Le associazioni economiche ingannano il popolo

Giu 2 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 574 Visite • Commenti disabilitati su Le associazioni economiche ingannano il popolo

Logo UDC

Dall’accettazione dell’iniziativa popolare contro l’immigrazione di massa, l’economia svizzera ha continuato ad assumere a pieno ritmo e senza imbarazzo alcuno manodopera straniera. Circa 100’000 persone supplementari sono immigrate in cifra netta dal 9 febbraio 2014. E ora le associazioni economiche presentano delle proposte del tutto inadeguate per l’applicazione del nuovo articolo costituzionale, delle proposte che non permettono né di gestire né di limitare l’immigrazione, e che violano gravemente le regole costituzionali. Significa prendersi gioco del sovrano svizzero. Di fronte a una situazione economica che si sta deteriorando, è invece della massima urgenza applicare fedelmente l’articolo costituzionale.

 

Mentre che il prodotto interno lordo della Svizzera è in calo, l’immigrazione ha di nuovo accelerato il ritmo durante il primo trimestre 2015, e il numero di disoccupati supera i 140’000. È quindi falso pretendere che l’immigrazione diminuisce quando la situazione economica si deteriora. È vero invece, che è sempre più interessante importare manodopera straniera a buon mercato. Le conseguenze negative di questa immigrazione di massa incontrollata s’aggraveranno con il rallentamento economico. È quindi urgente agire. Le proposte presentate dalle associazioni economiche non rispondono assolutamente a questa esigenza.

  
Clausola di salvaguardia inadeguata
Il modello di clausola di salvaguardia presentato dall’associazione economiesuisse è sconsiderato e non è ovviamente stato sviluppato dopo il lancio di questa idea qualche mese fa. Per gestire e limitare l’immigrazione di provenienza UE, un contingentamento dovrebbe essere messo in atto immediatamente. Come ridurre, altrimenti, l’attuale immigrazione di massa? La fase di libera circolazione delle persone prevista in questo modello non permette inoltre una gestione qualitativa. Essa non risolve in alcun modo il problema fondamentale, ossia un’immigrazione composta per oltre il 50% di persone senza attività professionale e un accesso troppo facile alle istituzioni sociali. Al contrario, il modello delle associazioni economiche aggraverebbe questa problematica, perché questo sistema genera forti incentivi controproducenti. Non permettendo l’applicazione della priorità nazionale, questo modello viola inoltre la Costituzione federale. È evidente che il progetto delle associazioni economiche non permette di ridurre l’immigrazione in misura ragionevole e tenendo conto degli interessi dell’economia.
Le eccezioni violano la Costituzione
Le generose eccezioni reclamate dall’economia per il contingentamento (nessun contingente per i frontalieri e per i permessi di soggiorno fino a un anno) annullato totalmente l’efficacia del nuovo articolo costituzionale. Il rifiuto di misure limitative nei confronti dei frontalieri è inoltre un sonoro schiaffo al canton Ticino da parte delle associazioni economiche.
È d’altronde rivelatore che i funzionari di queste associazioni presentino oggi anche le loro proposte in vista di una campagna di politica europea. Sotto sotto, questi ambienti auspicano la conclusione di un accordo-quadro istituzionale con Bruxelles, che imponga alla Svizzera il diritto e la giurisdizione dell’UE. È con questo approccio sornione all’UE che questi ambienti sperano poi di imporre definitivamente la libera circolazione delle persone che popolo e cantoni hanno rifiutato il 9 febbraio 2014. L’UDC si batterà con tutti i mezzi a sua disposizione contro questa patetica strategia mirante a rovinare la Svizzera spingendola nell’UE.

 

UDC Svizzera
Berna, 29 maggio 2015

 

Comments are closed.

« »