Lago Maggiore: molte domande tuttora pendenti

Mar 10 • L'opinione, Prima Pagina • 79 Views • Commenti disabilitati su Lago Maggiore: molte domande tuttora pendenti

L’Italia possiede sul Lago Maggiore una considerevole flotta: dal nostalgico battello a vapore «Piemonte» (1904) fino alla modernissima motonave «Zeda» (201)

 

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

In Ticino è purtroppo un «must» esprimersi sprezzantemente nei media sui nostri vicini italiani. Frontalieri, traffico, collaborazione transfrontaliera … Si sono così levate voci negli ultimi anni, secondo le quali dovremmo prendere in mano noi la navigazione di linea sul bacino svizzero del Lago Maggiore. Questo obiettivo è stato perseguito tanto ostinatamente che, lo scorso anno, l’italiana Gestione Governativa Navigazione Laghi ha annunciato di cedere la navigazione regionale sul bacino elvetico alla Svizzera. Negli ultimi anni ci sarebbe stato sufficiente tempo per prepararsi seriamente alla nuova situazione. Ma la realtà appare diversa: poche settimane prima di Pasqua, nei nostri imbarcaderi non c’è un solo battello a disposizione, a inizio marzo non è ancora stato creato un consorzio che possa gestire la navigazione e mancano i soldi per garantire il deficitario esercizio del servizio. Per non parlare delle difficoltà per gli abitanti del Gambarogno che, dall’inizio dell’anno, non hanno più un collegamento diretto con Locarno. Dove sono gli «esperti» che ci hanno fatto credere che ci sarebbe un’alternativa praticabile all’offerta che ci veniva fino allo scorso anno proposta dall’Italia?

Questa primavera ci si porranno diverse domande: chi ha influenzato la consigliera federale Doris Leuthard affinché, nei suoi negoziati con il ministro italiano Delrio, s’avventurasse in un progetto preparato in modo assolutamente non serio? Quale ruolo hanno sostenuto i sindacati con il loro sciopero dell’anno scorso? Si sono interessati agli impiegati rimasti senza lavoro, dimenticando però che, per navigare sul lago, oltre ai marinai occorrono anche i battelli e una sperimentata società di navigazione. Dove sono gli investitori che volevano far costruire per il Ticino dei nuovi battelli a basso impatto ambientale? Dove dovrebbe essere costruito il necessario cantiere navale, forse ad Ascona o a Locarno? Perché i visionari svizzeri sognano già una passerella galleggiante dell’artista Christo da Ascona alle Isole di Brissago, invece di intraprendere dei passi concreti che rendano possibile un viaggio in battello questa primavera?

Per l’inizio della stagione turistica è richiesta una soluzione praticabile. E se il Ticino pregasse semplicemente la società di navigazione italiana di coprire anche le tratte sul bacino svizzero come fatto finora? Naturalmente, il canton Ticino o la Confederazione dovrebbero coprire l’eventuale deficit (come è il caso con le linee ferroviarie o postali). Il vantaggio di questa soluzione sarebbe che i battelli necessari sono stati oggetto di manutenzione durante l’inverno e sono pronti appena al di là del confine. Ma probabilmente riuscirà difficile agli «esperti» ammettere che in Ticino nessuno è stato in grado di allestire per tempo dei buoni collegamenti lacuali come quelli che gli Italiani hanno offerto per anni. Tutti speriamo nei miracoli – a Pasqua sapremo se ne sarà possibile uno sul Lago Maggiore.

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