La politica ha perso la bussola

Lug 21 • Lettori, Prima Pagina • 609 Views • Commenti disabilitati su La politica ha perso la bussola

Quanto sta succedendo in Europa è lo specchio fedele della cosiddetta politica da più parti definita del Pifferaio Magico. Vale pure da noi. Parole, parole, per finire nel nulla più profondo. La politica ha perso completamente la bussola. Si è assoggettata e rassegnata a essere lo zerbino della finanza colonizzatrice, nuovo centro e culto del potere assoluto. Infatti si stampano soldi come se si giocasse al Monopoli. Mai nessuno che dia indicazioni plausibili su cosa potrebbe succedere se i beneficiari di tali aiuti non rispetteranno gli impegni e cosa potrebbe succedere in caso di cambiamento di governo e orientamento politico. Chi paga allora le rate di scadenza? Quali le garanzie per i paesi esposti? Le variabili sono tali e tante da rimanere con il fiato sospeso. I politici passano, mentre i cittadini rimangono con le incognite e magari anche con le perdite che si tramuteranno in nuove imposte, riduzione delle pensioni, aumento dell’IVA, ecc. Interroghiamoci a sapere se sia ancora opportuno concedere corda a questi pifferai dalla serietà equivoca. Troppi i cittadini che non possono più nascondere il proprio disagio e si sentono sempre più depressi. Ne fanno fede gli innumerevoli commenti di quotati giornalisti al di sopra di ogni sospetto, come pure quelli di autorevoli personaggi e trasmissioni televisive. Settimane di Meeting tra politici e ministri finanziari continentali con soluzioni che evidenziano solo ricadute nefaste sui cittadini di questa Europa a cui sempre più persone guarda con diffidenza. Solo sofferenze per i popoli. I pifferai dovrebbero vergognarsi e i cittadini dubitare, sospettare e temere la loro buona fede. E’ un concetto che calza a pennello pure per i nostri politici e soprattutto per i Consiglieri federali, monchi e senza attributi, che sognano l’Europa quale salvagente delle loro inadempienze e mediocrità.

                                                                   

Raoul Bettosini, Lugano     

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