La libera circolazione delle persone non fa venire gli immigranti di cui la Svizzera ha bisogno

Dic 26 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 965 Visite • Commenti disabilitati su La libera circolazione delle persone non fa venire gli immigranti di cui la Svizzera ha bisogno

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Molte imprese svizzere si lamentano di una mancanza di manodopera qualificata. È ciò che emerge da uno studio chiesto da diverse associazioni professionali e pubblicato il 16 dicembre 2014. Ciò significa che la libera circolazione delle persone con un’immigrazione netta di circa 80’000 persone l’anno non permette di colmare la penuria di personale qualificato in Svizzera. Ciò significa anche che questi immigranti non sono quelli di cui la Svizzera ha bisogno e che, nonostante le dichiarazioni contrarie dell’economia, si sta cercando semplicemente della manodopera a buon mercato, servendosi a questo scopo all’estero. Le statistiche ufficiali contraddicono pure l’affermazione spesso ripetuta, secondo la quale la libera circolazione delle persone fa venire solo dei professionisti altamente qualificati. L’UDC invita le associazioni professionali a finalmente prendere posizione di fronte a questa evidenza.
Prendendo in considerazione le attività che gli immigranti UE esercitano effettivamente in Svizzera, si constata che su un’immigrazione di oltre 100’000 persone lo scorso anno, il 44% ha beneficiato del ricongiungimento familiare, è venuto a fini formativi o di perfezionamento, era senza attività lucrativa oppure esercitava “delle attività professionali non definibili”.
Il 7,9% lavorava nel settore edile, il 5% quale impiegato di commercio e d’ufficio. Vengono poi gli “imprenditori e direttori”, il personale di cucina e di servizio, i portinai e il personale di pulizia. Bisogna scendere di molto nella statistica per trovarvi 462 permessi di soggiorno accordati a informatici/analisti o 182 permessi (0,2%) per ingegneri informatici. I 42 ingegneri meccanici immigrati vengono in 245a posizione, dietro alle stiratrici/lavandaie, i giornalisti e i vignaioli.

Immigrazione 2012

Sarebbe ora che le associazioni economiche prendano posizione di fronte a queste cifre e spieghino perché tentano ciò nondimeno d’ingannare la popolazione. Da un punto di vista economico globale, non è utile far venire sempre più stranieri semplicemente perché sono gli autentici professionisti stranieri – E ciò non soltanto nell’UE, bensì nel mondo intero. meno costosi e perché è comodo. Quando i datori di lavoro si rendono conto che questa gente non conviene loro, se ne sbarazzano a carico delle istituzioni sociali, quindi della collettività. Si tratta di una politica miope che minaccia, presto o tardi, la stabilità del paese.
L’iniziativa popolare “contro l’immigrazione di massa” mira, al contrario, a ristabilire un’immigrazione moderata e controllata. La Svizzera deve finalmente ritrovare gli strumenti che le permettano di decidere chi può venire in Svizzera e per quanto tempo. Questa iniziativa non chiede né il congelamento dell’immigrazione, né la rescissione degli accordi bilaterali con l’Unione europea (UE). Essa si limita a dare al Consiglio federale il mandato di riaprire dei negoziati con l’UE sulla libera circolazione delle persone, affinché la Svizzera possa di nuovo gestire e controllare autonomamente l’immigrazione sul suo territorio. Quando questa iniziativa sarà accettata, i settori professionali potranno sempre reclutare senza problemi degli autentici professionisti stranieri – e ciò non soltanto nell’UE, bensì nel mondo intero. 

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