La libera circolazione delle persone impoverisce la Svizzera – presa di posizione di un imprenditore

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Christoph Blocher, Consigliere nazionale UDC, Herrliberg (ZH)

Christoph Blocher, Consigliere nazionale UDC, Herrliberg (ZH)

Esposto del consigliere nazionale Christoph Blocher alla conferenza stampa del 19 dicembre 2013

I. Qualche banalità per cominciare

 

1. La Svizzera ha bisogno di manodopera estera in periodi di prosperità economica e quando la manodopera indigena non è disponibile a sufficienza. L’iniziativa contro l’immigrazione di massa non mette in discussione questo principio.

 

2. La libera circolazione delle persone è comoda per noialtri imprenditori, perché possiamo reclutare degli impiegati fra 500 milioni di Europei e non solo, in primo luogo, fra 8 milioni di Svizzeri. La disponibilità a lavorare in Svizzera è quasi illimitata a causa del livello nettamente più elevato tanto dei salari che delle prestazioni sociali e assistenziali.  

 

II. Non chiudere gli occhi di fronte all’evidenza

1. Mantenendo il senso della misura nell’immigrazione, come chiede l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, da una parte si procura all’economia la manodopera di cui ha bisogno e, dall’altra, si garantisce la priorità non agli Europei, bensì agli Svizzeri. Questa iniziativa fa sì che l’immigrazione sia utile a tutti – e non solo alla crescita economica globale. La “torta intera” (PIL) è s’è certamente ingrandita dal 2007, ma la parte di torta spettante a ciascuno (PIL pro capite) è rimasta quasi invariata.  

 

2. Milton Friedman ha dichiarato quanto segue: il libero scambio porta prosperità, ma non si possono subordinare il capitale e le persone (libera circolazione delle persone) al libero scambio. Sarebbe forse utile a qualche impresa, ma causerebbe povertà agli abitanti del paese!

 

3. Una Svizzera di 8 milioni d’abitanti e che offre un livello di vita elevato non può, senza subire delle gravi conseguenze negative per il paese e per la sua popolazione, aprire alle stesse condizioni il suo mercato del lavoro e le sue istituzioni sociali a 500 milioni di Europei i cui paesi hanno, senza eccezioni, delle condizioni salariali e sociali meno buone.  

 

4. Il proseguimento della libera circolazione delle persone finirà per rovinare la Svizzera. In periodi economicamente difficili, che inevitabilmente arriveranno, questa libera circolazione delle persone provocherà delle tensioni sociali gravi di cui s’ignorano ancora le conseguenze pericolose. Bisogna quindi agire fin da ora.

 

5. Le conseguenze negative sono già visibili adesso! Paragoniamo il PIL e l’immigrazione dal 2007 al 2012 con i sei anni precedenti (immigrazione controllata fra il 2002 e il 2007).

  • Ciò significa che la produttività in Svizzera sta diminuendo.
  • Tutti gli altri parametri sociali (AD, AI, immigrazione 2002-2012, ecc.) indicano lo stesso fenomeno.
  • Le prestazioni sociali e assistenziali stanno aumentando in maniera inquietante nei comuni.
  • Degli aumenti d’imposte e prelievi sono inevitabili. E pure le conseguenze economiche negative che ne derivano.

 

6. Le minacce del Consiglio federale e dell’organizzazione economiesuisse sono da porre sullo stesso livello di quelle che nel 1992 avevano preceduto il rifiuto popolare dell’adesione allo SEE/UE e che, lo stesso giorno della votazione, avevano fatto dire a questi stessi ambienti “La Svizzera è perduta!”.

Oggi, vent’anni dopo il NO allo SEE/UE, la Svizzera sta meglio di tutti i paesi dell’UE.

Nel 2000, questi stessi ambienti avevano predetto al popolo svizzero che ci sarebbero stati solo 8’000 immigranti in più degli emigranti. Invece sono stati mediamente 80’000 l’anno durante gli ultimi cinque anni! Non si deve prestare alcun credito alle minacce e alle previsioni del Consiglio federale, delle associazioni economiche e dei sindacati.

 

7. Quale imprenditori responsabili, dobbiamo sostenere l’iniziativa contro l’immigrazione di massa, come negli anni sessanta quando pure si trattava di limitare l’immigrazione e nel 1992 quando bisognava salvaguardare l’indipendenza della Svizzera. Anche se la classe politica e quella economica, accecate da interessi a breve termine, rifiutano di ammettere questa evidenza.  

 

Riepilogo

 

L’immigrazione smisurata schiaccia la piccola Svizzera. Essa distrugge la nostra natura, le nostre strutture, le nostre istituzioni sociali. E la Svizzera, individualmente, s’impoverisce un anno dopo l’altro.

 

Gli Svizzeri dovranno scegliere, il 9 febbraio 2014: vogliono un paese sovrappopolato, treni sovraccarichi, il caos sulle strade, la penuria di alloggi, dei paesaggi cementificati, una folla di disoccupati e una nuova povertà, oppure vogliono regolare loro stessi e con misura l’immigrazione affinché la Svizzera rimanga un paese libero, prospero e assicurante il pieno impiego?

 

Consigliere nazionale Blocher Christoph, Herrliberg (ZH)

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