L’Associazione NO al parco risponde a Ottavio Guerra …

Giu 1 • Dal Cantone, L'opinione, Prima Pagina • 1492 Views • Commenti disabilitati su L’Associazione NO al parco risponde a Ottavio Guerra …

Nell’ultimo numero del nostro giornale abbiamo dato spazio a un articolo del sindaco di Centovalli, Ottavio Guerra, in risposta alla precedente posizione dell’Associazione NO al parco, nonché a una lettera aperta di Anna Lauwaert indirizzata ai giovani che si erano espressi a favore del progetto. Sia l’associazione, sia i giovani in questione, hanno chiesto di poter replicare, richiesta cui aderiamo volentieri convinti che un dibattito approfondito possa solo aiutare la scelta dei cittadini dei comuni coinvolti, che saranno chiamati a votare il prossimo 10 giugno.

Parco nazionale del Locarnese: credenze e miti duri a morire

Negli articoli precedenti abbiamo cercato di spiegare come il progetto PNL sia in effetti generato e pilotato dall’alto. Nonostante questo concetto sia stato vivacemente contestato dai fautori, una voce alquanto autorevole nella persona di Claudio Suter, relatore per i favorevoli al Parco nel dibattito pubblico di Brissago, ha spontaneamente confermato questa realtà. Ci riteniamo soddisfatti da tale conferma, così come di altre inattese ammissioni che sono emerse nei dibattiti pubblici. Quelle che erano inizialmente qualificate come illazioni senza fondamento sono state confermate via via dai nostri avversari. Ad esempio il fatto che ci saranno effettivamente delle commissioni di valutazione edilizia (vedi il sindaco di Terre di Pedemonte nel dibattito di Cavigliano) oppure ancora il nervosismo condiviso da parte del Cantone sull’assenza del testo di approvazione finale (con tanto di riserve e raccomandazioni) da parte dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM, vedi ammissioni di Marco Molinari al dibattito di Brissago). Anche la nostra analisi dei flussi finanziari secondo la quale avevamo concluso che 3.5 milioni sarebbero utilizzati direttamente dalla macchina parco e non andrebbero direttamente a beneficio dei territori discosti, non è stata contestata dagli stessi progettisti.

Il sindaco di Centovalli nel suo articolo del 18 maggio tuona e pontifica rilanciando il dibattito sui presunti vantaggi economici, adducendo che il calcolo sull’indotto deriverebbe da studi internazionali di comprovata serietà. In effetti questi studi sono improntati su realtà completamente diverse. È particolarmente interessante e quasi divertente costatare come alcune situazioni totalmente diverse (vedi il parco dell’Engadina o i parchi in Austria o in Italia) vengano citate da parte dei fautori come esempi virtuosi quando fa comodo. I medesimi negano però l’utilizzo degli stessi esempi quando i contrari fanno notare ad esempio come i grigionesi abbiano respinto l’ampliamento del Parco nazionale dell’Engadina. Noi possiamo riportare altri studi altrettanto autorevoli di quelli menzionati dal sindaco, e che dimostrano come in prossimità di alcuni parchi della vicina Italia NON si sia verificato un beneficio economico tangibile e NON si sia arrestato il processo di spopolamento. In quel caso la reazione sarebbe certamente “ma sono realtà completamente diverse e non paragonabili!”. Questo modo un po’ schizofrenico di utilizzare gli argomenti a propria discrezione è tipico della retorica pro parco.

Altrettanto divertente è costatare come le interpretazioni di alcune affermazioni pubblicamente espresse siano assolutamente fantasiose. Così il medesimo pregiato sindaco se la prende con un commento su Facebook dove il signor Rusconi affermava che i promotori si comportano come sporchi approfittatori. Essendo il signor Guerra pervicacemente convinto che i sindaci e i municipali siano da contare fra i promotori, si sente evidentemente leso nella propria maestà e non è riuscito ad afferrare che, quando parla di “promotori”, Rusconi si riferisce ai veri burattinai (in primis UFAM e ProNatura, e mettiamoci pure, con il beneficio del dubbio sulla piena consapevolezza, anche alcuni rappresentanti dell’ERS Locarno e Vallemaggia). Abbiamo sempre spiegato come i municipi e i sindaci siano stati abilmente trascinati in questa avventura, convincendoli che l’idea fosse spontaneamente sorta da loro stessi. La maggior parte di essi ha agito nella massima buona fede e nel convincimento di compiere un’operazione a pieno vantaggio dei propri cittadini. Non possiamo biasimarli nemmeno di essere stati ingenui, poiché il tranello è stato teso in maniera assolutamente geniale.

