Le ville sul Lago Maggiore

Apr 20 • L'opinione, Prima Pagina, Sport e Cultura • 85 Views • Commenti disabilitati su Le ville sul Lago Maggiore

Membri della ds-SVP Tessin all’entrata del parco di Villa Taranto a Verbania

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

Chi viaggia sulla riva occidentale del Lago Maggiore, da Arona in Italia ad Ascona in Svizzera, scopre a lato della strada una villa dopo l’altra, per la maggior parte con un grande giardino, quando non addirittura con un parco. Ognuna di esse potrebbe raccontare la storia di una famiglia e informare sul perché il relativo proprietario optò a suo tempo per la fascia costiera del Lago Maggiore. Per non parlare dei diversi stili architettonici utilizzati nella costruzione degli edifici. Si tratta di un’eredità culturale straordinaria, come ne esistono poche in questa densità in Europa.

I membri della ds-SVP Tessin hanno visitato uno di questi parchi lo scorso sabato (06.04.2019): i giardini di Villa Taranto. Con Taranto, come si potrebbe dedurre dal nome, non hanno nulla a che fare: Un ricco amante di giardini, proveniente dalla Scozia (la sua famiglia fu attiva anche in Australia) ha chiamato così la struttura ispirandosi a un suo antenato che, sotto Napoleone, aveva ricevuto il titolo di duca di Taranto. A Verbania acquistò un enorme sedime sul quale in precedenza crescevano grandi alberi di castagno, piantandovi poi alcuni alberi e arbusti provenienti da tutto il mondo. Quale appassionato botanico, avviò uno scambio di semi e piantine con floricoltori in tutte le parti del pianeta. Il proprietario del parco, Neil Boyd McEacharn, presentì le difficoltà politiche che stavano per colpire l’Europa e, alla fine degli anni trenta, cedette la struttura, a titolo precauzionale, allo Stato italiano, lasciando più o meno volontariamente l’Italia durante i sei anni di guerra. Un suo amico avvocato riuscì, con diplomatica destrezza, a preservare in qualche modo il parco evitando che vi accedessero sia le truppe fasciste, sia i partigiani. Dopo la guerra, i giardinieri e il proprietario tornarono a Verbania, proseguirono i lavori di ricostruzione e aprirono i giardini al pubblico. Un gruppo della ds-SVP Tessin ha potuto ammirare, sabato 6 aprile, le peculiarità botaniche stagionali: i molti rododendri, la metasequoia con il suo manto primaverile verde chiaro, l’albero dei fazzoletti e molto altro.

 

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