi più adempiere i suoi compiti in misura sufficiente.  

 

Con la nuova Legge sulle attività informative, saranno permesse nuove misure per l’acquisizione di informazioni sul suolo nazionale. Il Servizio delle attività informative potrà così, a ben precise condizioni, sorvegliare gli invii postali, il traffico telefonico e le attività Internet di singole persone, impiegare dispositivi di localizzazione e di sorveglianza, inserirsi nelle reti informatiche, come pure perquisire spazi, veicoli e bagagli.  

 

Le nuove misure non mirano al cittadino incensurato, bensì solo a singoli casi in situazioni di minaccia particolarmente grave. Per questo si stabilisce chiaramente che vogliamo un controllo severo, stretto ed efficiente da parte degli organi politici di sorveglianza.

 

La procedura d’autorizzazione per l’adozione di tali misure è regolata dettagliatamente e in modo straordinariamente severo nella Legge sulle attività informative. È prevista una procedura in tre fasi. Dapprima, la misura desiderata deve essere sottoposta al Tribunale federale amministrativo per l’approvazione dal punto di vista legale. Solo quando questa autorizzazione è accordata, la misura sarà sottoposta alla verifica politica. Dovrò poi consultare i miei due colleghi, i capi del DFAE e quello del DFGP, prima di poter dare luce verde all’adozione della misura. Senza il consenso legale da parte del tribunale e una verifica politica, non ci sarà adottata alcuna misura sottoposta ad autorizzazione.

 

Questo sistema d’autorizzazione a tre livelli permette di garantire la proporzionalità e assicura un giusto equilibrio fra il nostro bisogno di sicurezza e le nostre legittime aspirazioni alla libertà individuale e al rispetto della nostra privacy.

 

Avrete forse latto qua e là che la nuova legge aprirebbe la porta a una sorveglianza generalizzata dei cittadini o che addirittura metterebbe in questione la neutralità della Svizzera. Niente di tutto ciò. Un’autorizzazione a intercettare delle comunicazioni telefoniche o E-Mail, sarà accordata unicamente in casi concreti per i quali la necessità della misura sia stata provata. Le persone toccate da queste misure di ricerca dovranno essere specificate, come pure l’indicazione dello scopo preciso della misura. Solo a queste condizioni il Tribunale federale amministrativo darà il suo accordo, e ciò è l’esatto contrario di una ricerca “a tappeto”. Voi qui, come la stragrande maggioranza degli Svizzeri che non ha nulla da rimproverarsi, non sarete mai oggetto di tali misure.

 

Per quanto concerne la neutralità, la nuova legge garantisce l’applicazione di questo principio, addirittura la rafforzerà. La nuova legge permetterà al Servizio delle attività informative di cooperare con dei servizi stranieri e di scambiare informazioni con loro. Il che non farà che continuare una prassi attuale e costante. Quando il nostro paese e i suoi partner hanno degli interessi comuni, ciò che è sicuramente il caso per la lotta contro i terroristi e i turisti d’ispirazione jihadista, va da sé che s’imponga di comunicare tutte le informazioni atte a prevenire degli attentati. Ciò deve avvenire fra partner paritari, sovrani e indipendenti. Con i nuovi strumenti a disposizione, il Servizio delle attività informative potrà ancor meglio far valere gli interessi della Svizzera e dipenderà meno dalle informazioni che oggi possono procurargli solo altri Stati.

 

Nel settore dei cyber-attacchi, che stanno vieppiù crescendo d’importanza, la nuova legge permetterà al Servizio delle attività informative di infiltrarsi in sistemi e in reti informatiche che si trovano all’estero per disturbare, impedire o rallentare l’accesso a informazioni. Questa possibilità esigerà l’autorizzazione del Consiglio federale nel suo insieme. Essa potrà essere utilizzata, per esempio, per difendersi da un attacco contro le reti d’approvvigionamento elettrico condotti da una potenza straniera. Si tratterà allora di legittima difesa, ciò che non mette assolutamente in causa la nostra neutralità. 

 

La nuova legge, l’abbiamo visto, dà degli strumenti supplementari che permettono al Servizio delle attività informative di meglio garantire la sicurezza della Svizzera, contribuendo così al mantenimento della sovranità, dell’indipendenza e della capacità operativa del nostro paese. È già questo il caso per i controlli effettuati presso i rifugiati e altri stranieri che arrivano in Svizzera. Con la legge sulle attività informative, il SIC potrà impiegare dei mezzi supplementari per identificare le persone che rappresentano una minaccia per la sicurezza del paese.

 

La legge sulle attività informative è stata accettata in votazione finale dal Consiglio nazionale con 145 voti contro 41 e 8 astensioni, e dal Consiglio degli Stati con 35 voti contro 5 e 3 astensioni. 

 

La nuova legge porta un rafforzamento della sicurezza interna ed esterna commisurato alla situazione di minaccia. Io sono convinto che la nuova legge sia necessaria per garantire la sicurezza e l’indipendenza della Svizzera.

 

Vi raccomando perciò di raccomandarne oggi l’accettazione e di mettere un convinto SÌ nell’urna il prossimo 25 settembre.

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