Quindi, a nessuno della comunità dei contrari verrebbe in mente di considerarli collettivamente degli imbecilli o degli sprovveduti. Ciononostante, e come sempre, c’è stata qualche eccezione di personaggi che, vuoi per eccesso di zelo, vuoi per altri interessi personali, hanno pensato bene di cantare fuori dal rigo. Ad esempio vi sono stati alcuni comuni dove il Municipio non ha interpellato tempestivamente il proprio consiglio comunale oppure non ha istituito commissioni di valutazione indipendenti. Questa è una negligenza difficilmente perdonabile. Ancor più grave è l’atteggiamento recente di ben sei municipi su otto, dai quali non è stata concessa un’occasione di dibattito pubblico aperto. Questo è in flagrante contraddizione con la costatazione che TUTTI i comuni avevano invece platealmente accolto nello scorso autunno le famose “presentazioni del progetto PNL” che altro non sono state che una propaganda sfrenata in favore del medesimo. Per quelle presentazioni si erano concesse sale e aperitivi e si sono accolte persone dall’esterno che venivano a pontificare sui benefici del parco. Nelle presentazioni non si potevano porre domande in pubblico e si era fatta la solenne promessa di organizzare dibattiti aperti prima della votazione. Li avete visti voi questi dibattiti? Ce ne sono stati solamente due, per i quali ci sentiamo di ringraziare i municipi di Brissago e di Terre di Pedemonte. Lo facciamo però con la riserva che anche in questi casi vi è stato il tentativo di disinnescare la forza d’urto dei contrari, pretendendo (come nel caso di Brissago) che i relatori potessero essere solamente cittadini del comune interessato. Giustificazione che è in netto contrasto con la generosità ad accogliere personaggi esterni nelle presentazioni pubbliche già commentate sopra. L’unico vero dibattito pubblico aperto è stato quello organizzato il 24 maggio dalla RSI a Losone. Interessante costatare come, a parte i due relatori per il sì, nessun altro sindaco abbia ritenuto importante o necessario presenziare.

Il nostro caro signor Guerra, così come il sindaco di Onsernone, appartengono purtroppo a quella categoria di municipali che hanno negato alla propria popolazione la possibilità di ascoltare un dibattito nel quale vengono messe a confronto democraticamente le voci dei fautori e dei contrari. Per questa grave negligenza dovrebbero tacere, mentre invece si permettono di giocare a chi la spara più grossa sui nostri quotidiani. In particolar modo il signor Guerra, che in qualità di stipendiato dal Parco è in flagrante conflitto di interesse, dovrebbe astenersi da qualsiasi commento nella veste di sindaco, e invece continua a violanre palesemente il codice deontologico. Pur con tutta la buona volontà non riteniamo possibile accettare lezioni di irreprensibilità morale da un simile personaggio.

Le panzane e “false notizie a gogo” da lui evocate nell’articolo del 18 maggio si sono dimostrate finora in maggioranza vere e accettate (vedi sopra, e aggiungiamoci pure l’intenzione di annettere la Valle Rovana, ammessa a chiare lettere nei tre dibattiti pubblici; o ancora il comunicato di ProNatura del 28 gennaio 2016 che conferma la nostra affermazione che vi dovranno essere restrizioni e limitazioni anche in zona periferica). Il fatto è che le organizzazioni internazionali (che non sono “oscure”, ma delle quali si fa nome e cognome nei documenti prodotti dall’Associazione No Al parco) non hanno nessuna fretta e abbiamo avuto modo di spiegare come l’allontanamento della popolazione dalle valli sia un obiettivo dichiarato, ma eseguibile sul lungo termine. Votando sì al PNL si dà solamente inizio a questo processo che potrebbe durare molti decenni. Queste organizzazioni sono riuscite a fare spostare centinaia di migliaia di persone in varie regioni dell’Africa (sempre a scopo pseudo ecologico) e ci riusciranno anche da noi se la loro strategia verrà assecondata attraverso procedure finto-democratiche.

