La lezione del Canton Ginevra

Ott 7 • Dalla Svizzera • 1305 Visite • Commenti disabilitati su La lezione del Canton Ginevra

Geneve

Nello scorso primo fine settimana di ottobre, nel canton Ginevra, l’elettorato era chiamato a rinnovare il Consiglio di Stato ed il Gran Consiglio. In questo cantone per la prima volta si eleggeva l’esecutivo in base al sistema maggioritario e simultaneamente al Gran Consiglio,

mentre in precedenza i due scrutini erano separati nel tempo di cinque settimane.

L’innovazione è stata introdotta dalla nuova Costituzione del cantone, entrata in vigore l’anno scorso. Fra le altre novità: la nuova legislatura avrà una durata di cinque anni.

I risultati delle due votazioni hanno determinato un forte cambiamento delle preferenze elettorali

dei ginevrini.

In Gran Consiglio, il PLR scende a 24 seggi (-7), il MCG  movimento dei cittadini

passa a 20 deputati (+ 4), PPD 11 e Socialisti 15 mantengono le loro posizioni, mentre l’UDC con 11 eletti (+2) e *l’Ensemble à gauche* che rientra con 9 deputati sono gli altri partiti vincitori di questa elezione.

Forte perdita, una vera débâcle,  per i Verdi che scendono a 10 eletti (- 7).

Se per il Gran Consiglio i giochi sono fatti, così non è per il Consiglio di Stato che finora era composto da 3 PLR, 2 Verdi, 1 PS , 1 PPD.

Nel primo turno si è avuto il seguente esito: ai primi due posti si sono piazzati i 2 candidati uscenti del PLR, poi 2 PPD. Quinta l’altra candidata del PLR, seguita dal consigliere nazionale del MCG Poggia Mauro e dalla prima candidata del PS che è seguita dal fondatore del MCG Eric Stauffer. In 14a posizione si è piazzata Céline Amaudruz, presidente della sezione cantonale UDC. Per il secondo turno, previsto il prossimo 10 novembre, le liste MCG e UDC saranno apparentate. L’uscente consigliera di Stato dei Verdi Michèle Künzler è giunta solo in 18a  posizione ed ha annunciato che non si ripresenterà.

 

Quale lezione politica si può trarre da questo capovolgimento dei fronti?

Certamente la problematica dell’immigrazione, l’arrivo continuo di asilanti e la sicurezza preoccupano gli elettori svizzeri. L’aumento considerevole dei frontalieri, anche a Ginevra cantone tradizionalmente  europeista,  ha contribuito a questa forte modifica della mappa politica cantonale.

Per i verdi è un trend negativo, che a livello svizzero il partito conosce già da alcuni anni.

Da rilevare che il partito della ministra Eveline Widmer-Schlumpf (PBD) ha raccolto solo 330 schede per il Gran Consiglio pari allo 0.56%, mentre i verdi liberali sono stati votati da 1639 elettori, ma non hanno avuto eletti.

 

Questa elezione si aggiunge alle altre tre tenutesi quest’anno (Soletta, Vallese e Neuchâtel). In tutti i quattro cantoni l’UDC ha progredito (+18 seggi in totale) ed è attualmente il primo partito del paese con il 23,2% nelle elezioni dei parlamenti cantonali. Secondo il Centro di ricerca per la democrazia di Aarau (ZDA), è seguita dal PLR (19,1%), dal PS (18,9%) e dal PPD (14%). I Verdi hanno l’8,7%, i Verdi liberali il 4,3% e il PBD il 4%.

 

FRG

 

 

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