La libera circolazione delle persone comincia a dare fastidio alla sinistra

Ago 18 • Dall'UDC, Dalla Svizzera • 1274 Views • Commenti disabilitati su La libera circolazione delle persone comincia a dare fastidio alla sinistra

Logo SVP

La vicepresidente del PS: “L’economia è colpevole”

Certe leggi della natura s’applicano pure alla politica. La natura cerca sempre l’equilibrio. Quando si mescolano dell’acqua calda e dell’acqua fredde, se ne ottiene un liquido tiepido. Lo stesso succede con la riunione di due economie: la migliore e la più forte s’indebolisce, mentre che la più debole si avvantaggia un po’. A lungo termine, succede quello che la sinistra chiama con un eufemismo “armonizzazione”, ossia un livellamento verso il basso. Esattamente come l’acqua tiepida che finisce per raffreddarsi.

 

2900 franchi lordi al mese

 

Possiamo osservare da alcuni anni sul terreno ciò che succede quando si impone bruscamente la libera circolazione delle persone fra un paese a bassa disoccupazione e salari elevati, e un paese a forte disoccupazione e salari bassi. In un notevole blog politico, la consigliera nazionale Marina Carobbio ha recentemente espresso il suo malessere. La socialista si lamenta perché in Ticino un numero crescente di imprese rimpiazzano gli impiegati locali con frontaliere e frontalieri meno esigenti. Oggi è una triste realtà vedere dei salariati guadagnare 2’900 franchi mensili lordi in Ticino, si lamenta la parlamentare. – Conseguenza della profonda crisi economica che attanaglia i paesi mediterranei, anche delle persone altamente qualificate sono pronte ad accettare un lavoro in Svizzera a quasi qualsiasi condizione. -Perché queste lamentele? La libera circolazione delle persone ha esattamente le conseguenze della libera circolazione delle persone. E la Svizzera importa disoccupazione.

 

“Non siamo noi, sono gli altri!”

 

Come vicepresidente del Partito socialista, la signora Carobbio non si limita evidentemente a constatare una disfunzione che non può in ogni caso negare. Come se la libera circolazione delle persone non avesse alcun rapporto con l’internazionalismo predicato dai socialisti di tutti i paesi del mondo, passa all’attacco: la libera circolazione delle persone è stata introdotta “su pressioni dell’economia” – che ai suoi occhi è evidentemente composta soltanto da approfittatori – mentre che la sinistra l’ha sostenuta solo a condizione che la Svizzera adottasse delle misure d’accompagnamento per impedire dei salari da dumping. Difficile esprimere meglio la schizofrenia della sinistra: da una parte si è per la libera circolazione delle persone e addirittura a favore dell’adesione all’UE, dall’altra si rifiutano le conseguenze di queste azioni. È come voler fare una frittata senza rompere le uova.

Prossimità dell’estero uguale aumento della disoccupazione

disoccupazione nei cantoni

Un’occhiata alla cartina pubblicata sul sito Internet del Segretariato di Stato all’economia (SECO) illustra l’impossibilità di evitare le leggi della natura: più un cantone è vicino all’estero, quindi con più libera circolazione delle persone, e tanto maggiore è la disoccupazione, perché questa è più elevata in Svizzera che nell’UE.  Solo gli “esperti” e altri euro-fanatici dell’amministrazione federale pretendono che un afflusso illimitato nel nostro mercato del lavoro sia vantaggioso per la Svizzera. Chiedetelo a un disoccupato ticinese o ginevrino.

 

Comments are closed.

« »