Ci sentiamo invece di ringraziare per la tenera lezioncina di storia e geografia sulla Valle dei Bagni. Storia e geografia che conosciamo tutti benissimo, ma che non cambiano una virgola sul fatto che ora questi territori appartengono a un altro Stato con il quale gli accordi finora intrapresi si sono dimostrati in troppe occasioni difficili da ottemperare. Il caro Sindaco afferma pomposamente che i territori saranno gestiti separatamente, implicando naturalmente la gestione finanziaria. Ci mancherebbe altro! Peccato che si sia dimenticato di menzionare che la spesa prevista dal PNL per il mantenimento di questo accordo transfrontaliero è di 90’000 franchi annuali, ben superiore a quanto previsto per il sostegno agli alpeggi (!).

In conclusione, ci permettiamo di ricordare come nei pochi dibattiti pubblici finora concessi si sia parlato esclusivamente di aspetti economici, rivelando come questo progetto sia solo un alibi per ottenere facili sussidi e che la tutela e valorizzazione della natura sembrano essere stati degradati a un ruolo marginale. Nonostante le numerose sollecitazioni in merito non abbiamo ricevuto alcuna spiegazione intelligente su perché gli obiettivi prefissati non siano raggiungibili con un modello di Parco naturale regionale. Rimaniamo in fiduciosa attesa. Nel frattempo, incoraggiamo tutti i cittadini residenti nei comuni interessati a votare un deciso no a questo progetto farlocco, che non porterà i benefici promessi e che a lungo termine si rivelerà dannoso per le nostre valli.

gc

… e i giovani a Anna Lauwaert

 Zurigo, 6 maggio 2018

Gentile signora Lauwaert,

anzitutto ci teniamo nuovamente a ringraziarla per la sua mail e in particolar modo per le sue riflessioni riguardo al progetto Parco del Locarnese, alla mobilità pubblica e quant’altro.

Essenzialmente ci preme riprendere alcuni punti da lei citati e rispondere alle sue domande.

Per quanto riguarda la tematica dei posti di lavoro, bisogna evidenziare che essi verranno “creati” dal parco stesso. Infatti, grazie alla casa del parco, al laboratorio che verrà costruito e ai vari progetti che potranno svilupparsi ed essere portati avanti grazie ai soldi del parco, si creeranno diversi nuovi posti di lavoro. Di conseguenza, ci potranno quindi essere delle prospettive di carattere lavorativo anche per i giovani della regione, per i giovani che attualmente vivono in valle ma le cui prospettive lavorative risultano ridotte rispetto ai giovani che vivono in città.

Il progetto Parco del Locarnese avrà dunque un impatto sia a livello economico, mediante la creazione di nuovi posti di lavoro, sia a livello naturalistico, poiché promuoverà lo sviluppo sostenibile e la biodiversità, e sia a livello turistico, dal momento che rappresenterà un’attrazione regionale. Il parco permetterà dunque alle zone più rurali e naturali del nostro territorio di essere rivalorizzate, tutelerà il nostro meraviglioso ambiente naturale ma allo stesso tempo avrà un impatto anche economico, grazie allo sviluppo di posti di lavoro; posti di lavoro che gioveranno in particolar modo ai giovani che tendenzialmente tendono a spostarsi verso le zone urbane, dove le offerte sono maggiori.

Per quanto concerne la sua riflessione riguardo i giovani idealisti e la mancanza di “motivazioni che si basino, non su ideali astratti bensì su fatti concreti”, ci preme evidenziare che in una società meccanicistica, regolamentata e soprattutto estremamente concreta come la nostra, un pizzico di idealismo e di sogno deve rimanere e i giovani sono coloro che possono permettersi di idealizzare un pochino. Ciononostante, siamo fermamente convinti che il Parco del Locarnese sia un progetto molto concreto e all’avanguardia, un progetto del futuro che avrà delle ripercussioni molto positive.

Restiamo naturalmente a sua disposizione per eventuali chiarimenti o domande.

 

Camilla Naiaretti e Romolo Pawlowski

caminaia98@hotmail.it

romolo.pawlowsi@hotmail.com

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