La maggioranza del Consiglio federale a favore di una polizia dei salari

Nov 21 • Dall'UDC, Dalla Svizzera, Prima Pagina • 593 Visite • Commenti disabilitati su La maggioranza del Consiglio federale a favore di una polizia dei salari

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Il Consiglio federale vuole obbligare le imprese impieganti 50 o più collaboratrici e collaboratori, a effettuare regolarmente un’analisi dei salari per impedire una “discriminazione salariale” fra donne e uomini. Questa analisi dovrà essere controllata da un servizio esterno. Le aziende che rifiutassero d’ottemperare a questa norma sarebbero esposte alla berlina, nel senso che figurerebbero su una procedura di consultazione su questo aberrante progetto. L’UDC si batterà con determinazione contro tale polizia dei salari il cui principale effetto è quello di gonfiare la burocrazia e di esporre le imprese a degli interventi statali nocivi.

Nonostante le molte critiche pronunciate contro questo progetto e il difficile contesto nel quale lavorano attualmente le aziende svizzere, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga è riuscita comunque a far passare in governo questa “polizia dei salari” e a farla mettere in consultazione.  

Idee socialiste

Nella tematica tuttora pendente delle quote femminili nei consiglio d’amministrazione, il Consiglio federale aveva già fatto comprendere che si sarebbe distanziato da una politica economica ragionevole e che si sarebbe lasciato strumentalizzare dalla sinistra. Questa polizia dei salari adottata oggi non è altro che un progetto assurdo e nocivo, per di più tratto da un’ideologia socialista superata.

Il salario uguale per lavoro uguale è nell’interesse delle imprese

È peraltro evidente che le imprese hanno tutto l’interesse a pagare lo stesso salario per il medesimo lavoro. È il solo modo per ottenere la manodopera qualificata di cui hanno bisogno. Un recente studio ha confermato che le differenze salariali ingiustificabili di cui il Consiglio federale argomenta non permettono di trarre delle conclusioni valide concernenti un’effettiva discriminazione salariale. Le misure politiche coercitive del Consiglio federale non possono perciò essere corroborate da motivazioni pertinenti.

Una misura fatale per l’economia

Le misure annunciate dal Consiglio federale causerebbero una massiccia estensione della burocrazia e imporrebbero dei costi sproporzionati alle aziende. In altre parole, questo progetto è totalmente fuori posto nel contesto economico attuale.

 

Berna, 18 novembre 2015

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