La tregua olimpica

Feb 7 • L'opinione, Prima Pagina • 1075 Views • Commenti disabilitati su La tregua olimpica

Urs von der Crone
Presidente ds-SVP Tessin

In questi giorni saranno aperti, nella città sudcoreana Pyeongchang i XXIII. giochi olimpici invernali. In vista dei giochi, è successo qualcosa di totalmente inatteso: i due Stati, Nord e Sud Corea, che da decenni sono divisi e in conflitto, vogliono apparentemente partecipare alle gare sotto un’unica bandiera. Nell’hockey femminile, addirittura, dovrebbe esserci una squadra mista dei due paesi. Chi l’avrebbe mai creduto, dopo tutte le dispute, le minacce reciproche e i razzi sperimentali da parte della Corea del Nord durante gli ultimi mesi? Apparentemente lo sport – perlomeno quando si svolge sulla scena internazionale – è posto al di sopra dei contrasti politici. I giochi olimpici possono costruire ponti e portare allo stesso tavolo (leggi stadio) le fazioni belligeranti. La Corea non fa che riprendere una vecchia tradizione, già in vigore nell’antica Grecia – paese che diede origine ai giochi olimpici – nell’ottavo secolo avanti Cristo: la tregua olimpica. I Greci non crearono mai uno Stato comune. Al contrario, le singole città quali Atene, Sparta, eccetera, erano sovente ai ferri corti e le rivalità sfociavano non raramente in annose guerre fra Greci e Greci. Avevano però talmente a cuore le gare sportive che, in quelle occasioni dimenticavano i conflitti politici. Concretamente, c’era un accordo intergreco, secondo il quale, durante il viaggio di atleti e spettatori verso Olimpia, poi naturalmente durante le gare e il viaggio di ritorno, tutte le azioni belliche in Grecia erano sospese. I Greci chiamavano questo armistizio “le mani ferme”. Di fatto, ma solo durante lo svolgimento dei giochi sportivi, si assisteva a un’unità panellenica. I conflitti potevano aspettare, dopo le Olimpiadi c’erano quattro anni di tempo per riprenderli. Ciò che la Corea ha avviato all’ultimo minuto prima dei giochi olimpici invernali, rispecchia quindi un’antica tradizione. Se l’intento andrà anche a buon fine, lo sapremo nei prossimi giorni. Anche nell’antica Grecia la regola secondo cui lo sport viene prima della politica, fu più volte infranta. Anche nei giochi della nuova era i due campi si incrociarono spesso: la Germania fu esclusa dai giochi nel 1920, 1924 e 1948; la Germania abusò nel 1936 dei giochi olimpici a fini propagandistici; nel 1956, dopo la repressione dell’insurrezione ungherese da parte dell’Unione sovietica, parecchi Stati, fra cui la Svizzera, boicottarono i giochi; nel 1972, dei terroristi palestinesi commisero un attentato contro gli atleti israeliani durante i giochi di Monaco.

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