Le „navi di ricerca e soccorso“ delle ONG: Illegali? E chi se ne frega!

Lug 13 • L'opinione, Prima Pagina • 198 Views • Commenti disabilitati su Le „navi di ricerca e soccorso“ delle ONG: Illegali? E chi se ne frega!

Patanegra

Porcherie

 

Parecchie cosiddette “navi di ricerca e soccorso” di non meno numerose Organizzazioni non governative (ONG), sono accanitamente alla ricerca nel Mediterraneo di migranti africani clandestini, per scaricarli poi illegalmente in porti europei. E per questo sono addirittura sostenuti dagli Stati.

Queste ONG operano in modo totalmente illegale sotto diversi aspetti:

– “Salvano” questi migranti illegali nonostante le chiare istruzioni delle autorità libiche e italiane di lasciare i salvataggi alla guardia costiera libica.

– Operano illegalmente nelle acque territoriali libiche e, in alto mare, in totale dispregio delle istruzioni della guardia costiera italiana.

– Di conseguenza, le loro navi nascondono, mediante l’illegale disattivazione dei loro segnali, la loro identificazione e la loro posizione.

– Portano i migranti raccolti non – come richiesto dalle autorità – indietro nei porti libici, bensì direttamente in Europa.

– Navigano senza o con falsa bandiera – sono dunque, di fatto, delle navi pirata. Già solo per questo dovrebbero essere sequestrate e la loro ciurma consegnata alla giustizia.

– Non sono sufficientemente attrezzate per le operazioni di salvataggio e mettono perciò in pericolo delle vite umane.

– Operano cinicamente, favorendo al massimo grado i lucrosi affari delle organizzazioni di passatori.

Queste accuse sono gravi perché:

  1. Che l’attività illegale delle navi di ricerca e soccorso delle ONG facciano il gioco delle organizzazioni di passatori, è evidente. Che le ONG siano a questo scopo addirittura pagate da quest’ultime, è fortemente sospettato, ma – almeno per il momento – apparentemente non ancora comprovato inequivocabilmente con casi specifici.
  2. L’arroganza delle ONG è senza limiti. Il loro impegno “umanitario” si limita semplicemente a trasportare i migranti illegali in Europa, scaricandoli poi sulle spalle degli Stati di accoglienza. Questi devono poi, a loro spese, prendersi cura del loro destino. Ciò è meschino e irresponsabile.
  3. L’attività chiaramente illegale di queste ONG neutralizza tutti gli sforzi europei volti a riportare in qualche modo sotto controllo la delicata questione dell’immigrazione di massa dall’Africa. È incomprensibile perché tale attività criminale non sia stata finora – come vorrebbe l’Italia – totalmente impedita, per esempio mediante l’immediato sequestro delle navi e con l’arresto e la condanna degli organizzatori e degli equipaggi.

Il peggio è però quanto segue:

La cosa più incomprensibile in questo scandalo, è tuttavia che in molti Stati europei – fra cui anche la Svizzera – queste organizzazioni sono finanziate generosamente dalle autorità (il che significa con il denaro di noi contribuenti).

È come se io, beccato in autostrada a 190 Km/h, invece di essere sanzionato con una multa salata, ricevessi un premio al merito.

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